L'arte del fare di Zanaboni
La fattura artigianale come punto di forza della produzione esclusiva Zanaboni. Ce ne parla Massimo Zanaboni, general manager dell'azienda
Descrizione
Il marchio Zanaboni nasce nel 1967, in piena epoca di design e di produzione industriale, con una produzione, invece, di fattura artigianale, ispirata allo stile classico. Controtendenza, provocazione o mission aziendale? A rispondere è Massimo Zanaboni, General Manager dell'azienda. "Decisamente mission aziendale: sono ormai passati quasi cinquant'anni da allora ed ancora oggi il meglio del Made in Italy nel mondo è rappresentato da realtà che fanno della produzione artigianale il loro punto di forza; pensiamo, ad esempio, ai vari marchi della moda. In un periodo in cui il territorio era ancora ricco di questa tipologia di produzione (che purtroppo si sta perdendo), noi abbiamo voluto fare tesoro di questa risorsa ed abbiamo continuato nel corso degli anni, coerenti con la nostra scelta iniziale. Nel tempo, abbiamo modernizzato alcune fasi di lavorazione, ma gran parte di esse restano ancora squisitamente artigianali. Il taglio e la cucitura del tessuto, la realizzazione delle passamanerie, le fasi di tappezzeria, con capitonné o plissettatura". Il claim del marchio recita La scelta di uno stile esclusivo.
Esclusivo perché? "Perché nella distribuzione del mobile in Italia", continua Massimo Zanaboni, "ci troviamo in un periodo di appiattimento stilistico-culturale: case tutte uguali, prive di dettagli, dove il divano spesso scompare. Nelle nostre pagine pubblicitarie, come nei nostri spazi alle fiere di settore più importanti, noi non andiamo a presentare un singolo prodotto, come il divano, ma proponiamo un'atmosfera completa. Le lavorazioni ed i materiali dei nostri divani li differenziano da tutti gli altri: un elegante divano a pozzetto, con schienale capitonné interamente rivestito in velluto di seta grigio, abbinato a lampade importanti, formate da parallelepipedi in puro cristallo, con una specchiera veneziana alle spalle ed una cascata di taffetas di seta come tendaggio. Questa è atmosfera. Oppure, per chi ama una casa più contemporanea, un divano rivestito interamente in pelle pieno fiore ed arricchito con ricami a rombo, abbinato a tavolini in lacca con top in marmo black and gold... Ambientazioni raffinate ed esclusive, per chi desidera una casa unica".
La qualità, allora, diventa il valore da comunicare: in che modo? "L'accuratezza nei particolari, la ricchezza dei dettagli, la ricercatezza dei materiali testimoniano indiscutibilmente la qualità totale di Zanaboni". Nel catalogo dell'azienda, la collezione Atlantique identifica prodotti esclusivi, di appeal contemporaneo, creati con processi produttivi artigianali. Come e perché un prodotto diventa unico ed esclusivo? "E' un mix stilistico vincente. Le linee pulite di un prodotto giovane e contemporaneo si coniugano con una delle lavorazioni artigianali più ricche: il capitonné. Il divano Atlantique nasceva circa dieci anni fa e, dopo averne depositato il modello per proteggerne la paternità, è diventato una vera e propria icona, presente a livello internazionale nelle più prestigiose abitazioni".
Il vostro motto è "Di nuovo, il classico". Perché? La classicità è rassicurante? "La classicità è rassicurante, ma può anche essere fonte di ispirazione per nuove proposte, dunque reinterpretazione e mélange di stili. Classico non come vecchio ma come trampolino culturale, per la creazione di ambientazioni meno scontate". E dunque il classico è riedizione di modelli o reinterpretazione? Rilettura o atto creativo? "Entrambe le cose: parte della nostra collezione è dedicata alla riedizione. Una collezione che viene utilizzata per i progetti più formali, prevalentemente all'estero. In altri casi, alcuni elementi di questa collezione vengono affiancati a prodotti più contemporanei, come pezzi di rottura, in una sorta di mix & match. La gran parte dei prodotti, però, è frutto di reinterpretazione, come dicevo. Il classico resta il punto di partenza. Alcuni prodotti nascono dalla rielaborazione di uno stile; altri vengono fatti vivere in un mix di stili. E' incredibile pensare come un divano squadrato, con un tessuto Art Deco a righe grigie e nere possa convivere con una grande specchiera barocca e con una poltrona in pelle stile Luigi XV. E' un mix di stili esclusivo e sicuramente poco scontato".
Ma a quale target si rivolge la collezione classica? "E' un target sofisticato: può essere conservatore, ma anche sperimentatore". Oltre alla collezione classica, è presente in catalogo anche la collezione contemporanea: perché? "L'esigenza è nata da un mutamento del mercato nazionale e di parte di quello europeo, ma anche dalla voglia di proporre un prodotto che coniugasse i canoni della classicità con lo stile moderno". Design: vale solo per il contemporaneo o anche per il classico? "La collezione Atlantique è un esempio di classico di design, in cui i concetti moderni si fondono con la scuola classica". Quali i progetti del futuro prossimo? "Oggi ci presentiamo con circa mille pagine di catalogo presso i punti vendita più selezionati e presso gli studi di architettura internazionali. La prossima sfida è l'apertura di una serie di showroom monomarca. Il primo a Shangai, proprio in questi giorni".
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