Oro lucente, gocce d’argento e rosso fuoco. Imprigionati da una tradizione iconoclasta e da un consumismo tiranno, per lungo tempo abbiamo rappresentato il Natale in rosso, colore caldo e volitivo affidato ai decori dell’albero e alla carta dei regali, così che ogni casa, il 25 dicembre, non fosse molto diversa da qualsiasi altra. Ma chi ha il design nel sangue, non ha potuto piegare la propria creatività alla forza della tradizione.
E’ il caso di Clara Bona, architetto e designer, appassionata di arredamento e di arte. Nella sua casa, i preparativi per le festività natalizie iniziano già ai primi giorni di dicembre, tradendo l’impazienza delle figlie, Marta e Greta, di festeggiare con dolci e regali. La casa, per l’occasione, cambia veste grazie a piccoli, delicati accorgimenti che, senza stravolgerla, ne cambiano tuttavia l’appeal.
Un nuovo quadro, appeso sul camino, e una coperta patchwork sul letto, come quelle realizzate dalla stessa padrona di casa, utilizzando scarti di lana in misure e colori diversi, sono sufficienti per rinnovare con poco sforzo l’interior design. La luce fa il resto, ridefinendo, con giochi di ombre, i profili degli oggetti e regalando un’atmosfera calda e accogliente a ogni ambiente. “A casa nostra le candele non mancano mai: le accendiamo tutte le sere, in ogni periodo dell’anno, ma a Natale esageriamo”, spiega Clara Bona. “Disseminiamo piccole luci e centinaia di candeline in ogni dove e accendiamo il candeliere barocco a otto braccia sul tavolo, vicino a un’alzata balinese ricolma di mandarini e melograni, da mangiare in attesa di scartare i regali”.
Ed è subito festa. Un intonaco verde fa, invece, da sfondo al più originale degli abeti natalizi, realizzato incollando a parete inviti colorati di mostre ed eventi, mescolati a CD, icone bidimensionali delle classiche sfere. Ai suoi piedi, una vecchia valigia di cuoio, invito al più onirico e inatteso dei viaggi, accoglie tanti piccoli pacchi regalo, avvolti in veline colorate.
Il letto di Greta, per l’occasione, si riempie di orsetti e un cavallo di legno, ricordo di giochi passati, rievoca atmosfere e sapori lontani. “Come l’abitudine di fare i biscotti con lo zenzero e la cannella insieme alle mie figlie. Burro, farina, uova, zucchero e tante formine natalizie per far volare la fantasia”, dice Clara. “Poi, dopo averli messi a cuocere in forno, mangiamo tutti quelli usciti male, di forme imprecise, mentre degli altri li utilizziamo come goloso decoro, da applicare su tutti i pacchetti natalizi”.
Credits
Foto di Agenzia Vega MG/Giulio Oriani
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