OS Club: lo spazio e il progetto architettonico
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OS Club accoglie al suo interno 2 ristoranti (Hostaria e Iolanda), una sala speciale dove essere a stretto contatto con lo chef, un lounge bar e un ampio parco esterno. Il progetto si sviluppa nel mezzo di uno dei più interessanti siti archeologici della Capitale: il parco di Traiano (Colle Oppio), tra le emergenze archeologiche delle Terme di Traiano e i resti della Domus Aurea di Nerone, a pochi passi dal Colosseo, riuscendo così a regalare emozioni autentiche e uniche ai propri ospiti. Architettura moderna in un sito archeologico: far convivere l'uno senza dimenticare l'altro, questo era l'obiettivo. Realizzare una struttura polivalente che avesse sia i connotati tipici di un luogo dedicato alla ristorazione, ma che fosse anche un luogo d'incontro, uno spazio dedicato alla musica, agli eventi culturali, alla storia, flessibile per molteplici occasioni.
Il progetto, realizzato dagli interior design Stefano e Carla Mazzarelli dello Studio Dolmen Design e dall'architetto Matteo Gentile, si è sviluppato seguendo un percorso ideale all'interno della struttura, usando materiali, finiture e colori che riportassero alla memoria la storia di questo luogo, nuovi ma assimilabili a quelli di altre epoche storiche, nelle funzioni e nel rispetto di presente, passato e futuro. Il risultato è uno spazio polifunzionale racchiuso in 4.000 mq di Parco e 600 mq di struttura coperta, studiato per accogliere una clientela moderna e cosmopolita, che possa vivere OS Club al meglio in ogni momento della giornata e in tutte le stagioni.
Il progetto, realizzato dagli interior design Stefano e Carla Mazzarelli dello Studio Dolmen Design e dall'architetto Matteo Gentile, si è sviluppato seguendo un percorso ideale all'interno della struttura, usando materiali, finiture e colori che riportassero alla memoria la storia di questo luogo, nuovi ma assimilabili a quelli di altre epoche storiche, nelle funzioni e nel rispetto di presente, passato e futuro. Il risultato è uno spazio polifunzionale racchiuso in 4.000 mq di Parco e 600 mq di struttura coperta, studiato per accogliere una clientela moderna e cosmopolita, che possa vivere OS Club al meglio in ogni momento della giornata e in tutte le stagioni.
L'ingresso: l'acqua
L'acqua è uno degli elementi caratterizzanti di Colle Oppio Per questa ragione, la fontana a raso, che richiama l'adiacente Cisterna delle Sette Sale (inaugurata nel 109 D.C. e capace di rifornire d'acqua le grandi Terme di Traiano), è protagonista assoluta dell'ingresso. Attraversato un grande cancello, si accede ad un largo disimpegno esterno che separa le funzioni distributive: a sinistra l'ingresso riservato alle merci, al personale e a tutte le attività di servizio, di fronte una rampa ci porta al percorso lastricato circondato dall'ampio parco. Entrati dentro la struttura, la prima zona è il ricevimento/attesa realizzato con sedute basse, strutture in noce, tessuto tecnico colore verde e luminoso. Le stesse finiture le ritroviamo nell'ampia zona dedicata al lounge bar/caffetteria/gastronomia. Qui i materiali e i colori si fondono, si rincorrono in successione: l'oro delle tessere a mosaico del bancone del bar, il noce delle strutture, l'ottone trattato del retro bar, i diversi toni di verde delle tende, dei divani e delle poltrone, dei pouf. Tutto concorre a delineare la zona dedicata alla conversazione, al cocktail e al tea, rimandando ai colori e ai temi del passato in chiave decisamente moderna e minimale.La zona centrale: il cemento
La zona centrale è caratterizzata dalla presenza dell'alcova, un immenso divano/struttura, un grande anello schiacciato in cemento armato grezzo, lasciato volutamente a vista a sottolineare la contemporaneità. La struttura insiste sulla pedana/privè, il luogo per eccellenza, la piazza, il foro dove ci s'incontra. Uno spazio dedicato alla meditazione, alla conversazione e alla musica, ma anche alle video proiezioni, alle conferenze e ai concerti dal vivo.L'enoteca: il vetro
L'enoteca accanto all'alcova è un passaggio obbligato per accedere alla Sala dello chef. È un luogo etereo, dove le pareti sono trasparenti cosi come le porte d'accesso, a voler sottolineare che quel luogo dall'apparenza così fragile, fragile non è, e la presenta delle innumerevoli bottiglie ne sottolineano la funzione. Attraverso questo spazio dedicato alle prelibatezze da bere, si accede alla saletta dove poter apprezzare quelle dello chef (Sala dello Chef) e vederlo all'opera, attraverso una cucina completamente a vista.Gli arredi
Gli arredi sono stati realizzati dalle aziende leader del settore e dagli architetti/designer più qualificati, volutamente ignorando tutte quelle aziende che solitamente operano nel campo della ristorazione o dei locali in genere, per dare allo spazio un carattere particolare, per offrire al cliente l'intimità e l'atmosfera che si trova in ambienti più caldi e familiari. Per creare un locale che non avesse termini di paragone con quanto solitamente si vede, che non potesse essere raffrontato, paragonato con altri luoghi pubblici del genere. Lo studio attento del prodotto, della qualità della fattura, e della corretta funzionalità hanno portato i realizzatori a prediligere per le sedute di Hostaria e della Sala dello Chef le sedie disegnate da Arne Jacobsen nel 1955 e prodotte in Danimarca da Fritz Hansen, rivestite con tessuti sempre danesi di Kvadrat. Queste sedie della famosa “serie 7“ sono unanimemente riconosciute come uno dei pilastri intramontabili del design moderno nel mondo. Per le sedute di iolanda, ambiente raccolto, raffinato, con una vena poetica rivolta al passato, si è optato per una sedia da pranzo disegnata dall'architetto Antonio Citterio per Moroso nel 1989. La cura estrema nel dettaglio costruttivo e la sapiente manualità nella lavorazione della pelle, conferiscono a questo prodotto la classe e l'eleganza richiesta dal committente. Le poltroncine usate nella zona del privè sulla pedana e nella zona del bar sono le Thomas disegnate nel 2000 da Antonio Citterio per Flexform, qui la scelta è stata fatta in funzione della qualità del prodotto, dell'indubbia bellezza e del design particolarmente in linea con gli spazi e le strutture del club. Per dare slancio a questo spazio, si è intervenuti anche sulle colonne già presenti ridisegnandole e capovolgendole dal basso verso l'alto. Le sedute dell'esterno sono invece un gioco armonico di colori, come un prato fiorito, piccole sedute, comode, per organizzare conciliaboli all'ombra dei maestosi pini, con facilità e leggerezza. Sono le O-Nest disegnate nel 2006 da Tord Boontje sempre per Moroso. Il tavolo della sala dello Chef, disegnato da Marcello Ziliani per Casprini, è un tavolo ovale che si inserisce perfettamente in questo spazio dalla forma particolare, conferendo una dinamica di rotazione intorno al fulcro.La luce
Particolare attenzione è stata posta al sistema, molto complesso, d'illuminazione: è stato quasi tutto realizzato con sistemi di diffusione indiretta, tagli sottili di luce, segni curvi sul soffitto appena accennati, percorsi colorati. Ma ci sono anche alcuni prodotti d'illuminazione di grande effetto, ad esempio la lampada Stchu-Moon sul tavolo della Sala dello Chef disegnata da Enzo Catellani nel 1997, o quelle poste sui tavolini bassi dei divanetti, le Stones disegnate da Laudani & Romanelli nel 2002.Tessuti, materiali, colori
La cura dei dettagli si è spinta sino alla definizione delle divise del personale, che rimandano ai tessuti e ai colori del locale. Un prodotto di classe, pratico e armonico nel contesto generale. Quanto ai colori, il pavimento rimanda al travertino, sia all'interno che all'esterno del locale, proprio per dare continuità e rafforzare il concetto di utilizzo di un materiale decisamente caro ai Romani. Il verde, nelle sue sfumature, il fucsia scuro, il rosso bordeaux e il nero: ognuno di questi colori trova la sua giusta collocazione nei diversi tessuti, tutti prodotti dalla Kvadrat, e nelle diverse funzioni, a volte mescolati insieme, come nel caso del rivestimento delle sedie in cui il melange è operato tra il fucsia e il verde. Tutti questi colori sono facilmente ritrovabili nelle innumerevoli rappresentazioni murali nella storia dell'architettura romana.Il parco
Nell'ampio parco esterno l' intervento si è limitato a piccoli punti di arredo: l'inserimento di un'illuminazione discreta per esaltare le grandi piante esistenti e la collocazione di una zona dedicata alla coltivazione di ortaggi di supporto alla cucina. La seconda parte del parco, adiacente alla Cisterna delle Sette Sale, per adesso separata da un'ecologica palizzata, verrà successivamente attrezzata con piscina, zone dedicate al relax, al fitness, ecc.I progettisti
Il progetto di ristrutturazione e arredo è stato elaborato dagli interior design Carla e Stefano Mazzarelli in associazione con l'architetto Matteo Maria Gentile, collaborazione ormai consolidata da diversi anni, maturata da esperienze diverse. Carla e Stefano nel campo del design e dell'arredo hanno progettato mobili e oggetti per l'industria e il privato, ristrutturando decine di appartamenti e ville, mentre nel pubblico hanno progettato e realizzato il ReD - Restaurant & Design all'interno dell'Auditorium Parco della Musica di Roma. Un lavoro che ha segnato una svolta nell'ambito della ristorazione romana, introducendo concetti di design e distribuzione totalmente innovativi e seguiti da una nutrita schiera d'imitatori. Matteo, che ha maturato esperienze progettuali importanti nel campo alberghiero, riprogettando grandi strutture e dirigendo cantieri complessi, è l'artefice delle "suite Sistina", dove una complessa e attenta ristrutturazione di un edificio fatiscente nel cuore di Roma è stato trasformato in un sapiente complesso alberghiero di grande pregio, unanimemente riconosciuto al primo posto nell'ambito delle luxor suite. Ha avuto anche importanti esperienze nella realizzazione di importanti negozi.articolo del: 12/11/2010
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