Il loft dei sogni a Piacenza
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Il loft dei sogni - Cucina


Un loft di 15 metri per 5,30, con uno sviluppo verticale massimo di 9 metri. E' il punto di partenza di un interessante progetto di recupero di una porzione di un'ex fabbrica realizzato, alla periferia di Piacenza, con la consulenza dell'architetto Silvia Fiordelisi e di Fabio Arcelli, titolare dello showroom piacentino Zoom e appassionato conoscitore del design.

Se la tipologia del manufatto ha reso d'obbligo realizzata su disegno, una soluzione multilivello, la creatività di proprietari e consulenti ne ha suggerito una sintesi del tutto originale, attraverso spazi fluidi e tocchi eccentrici di colore. Il campo di prova è la cucina, un grande open space a piano terra che gode della naturale luminosità dell'ambiente e dell'affaccio diretto su un piccolo giardino, da cui la separa una grande vetrata. Il pavimento, una lamina in resina grigia perfettamente in sintonia con gli arredi, è interrotto orizzontalmente da una lastra in ferro che risale per formare le fiancate della cucina e continua sulle due pareti laterali, per definire due nicchie illuminate con led a colori variabili: quasi un esperimento di spazialismo e di tridimensionalità.

Il blocco operativo centrale, nato da un disegno di Fabio Arcelli e Silvia Fiordelisi e fatto realizzare da Cof Cucine in legno zebrano, con top e lavello in DuPont™ Corian®, assume a sorpresa la forma di una "T", ottenuta sovrapponendo alla superficie di lavoro un piano in zebrano ad uso breakfast. Ancorato al tavolo della colazione, ad altezza sfalsata e con l'unica interruzione di una fascia laccata rosa lucido, il tavolo da pranzo in ferro, realizzato in carpenteria, come una tela offre il piano ai candidi fiori adesivi disegnati dai progettisti.

Un delicato tocco di bianco che ne preannuncia il trionfo nel divano, il modello LowLand di Moroso, firmato da Patricia Urquiola, perfettamente allineato alla tavola, longitudinalmente all'ambiente. Davanti, un tavolino recuperato dai proprietari, illuminato da un lampadario in vetro di Murano, lo separa dal mobile basso, una sequenza di cubi color prugna laccati lucidi realizzati, su disegno, da Cof Cucine e chiusi da sottili top in lamiera di ferro. Accanto, un tavolino degli anni Settanta, utilizzato come svuota tasche; un manichino da sartoria trasformato in appendiabiti e due lampade Shakti Wall di, scenografici cilindri lunghi 320 cm che enfatizzano l'altezza non comune dell'edificio.

Posizionata lateralmente, per non creare interruzioni visive nel grande living, una scala in cemento grezzo a sbalzo conduce al primo livello, destinato alla zona notte. Una porta raso muro di Albed introduce la camera padronale, uno spazio fluido arredato con il letto Martin di Olivieri Mobili, comodini, mobili bassi e pensili della ditta Neutra. Due volumi semi-aperti contengono, invece, il bagno, un involucro con soffitto in vetro, per compensare la mancanza di finestre, completamente rivestito di mosaico Bisazza, con poche concessioni total white, come il doppio lavabo Duravit e le ante di pensili e cassetti.

Il secondo livello è destinato alla stanza degli ospiti; al terzo livello, un piccolo soppalco con pavimento in vetro ospita, a sorpresa, uno spazio per la lettura ad esclusivo uso della proprietaria, mentre il quarto e ultimo livello è una funzionale stanza guardaroba.

Credits
di Anita Laporta
foto di Dario Fusaro
progetto: arch. Silvia Fiordelisi e Fabio Arcelli




articolo del: 09/05/2011


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