Le prime strutture di mattoni di argilla non cotti si trovano in Giordania e risalgono a circa undicimila anni fa. Nelle rovine archeologiche troviamo prove del primo utilizzo di mattoni cotti fra i 5000 e gli 8000 anni fa. Non sapremo mai da chi o quando fu impastato e pressato il primo mattone.
La tecnica di bruciare le tegole di terracotta per renderle impermeabili e resistenti non è stata sviluppata in un giorno e in un luogo. Proprio come per la ruota o gli spaghetti.
Ma cos'è che ci attira così tanto di questi blocchetti di argilla cotta? Perché ci piace tanto circondarcene? L'architetto Boris Podrecca prova a fornirci la sua spiegazione in merito:
"La fabbricazione dei mattoni secondo me deriva dall'idea di familiarità, di prossimità a ciò che ho vicino, dalla voglia di manipolarlo. Anche per i bambini, se ci pensate, nel gioco c'è questa idea del costruire, anche se il bambino non ne è consapevole. Gioca e costruisce. Perciò la costruzione del mattone è un elemento importante, si tratta di un importante materiale da costruzione, perché nessun altro materiale è così vicino a questa concezione di vicinanza. Non è una concezione innovativa, se io ora costruisco una casa con dei polimeri. Imparo e riproduco.
Imparare e riprodurre. Insieme al combinare ed erigere sono i principi magici fondamentali del costruire. Indipendentemente dai materiali. La prima imponente costruzione in pietra della storia dell'architettura fu costruita sul Nilo circa 4600 anni fa. A Saqqara, la necropoli di Menphis, il Faraone Djoser ordinò al suo architetto fisico e mago, il grande Imhotep, di costruire un sepolcro a gradoni.
Col tempo i più pratici mattoni presero il posto dei blocchi di pietra. Erano ben più semplici e veloci da realizzare. E forse il loro successo fu accelerato anche dalla potenza della terra. Contro ogni aspettativa, questi strani oggetti rosso-marroni avrebbero custodito in sé storia, leggende e misteri. E comprensibilmente, l'orgoglio di intere culture fu impresso nei mattoni stessi.
Non appena si comincia a scavare in una città, si portano alla luce mattoni su mattoni. Di solito pensiamo si tratti di oggetti di ben poco valore. Ma basta tenerne uno in mano come Amleto faceva col teschio lucente, che subito si risveglia la curiosità di avventure lontane e destini sconosciuti.
Ad ogni strato di insediamento umano di epoche distanti fra loro, ogni pezzo di argilla cotta riporta il passato nel presente e punta al futuro."
Mentre gli antichi greci e romani realizzavano laboriosamente i loro mattoni a mano, oggi il processo di produzione è largamente automatizzato. L'impianto di Tegelen in Olanda, ad esempio, produce più di 50mila tegole da tetto di alta qualità al giorno.
Boris Podrecca ci ha parlato dell'esperienza tattile, del senso di affinità basato su ricordi arcaici quando maneggiamo i mattoni. Non solo. I mattoni producono suoni ed oscillazioni. Ed è per questo che il responsabile a Tegelen testa i prodotti come un accordatore di strumenti musicali. È questa capacità di risonanza la ragione per cui tutte le grandi sale concerti del mondo, dalla Musikverein di Vienna al Carnegie Hall, sono tutte di mattoni.
La calda e familiare armonia di una distesa di tetti rievoca immagini da fiaba. Praga è uno di quei posti magici. Ed è facile sognare ad occhi aperti mentre l'occhio scorre sul Lato Piccolo o si visita lo "slatà ulice", il vicolo d'oro.
Nel sedicesimo secolo il quartiere ebraico di Praga era la scena di una strana storia. Qui viveva l'apprezzato capo rabbino di Praga, Jehuda Ben Bezalel, divenuto leggenda come Rabbi Löw. Una notte sognò un imminente 'pogrom'. Per proteggere la sua gente realizzò un enorme omuncolo di terracotta, il Golem, e usò gli incantesimi della Cabala per portarlo in vita. Ma neppure il Golem fu in grado di impedire il pogrom e un giorno semplicemente se ne andò.
Il leggendario giornalista Egon Erwin Kisch partì alla ricerca del Golem nelle soffitte di Praga. Sarò tornato al suo stato originale, fondendosi col fango del Moldava con cui Rabbi Löw l'aveva creato? Oppure ancora si aggira per la città? Magari di notte. Sotto il Castello di Hradschin. Nel quasi surrealistico tunnel pedonale rivestito di mattoni che passa sotto al castello attraverso la roccia. La sua eleganza gli ha fatto guadagnare il Brick Award, un premio internazionale assegnato per le costruzioni architettoniche in mattoni particolarmente innovative.
Contro queste solide mura si sono scagliati nemici di ogni genere e astuzia. Eppure, dopo secoli a difesa della città, riusciranno ancora a sopportare l'incursione degli invasori moderni?
I muri si alzano, i palazzi prendono forma. I successori moderni dei primi modelli della Mesopotamia vengono realizzati secondo i bisogni del momento. Così vengono costruite abitazioni che puntano al futuro, ma ancora fondate su un senso di familiarità. Il segreto del mattone è la sua naturale durevolezza.
Il porto storico di Amsterdam: quando commercio ed economia si allontanarono da Osterlijk, il quartiere cominciò a spopolarsi. Finché un progetto di recupero non dimostrò che la simbiosi di tradizione e moderno può produrre qualcosa di incredibilmente stimolante. Facendo sorgere un nuovo e concentrato quartiere residenziale.
Le funzioni originarie del mattone sono cambiate. Ora non deve proteggere in caso di guerra. Oggi non ne abbiamo più bisogno per difenderci. I pericoli provengono dall'aria, come possiamo vedere in tutto il mondo. Così col tempo il mattone si è evoluto in un elemento decorativo. Questa nuova interpretazione del materiale è cominciata in Olanda abbastanza presto. Intorno agli Anni Venti ci fu una corrente nell'architettura nota come "la Scuola di Amsterdam". Furono i suoi membri a cominciare ad utilizzare i mattoni come elementi decorativi. Col tempo hanno utilizzato sempre di più il mattone a vista per scopi ornamentali. E hanno superato tutte le prove, dimostrandosi durevoli e resistenti.
La prova che il mattone come un tempo è all'altezza di grandi ed estese costruzioni la troviamo anche a Rotterdam. Sulle rive del Maas fu creato all'inizio del Ventunesimo secolo un complesso residenziale. I suoi mattoni rossi a vista: un mezzo stilistico per esprimere la propria individualità.
Il produttore di mattoni a livello globale "Wienerberger", con base a Vienna, ha lanciato un progetto ambientale. Abitazioni plurifamiliari a Hoogvliet: i muri portanti sono, come è caratteristico nell'Europa Occidentale e Settentrionale, ricoperti di mattoni a vista. I mattoni non costituiscono solo un elemento visivo molto forte. Sono anche una protezione ottimale dall'aggressiva aria salmastra e altri dannosi influssi ambientali.
Nel 1999 la Wienerberger ha cominciato in Olanda una collaborazione con il WWF. Da allora la Wienerberger ha prelevato argilla di alta qualità dalle zone fra argini e fiume. / In questo modo hanno consentito al fiume di riprendere il proprio flusso originario. Nelle insenature si sono formati nuovi biotopi. La natura ritorna. Si ricreano aree con la fauna d'un tempo. In più viene impedito lo sprofondamento del terreno sotto il livello del mare. La Wienerberger cuoce il materiale estratto in uno stabilimento vicino per fare mattoni, che poi vengono usati per progetti locali come quello di Hoogvliet.
La costruzione ha un suo lato oscuro. Costruire non è un atto estetico. Diciamo che è come una nascita, un parto, avviene un miracolo, qualcosa di meraviglioso. Non voglio esagerare, col sangue e tutto il resto, ma non è un atto estetico. È come il miracolo del parto. La stessa cosa vale per il costruire. Spaccano la terra, penetrano in profondità, troncano le radici degli alberi. Decapitano i poveri vermi, tagliano loro le teste, e versano dentro il cemento grigio. E se non si riesce a trovare un equilibrio fra il virtuale, cioè il costruire, e l'originale, la terra, quando non ci riusciamo, significa che ha vinto la natura.
Questo antico materiale dunque, il mattone, oggi riunisce la naturalezza originaria con un altissimo livello tecnico e funge da catalizzatore fra le diverse esigenze.
Le procedure per mescolare e dar forma ai pezzi grezzi sono automatizzate. Ma il compito di preparare il difficile processo di cottura è decisivo per la qualità del materiale e viene svolto ancora a mano.
I pezzi grezzi vengono inviati al processo di cottura nelle piccole camere del forno ad anello costantemente acceso.
La sorpresa è sul tetto. Come se avessero chiamato degli apprendisti stregoni di Goethe, dei piccoli mostri meccanici svolgono il loro lavoro, far bruciare automaticamente la fornace.
Dopo una cottura fra le sei e le otto ore, i mattoni sono pronti, e dopo un breve tempo di raffreddamento si procede con raccolta e cernita.
I mattoni antemurali che avvolgono la casa come un abito abbelliscono e proteggono. Vengono prodotti in tantissimi colori con minime variazioni di tono per ogni gusto e per ogni impiego.
I mattoni di oggi, con il loro isolamento termico, saranno forse discendenti dei mattoni della Mesopotamia, ma in termini di tecnologia non hanno nulla in comune.
A differenza dei sottili mattoni antemurali, i blocchi da costruzione per le mura strutturali vengono realizzati con la procedura di estrusione. Rispondono a tutte le specifiche richieste in termini di isolamento, resistenza, stabilità e isolamento acustico e antincendio. A Haiding, vicino la città di Wels nell'Alta Austria, la Wienerberger gestisce una delle fabbriche di produzione di mattoni più moderna e verde d'Europa.
Il museo del mattone di Vienna ci mostra le varie fasi di questa evoluzione da Babilonia alla Wienerberg. Parenti antichi e antichissimi dell'efficientissimo materiale di oggi sono disposti come libri sugli scaffali, aspettando pazienti i visitatori. Se si ha tempo, lì dentro è possibile leggere storie affascinanti.






