
Da: Paola:
Seguo con interesse la sua trasmissione su Leonardo e la trovo piacevole e molto istruttiva. Ho acquistato di recente un piccolo appartamento a Riccione, sulla costa romagnola, che ha un bel giardino rettangolare: il terreno è sabbioso, è dominato da due grandi pini marittimi, è ricco di piante ornamentali sopravvissute ad anni di trascuratezza, tra cui numerosi papiri, è recintato su tre lati da una recinzione con rete verde di protezione e ha una dimensione di circa 90 metri quadrati (circa mt. 10 per mt. 9). Le chiedo gentilmente tre cose:
1. se mi può dare qualche idea circa le piante da mettere a dimora, tenendo conto che ci vado raramente e che i pini marittimi riempiono il terreno di aghi... 2. se mi può dare qualche idea su come creare zone dedicate (esempio: pranzo, relax, orto, altro) e come delimitarle e caratterizzarle.
3. pensavo di trapiantare il papiro per coprire la rete di perimetro; quando e come va riprodotto? Per talea? In che stagione?
Grazie per le sue cortesi risposte e per i suoi consigli. Buona giornata e buona fortuna per la sua trasmissione.....noi ci contiamo!
Gentile Paola, per quanto piccolo il suo giardino per dargli un'aspetto tale di questo nome è necessaria anche una piccola progettazione. La gestione dello spazio viene prima della scelta delle piante, pertanto si rende necessario disegnare la forma e lo spazio di queste zone indubbiamente necessarie per poterle vivere con piacere.
Se si tratta invece di suggerimenti, le dirò che i papiri non sono proprio piante da utilizzare come siepe, perlomeno non occludono certamente la vista nè creano privacy, meglio sarebbe utilizzare piante come Viburnum tinus, Pittosporum tobira, Osmanthus aquifolium, tutte specie idonee a vivere al di sotto dei pini marittimi e al tempo stesso con vegetazione coprente e gli ultimi due con fioriture profumate. Le eventuali zone che lei mi descrive potrebbero essere circoscritte da border di fioriture perenni alternate ad arbusti da fiore di media dimensione con fioriture prevalentemente estive (e qui l'elenco è molto lungo), tali da disegnare l'area adibita all'uso e renderla piacevole.
La bordura dell'orto sarà necessariamente fatta con il rosmarino. Infine, se proprio ci tiene a riprodurre il papiro, lo si riproduce per divisione della ceppaia a fine marzo, avendo cura (essendo il papiro una pianta palustre) di mantenere il terreno costantemente umido per i primi 30 giorni, onde favorire il radicamento.
A presto e... buon lavoro!!
f19b21e6-b113-438a-848f-780f0d5524f9|0|.0

Da: Cinzia:
Carissimo Maestro Pagani, la mia casa (Veneto meridionale) ha un giardino con una esposizione particolare: si trova a N-E, circondato da muri su tre lati, il quarto lato confina con un parco pubblico; durante la stagione invernale praticamente non riceve i raggi del sole, mentre durante la stagione estiva un terzo rimane perennemente all'ombra, un terzo viene soleggiato per parte della giornata ed il rimanente viene soleggiato per l'intero giorno (in particolare al mattino e da metà pomeriggio). Dopo due anni in cui mi sono affidata a giardinieri che fra nuovi impianti e trasemine non mi hanno soddisfatta ho deciso di fare da me.
I problemi sono numerosi: muschio nella parte più "ombrosa" e meno arieggiata ed una vera e propria invasione di erbacce (gramigne e foglie larghe di ogni genere), sul rimanente. Ho provveduto ad un diserbo totale... il punto è che non so quale tipo di miscuglio utilizzare per la semina. Oppure faccio un investimento in prato a rotoli (si tratta di circa 70-80 mq)?
Grazie per la sua attenzione.
Premesso che se le condizioni di esposizione sono quelle descritte, dove rimane ombreggiato avrà sempre, qualunque specie di seme usi, avrà sempre problemi di contenimento del muschio, dicasi SEMPRE, qualunque cosa le raccontino. In questi casi la logica ci insegna che è bene contenere il danno nei limiti del possibile e le cose da farsi sono queste:
- provvedere ai primi di marzo al diserbo totale, mediante l'utilizzo di principio attivo GLIFOSATE,che come risaputo non lascia traccia di prodotto nel terreno.
- predisporre una fresatura del terreno, cogliendo l'occasione per interrare se necessario (e questo lo deve valutare chi è del mestiere) sabbia o torba quali ammendanti in caso di suolo argilloso o meno, lo stallatico serve per integrare sostanza nutritiva e preparare ad un ad buona radicazione.
- effettuare la semina sulla metà marzo utilizzando una monospecie di loietto, al momento la varietà che offre il miglior risultato in quelle condizioni è il loietto var. "RITMO" (cultivar francese, tenace, duraturo nel tempo e particolarmente resistente alle malattie fungine del prato. La quantità necessaria al mq. è di grammi 40, meglio qualche grammo in più piuttosto che meno.
- Dopo aver effettuato la semina, spargere sul terreno una fertilizzazione con funzione di incentivo alla veloce germinazione, il fertilizzante consigliato è del tipo della COMPO - BASATOP STARTER in ragione di grammi 30 al mq.
- Provvedere alla rullatura dopo semina e immediata annaffiatura. Successivamente la gestione dell'acqua è da valutare sul posto e a seconda delle condizioni atmosferiche.
- Dopo la prima rasatura, inizia il periodo della fertilizzazione di mantenimento, che dovrà essere cosi fatta: distribuzione di fertilizzante FLORANID RASEN della COMPO in ragione di grammi 30 al mq.a fine maggio.fine giugno e fine agosto.
- Ai primi di settembre iniziano i guai per quanto riguarda il muschio. Sarà necessario allora provvedere alla distribuzione su tutto il prato del prodotto FERRO TOP della COMPO, il quale provvederà all'impedimento del sorgere di muschi e licheni per l'alto contenuto di ferro presente,intervento che dovrà essere ripetuto a ottobre,novembre, dicembre e metà/fine gennaio o primi febbraio.
- Se avrà la pazienza di seguire da sola questo programma di manutenzione, riuscirà anche senza l'intervento del vivaista a mantenersi il prato in buone condizioni,ma è assolutamente necessario non saltare nessun intervento.
L'ipotesi di un parato a rotoli è un investimento solo per chi glielo fornisce, in quanto è comunque soggetto alla presenza del muschio nei mesi autunno-invernali e la specie contenuta nel tappeto è la stessa che che le verrebbe fornito con la semina.
La semina di specie di tipo ombreggiante come la Poa, sono talmente deboli che in assenza di luminosità sono le prime a ceder alla presenza di infestanti più agguerrite,se cosìnon fosse lo stadio di S:Siro non sarebbe rizollato due o più volte all'anno.
Questo non vuole essere il Vangelo secondo Pagani... ma quasi!! A presto, magari con una foto del parto più bello rispetto al vicino.
715354d0-6beb-4284-a6a0-9b56fe5c89d1|0|.0

Da: Miriam:
Gentile Carlo, mi piace il giardinaggio ho un ampio terrazzo dove coltivo molte piante con discreto successo. Ho un problema: ho da diversi anni una Nandina domestica che fiorisce puntualmente ogni anno ma non matura mai le bacche rosse invernali... quale potrebbe essere il problema? Guardo la sua rubrica su Sky saltuariamente ma con interesse!
Quasi certamente la mancata fruttificazione dipende dalla esposizione della pianta. Le bacche sono conseguenti alla autoimpollinazione, che con ogni probabilità è impedita da fattori ambientali. Sole totale e aerazione sono fondamentali per la buona riuscita. Verifichi e... magari mi sappia dire.
b6a1a66c-59d0-4deb-9800-fbeb3e73329f|0|.0

Da: Vera:
È la prima volta che dovrei occuparmi di un giardino e sto seguendo sempre il suo meraviglioso programma.
Nel mese di dicembre aveva parlato di una pianta simile se non sbaglio alla begonia ma che si poteva utilizzare come tappezzante per giardini e terrazzi. Siccome ho un giardino che si svolge in salita e non potrei tagliare l'erba con facilità, mi chiedevo se mi poteva ripetere il nome oppure darmi un consiglio!
Considerata la specifica situazione che mi descrive, ritengo che il miglior tappezzante per risolvere l'eliminazione dell'erba sia ricorrere all'utilizzo dell'hypericum calcynum, una erbacea perenne sempreverde con bellissima fioritura in giallo il mese di giugno, altezza 20 cm e con un notevole sviluppo radicale idoneo a frenare il terreno in caso di scarpate, pendii o simili. Dopo la fioritura mantiene un bell'effetto a copertura completamente verde.
A presto per nuovi consigli.
7b626716-e338-4de4-a4c9-805afd4aea30|0|.0

Da: Gabry:
Salve sig. Carlo, le invio una foto del mio prato. Presenta sempre questa specie di ragnatela estate e inverno, finendo poi con il seccarsi. Sto usando un fingicida ROVRAL periodicamente 3 o 4 volte al mese da quasi un anno, ma non riesco del tutto a distrugere la malattia, come posso fare??? Esiste un prodotto più specifico?
Gentile Gabry, purtroppo il fungo che genera la malattia sul suo prato è veicolato attraverso l'umidità che, ahimé, abbonda nei prati, in quanto durante il periodo estivo è sottoposto costantenete ad irrigazione. L'evaporazione che avviene lentamente rispetto al periodo estivo causa questo malessere. E questa è la diagnosi, la cura meccanica invece consiste nel ridurre le irrigazioni già a fine agosto, consentendo al terreno di evaporare meglio durante il mese di settembre e ottobre.
Fertilizzare a fine settembre con fertilizzante specifico (FLORANID CLUB-COMPO) per rinforzare l'apparato radicale in quanto più la pianta è forte e meno subisce l'agressione del fungo.
infine, personalmente preferisco l'utilizzo come anticrittogamico del prodotto PROGREEN sempre della Compo, poiché limita la quantità di trattamenti(una volta al mese nei mesi di marzo, aprile, maggio, giugno e settembre, ottobre e novembre), con ottimi risultati di contenimento e cura della malattia.
5c1063ea-c4e8-46ac-a94c-4e96dd7390fe|0|.0

Da: Umberto
Buongiorno sig. Pagani, seguo sempre tutte le sue puntate su Leonardo. La ritengo un Guru, data la mia sfrenata passione di giardinaggio. Da circa 2 anni sto lavorando alla costruzione di un giardino di circa 1/2 ettaro (che negli anni credo amplierò), in un terreno collinare in provincia di Parma a circa 600 mt di altitudine. Mi sto appassionando alla dahlia e alla miriade di colori e tipologia fiorale che le distingue. Però non so quali varietà posso mettere in piena terra, senza doverle disotterrare in autunno; che quindi resistano alle temperature invernali dell'appennino Tosco-Emiliano.
Grazie infinite.
Non è tanto una questione di varietà resistenti al gelo, quanto di mezzi per proteggere i rizomi volendoli lasciare interrati. Le dahlie sono tutte immancabilmente sensibili al gelo, in quanto il rizoma è costituito al 60% d'acqua, motivo per il quale tutto il mondo coltivatore di questo fiore le estrae prima dei geli.
Personalmente ho esaminato il problema ed alcuni anni fa, quando anch'io avevo preso una cotta per le dahlie, decisi di lasciarle interrate anche in inverno e studiai il metodo perché il gelo non danneggiasse il rizoma. A fine autunno tagliai gli steli ormai esausti e coprii con uno spessore di venti centimetri di foglie le radici. Non convinto che bastasse, stesi ulteriormente sulle foglie un telo di tessuto geotessile (tessuto non tessuto) e lo ancorai al terreno con pezzetti di filone zincato ricurvi. Mi andò fatta bene,la primavera successiva scoprii tutto il filare e le dahlie ripresero a spuntare. Dovetti poi l'anno dopo dividerle, perchè l'aumento dei rizomi penalizzava la produzione dei fiori, allora decisi che tanto valeva che in autunno io estraessi il tutto dal terreno, approfittando per la divisione.
Questa la mia esperienza, che tutt'ora svolgo. In quanto a varietà specifiche particolarmente resistenti, ribadisco non ce ne sono.
3db9a59e-e436-47a1-b63e-0c160d6ab2c3|0|.0

Da: Gabriele
Nella mia casa di famiglia sono stati eseguiti dei lavori di edilizia riguardanti l'impermeabilizzazione e a seguito di tali lavori sono avanzati numerosi sacchi di perlite. Domanda: la posso usare per il giardinaggio? è la stessa che si usa? È leggerissima, biancastra e sfarinata; nessuno mi ha saputo rispondere e nessuno sembra che la venda, chiedo aiuto.
È esattamente lo stesso materiale che si usa per la propagazione nel taleaggio!! Ovviamente si tratta di usarne una percentuale riguardante il 30% di perlite + il 70% di sabbia di fiume lavata, e il substrato per la posa delle talee è pronto.
Per ottenere una percentuale di radicamento importante, sarebbe bene avere a disposizione anche una bustina o simile di ormone radicante, dove intingere la talea prima di interrarla nel substrato. In ultimo, bisognerà mantenere fresco il substrato e possibilmente tenere il tutto in ambiente con temperatura almeno dai 12 gradi in su.
Saluti e... buone radici!!
a27b7653-378f-4e56-95e1-e03774bfce4f|1|5.0

Da: Margherita
Mi sono decisa a scriverle questa e-mail sotto forma di aiuto. Mi hanno regalato una pianta bellissima, credo un'orchidea e sul cartoncino allegato il nome è appunto Phalaenova. Le poche indicazioni sono: temperatura tra i 16 e 20 gradi, mezzo sole, annaffiare ogni 7 giorni e concimare, credo, (sigla è NPK) ogni 30 giorni. Ho notato che il terriccio non si vede in quanto sono in vista i gambi del fiore, che sono molto forti, i fiori sono sul rosa-viola e i gambi sono sorretti da dei bastoncini. Nell'insieme è veramente bella. Le chiedo cortesemente se ha qualche notizia in più di quelle che le ho indicato, perchè il mio pollice per le piante in vaso non è molto verde, mentre per quelle da giardino e per l'orto in genere me la cavo abbastanza. Una pianta così bella non l'ho mai avuta, ci terrei molto a mantenerla.
A chi porta per nome un fiore non può rischiare di morire un phalaenopsis!! L'orchidea che le hanno regalato è fortunatamente una delle più facili a coltivarsi, in effetti è sufficiente attenersi a quanto le è stato indicato.
Solo sul tipo di fertilizzante avrei qualcosa da ridire, in quanto le orchidee necessitano di fertilizzanti specifici, quindi le consiglierei l'utilizzo del COMPO CONCIME PER ORCHIDEE, un fertilizzante organominerale con integratore, messo a punto specificatamente per le orchidee.
Infine le annaffiature, giusto ogni sette giorni di media, ma molto dipende dall'evaporazione dell'ambiente in cui vive, poichè più è caldo e maggiormente l'umidità evapora, quindi solo osservando attentamente la pianta si capirà se è sufficiente una volta alla settimana o serve qualcosa in più.
3cc1f555-0cbd-4255-a6ee-28da7ff005de|1|5.0

Da: Rita
Grazie e complimenti perchè l'ho sempre seguita nei programmi di Leonardo, da un mesebbiamo tolto Sky (dopo 7 anni, non possiamo più permettercelo) e sinceramente le dico con tanta simpatia che mi manca tanto. Le sue rubriche sono, oltre che tanto istruttive, molto piacevoli e rilassanti. Veniamo al mio problema: ho un beniamino che portato in casa sembra tutto morto, è completamente spoglio ma... promette qualche germoglio. Cosa fare? Forse ha poca luce, forse sente il caldo della stufa a pellet, la bagno poco ma la vaporizzo spesso. Ci sarà qualche speranza?
Un grazie sincero, a presto... magari sulla rai.
Mi dispiace molto che l'attuale momento difficile, a cui tutti siamo sottoposti,le abbia tolto il piacere di seguire la nostra rubrica su Sky, questo non toglie che la possa aiutare comunque con la posta elettronica. Veniamo al ficus in questione: d'ora in poi si tratta di somministrargli ogni 10 giorni, in occasione di una annaffiatura, una dose di fertilizzante idrosolubile del tipo di ONE della Valagro (reperibile in ogni garden center) oppure in alternativa un altro marchio commerciale ma sempre fertilizzante idrosolubile.
Sicuramente il ficus benjamin necessita di tanta luce, essendo questi al sud un albero da viale, quindi pianta che vive all'aperto in pieno sole. Ad aprile quando la temperatura esterna sarà mite, porterà il suo ficus all'esterno, magari in zona ombreggiata del suo giardino o terrazzo, gli cambierà il vaso, aumentandolo di pochi centimetri e la pianta riprenderà il suo cammino.
A presto, e ...in quanto alla Rai, sono molto affezionato al mio pubblico di Leonardo che mi segue da parecchio tempo e non ne sento tanto il desiderio, l'unico rammarico è che potrei raccontare piante a un pubblico più vasto!!
Saluti e... nuove foglie!!
959167bd-b9dc-49b4-a32a-2d668051f6c5|0|.0

Da: Ida
Ho una monstera gigante in cattive condizioni a causa di una forte grandinata, che ha rovinato le foglie che si stanno piano piano ingiallendo. Cosa posso fare per recuperarla? Nell'attesa la ringrazio.
Purtroppo c'è ben poco da fare, se non praticare un ciclo di concimazione tale da indurre la pianta nel più breve tempo possibile a emettere nuovo fogliame, consentendo così di eliminare quello danneggiato. Il fertilizzante migliore è del tipo idrosolubile, nelle specifico il prodotto ONE della Valagro. Dovrà versarne le quantità indicate nella confezione nell'acqua all'interno dell'annaffiatoio con cadenza ogni dieci giorni.
Saluti e... nuove foglie!!
4e6085ed-80cd-427a-955e-0c6db9d17150|0|.0