Simona Marchini: una casa fra ricordi e sorrisi
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Simona Marchini potrebbe essere un personaggio femminile uscito dalla penna di uno scrittore dell’800: lo sguardo, il tono della voce, il modo in cui tiene le mani, ogni dettaglio mi riporta ai grandi romanzi di quel periodo! E credo che questo sia importante per capire la sua casa…
Laura Lattuada: Da quanto tempo vivi in questa casa?
Simona Marchini: Da venticinque anni. Sono nata a Monteverde Vecchio e lì sono vissuta fino a diciotto anni. Più tardi la mia famiglia si trasferì all’Eur: a me sembrò una deportazione. Poi mi ci sono abituata. Anzi, ti posso dire che la luce che c’è all’Eur non c’è in nessun altro quartiere di Roma! Ad un certo punto, proprio quando cominciavo a lavorare molto, un amico mi ha “passato” questa casa. Mi è piaciuta subito e mi ci sono trasferita.
LL: Dalla quantità e dall’ampiezza dei divani in salone deduco che tu ami molto ricevere...
SM: In realtà vedo poche persone, con cui mi intendo di più. Però ogni due mesi circa, organizzo una cena con una trentina di persone, perché festeggio la nuova mostra che inauguro alla mia galleria. Allora sì, c’è molto movimento. C’è un gran movimento anche a Natale: facciamo per tradizione la tombola-kitsch. Ognuno porta delle cose agghiaccianti da casa: il patto è di riportarsi tutto via, ma in realtà il giorno dopo trovo di tutto sotto i divani. La cosa importante è che il ricavato va all’Unicef.
Se vuoi leggere tutta l'intervista e vedere tutte le foto, non perdere in edicola il numero di luglio/agosto di Case & Stili



articolo del: 25/06/2010


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