Dalla strada, nulla lascia trasparire l'esistenza di un impianto architettonico di tale impatto visivo. Esternamente l'aspetto è quello di una delle tante case di cortile, del tutto simile alle altre. Ma, come spesso accade nella vita, le apparenze ingannano.
La ristrutturazione dell'edificio è stata curata da Tolmino Menozzi, coadiuvato dall'art director Stefano Bigliardi, che hanno operato nel pieno rispetto del gusto della committenza, valorizzando l'esistente. La struttura si articola in due corpi di fabbrica: quello più piccolo, risalente a fine Ottocento, prospiciente la strada, e l'altro, molto più recente, che si sviluppa all'interno del giardino. E' raggiunto l'ingresso, che si coglie in tutta la sua forza lo stile della casa.
Una scala sospesa, dal carattere decisamente zen, porta sia alla zona giorno che alla zona notte. Il living, che occupa nella sua interezza il corpo di fabbrica affacciato sul giardino, è distribuito su due livelli, che ospitano una grande cucina e, su un piano soppalcato, la zona relax e lettura.
Quest'ultima rappresenta sicuramente l'ambiente più scenografico e suggestivo della casa, per dimensioni e struttura. Solo un lato della sala è realizzato in muratura, mentre il rimanente perimetro è costituito da grandi pareti vetrate, scandite da pilastri in mattoni a vista: un espediente che fa sembrare cucina e sala da pranzo fuse in un unico ambiente, come sospese sul giardino. La cucina è stata organizzata in maniera lineare e funzionale, in cui hanno trovato spazio una grande parete attrezzata, a ridosso dell'unico lato in muratura; una spaziosa isola centrale, utilizzata per la colazione e per spuntini veloci, e il tavolo da pranzo, collocato frontalmente rispetto a una delle pareti vetrate.
Il soppalco è arredato semplicemente, con divani imbottiti e seggioline dalla seduta in pelle e la struttura in acciaio cromato. Uno stile sobrio, volutamente esteso alla zona notte e ai bagni, perchè a catturare la vista fossero strutture e finiture, più che l'interior design. Una pavimentazione in legno, a doghe bisellate di rovere spazzolato, uniforma i pavimenti di tutta la casa. La parete è, invece, un susseguirsi di colori, ottenuti attraverso la stesura di grassello di calce nelle tonalità cocciopesto, visone, avorio e tortora; interrotti a tratti da inserti in mattoni ed in pietra a vista; esaltati dall'illuminazione, pensata accuratamente nella selezione degli apparecchi, quanto nel loro posizionamento.
Leggerissima, è affidata quasi completamente a sistemi a incasso, alternati a fari su binario che enfatizzano, con soluzioni mai definitive, le scelte materiche di maggior rilievo, come i muri di pietra e quella parte degli stessi rivestita di colore. Alla filosofia zen sembra rifarsi anche il giardino, distribuito su due livelli collegati da pochi gradini e piantumato ad aceri e cipressi, con l'eccezione di un suggestivo ulivo.
Nei camminamenti esterni, come nella passerella che collega l'ingresso al prato erboso, la scelta dei materiali è ricaduta su prodotti naturali, quali ciottoli, pietra ed essenza di ipè. Il risultato finale è una struttura di grande fascino, in cui minimalismo e tradizione dialogano armoniosamente. Una casa ed un giardino di grande impatto visivo in tutte le ore della giornata, specie al calar della sera, quando l'illuminazione ne definisce i volumi e ne accentua i profili.
Foto di: Carlo Carossio






