Il mercato immobiliare si normalizza, ce lo rivela uno studio realizzato dalla Banca d'Italia e Tecnoborsa. Nell'ultimo trimestre del 2009, c'è stato un parziale recupero nella compravendita e un recupero nelle vendite inevase.
Di conseguenza anche le quotazioni, da tempo in calo, si stanno stabilizzando. La situazione sta migliorando in particolare nel Nord Ovest e nel Centro Italia. La quota di operatori immobiliari che ha ventudo almento un immobile è salita intorno al 69% negli utlimi tre mesi del 2009. Nello stesso periodo, si legge nel Supplemento al Bollettino Statistico diffuso oggi dalla Banca d'Italia, "si è ampliata la quota di coloro che ne riscontrano una stabilità, che per la seconda volta consecutiva si colloca sopra il 50 per cento, rispetto a 37,1% registrato per il primo trimestre 2009".
Quanto alle prospettive del mercato nazionale, "sono prevalenti le opinioni di una normalizzazione delle condizioni del mercato di riferimento degli operatori". A dimostrarlo il fatto che il saldo negativo tra le attese di miglioramento e di peggioramento a tre mesi si è ridimensionato a -8,9 punti percentuali (da -16,9 punti nel trimestre precedente). Le prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive dal 66,1 per cento delle agenzie (contro il 59,8 dell'inchiesta precedente) e in peggioramento dal 12,2 (contro il 16 per cento).
In media un agente ha impiegato nell'ultimo trimestre del 2009 sette mesi a vendere una casa, un po' di più che nella precedente rilevazione (6,7 mesi), e il margine di riduzione del prezzo di vendita si è lievemente ampliato, passando al 12,1% dall'11,3 rilevato nel trimestre precedente. Fra le principali cause di ritiro del mandato di vendita ci sono l'attesa di prezzi più favorevoli da parte del venditore e le scarse richieste di acquisto a fronte di un prezzo ritenuto troppo elevato.
Il 70% degli acquirenti ha chiesto un mutuo; il valore del prestito corrisponde in media al 71 per cento del valore dell'immobile.
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