Nella campagna viterbese, un vecchio cascinale, interpretato alla luce di uno scontato British style dai precedenti proprietari di origine inglese, è stato totalmente ristrutturato sul filo di una paziente ricerca degli elementi, dei materiali e delle finiture architettoniche dei luoghi: dai mattoni in cotto di fornace alla pietra locale, dalle travi in legno alle pianelle dei soffitti.
L'attuale padrone di casa, un imprenditore del nord trapiantato a Roma, ha composto interni che sorprendono per la loro equilibrata combinazione di funzionale e sensoriale, di essenziale e conviviale: una visione della domesticità vissuta come piacere quotidiano e semplificazione dell'esistenza, da cui bandire l'inutile e il ridondante, senza per questo sconfinare nel minimalismo.
Oggetti in grado di raccontare una storia, ma mai iconici, esprimono la forza del lusso accessibile, pragmatico e quotidiano, di chi concilia saper vivere e saper fare, qualità della vita e visionarietà. In cucina, tempio di abitudini consolidate e di nuove ritualità, spazio alle tecnologie contemporanee e alle fascinazioni del passato, con la collezione di pentole in rame; in soggiorno, la scelta dei materiali, come il parquet in abete sbiancato, le travi in legno del soffitto e i mattoncini in cotto, rende omaggio alla natura e alla sapienza secolare degli artigiani.
Un'arte del buon vivere che si esplicita anche in giardino, una superficie di oltre un ettaro, in cui si alternano roseti con più di duecento varietà di rose, boschetti di querce, alberi da frutta, l'orto e il recinto dei daini, sullo sfondo delle colline.
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