Residenze di prestigio: la differenza tra il mercato immobiliare di Roma e Milano
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Il mercato delle residenze di prestigio, nel primo semestre dell'anno, ha subito un forte incremento della domanda di acquisto. A fronte di questo dato, in particolare per città Milano, l'offerta registra una fase di stallo, a causa delle dimensioni molto contenute delle aree di pregio e della monocentralità soffre una cronica carenza di offerta. Uno studio della Tirelli&Partners ha evidenziato questo dato: "Sia a Roma che a Milano la domanda di abitazioni di pregio è aumentata in modo significativo, trovando però un limite forte alla crescita delle compravendite nello strutturale collo di bottiglia dell'offerta. I volumi di compravendita pertanto si mostrano stabili nonostante il numero medio di telefonate per annuncio sia duplicato e il numero di appuntamenti addirittura triplicato", dice Marco Tirelli, Senior Partner di Tirelli & Partners
In termini medi, Roma e Milano si equivalgono per quanto riguarda il prezzo al metro quadro degli appartamenti (10.000€/mq), ma anche nella fascia del top prices. Ma le due città sono profondamente differenti dal punto di vista dei tempi di vendita e dello sconto medio: secondo quanto afferna questo studio, a Milano occorre il doppio del tempo necessario a Roma (10 mesi contro 5) per vendere una casa. Al contempo, ci vuole meno tempo a Roma per trovare un'abitazione di pregio.
Non va tralasciato il dato relativo alla flessione dei canoni e alla tenuta dei prezzi, il che ha comportato un'ulteriore riduzione della redditività media delle abitazioni di pregio (il 2,7% per Roma e il 2,6% per Milano).
Lo studio si sofferma in particolare sulla situazione di Milano. Continua Marco Tirelli: "Si tratta di un fenomeno ricollegabile a numerose concause tra le quali la forte ripresa della domanda di acquisto, la non perfetta sostituibilità tra mercato della compravendita e quello della locazione, la fiscalità onerosa dei redditi da locazioni e la dissonanza tra le richieste dei potenziali inquilini e lo stato di consegna delle abitazioni previsto dai proprietari. Desidero commentare soprattutto quest'ultima condizione. Gli inquilini richiedono sempre più abitazioni in condizioni di immediata abitabilità (ristrutturate e imbiancate) e che dispongano di cucina e armadiature fisse, mentre le abitazioni che vengono poste sul mercato non rispondono spesso a queste esigenze. In quest'ottica vanno dunque valutate le potenzialità sul settore derivanti dall'introduzione dell'imposta cedolare secca che il Governo dovrebbe approvare a breve. A nostro parere l'impatto sul settore sarà tanto maggiore quanto più il risparmio fiscale sarà dai proprietari investito in opere che colmino il gap qualitativo delle loro case".
In termini medi, Roma e Milano si equivalgono per quanto riguarda il prezzo al metro quadro degli appartamenti (10.000€/mq), ma anche nella fascia del top prices. Ma le due città sono profondamente differenti dal punto di vista dei tempi di vendita e dello sconto medio: secondo quanto afferna questo studio, a Milano occorre il doppio del tempo necessario a Roma (10 mesi contro 5) per vendere una casa. Al contempo, ci vuole meno tempo a Roma per trovare un'abitazione di pregio.
Non va tralasciato il dato relativo alla flessione dei canoni e alla tenuta dei prezzi, il che ha comportato un'ulteriore riduzione della redditività media delle abitazioni di pregio (il 2,7% per Roma e il 2,6% per Milano).
Lo studio si sofferma in particolare sulla situazione di Milano. Continua Marco Tirelli: "Si tratta di un fenomeno ricollegabile a numerose concause tra le quali la forte ripresa della domanda di acquisto, la non perfetta sostituibilità tra mercato della compravendita e quello della locazione, la fiscalità onerosa dei redditi da locazioni e la dissonanza tra le richieste dei potenziali inquilini e lo stato di consegna delle abitazioni previsto dai proprietari. Desidero commentare soprattutto quest'ultima condizione. Gli inquilini richiedono sempre più abitazioni in condizioni di immediata abitabilità (ristrutturate e imbiancate) e che dispongano di cucina e armadiature fisse, mentre le abitazioni che vengono poste sul mercato non rispondono spesso a queste esigenze. In quest'ottica vanno dunque valutate le potenzialità sul settore derivanti dall'introduzione dell'imposta cedolare secca che il Governo dovrebbe approvare a breve. A nostro parere l'impatto sul settore sarà tanto maggiore quanto più il risparmio fiscale sarà dai proprietari investito in opere che colmino il gap qualitativo delle loro case".
articolo del: 15/10/2010
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