Un involucro architettonico importante, denso di memorie, con soffitti, volte e camini che s'impongono protagonisti: la casa nella campagna comasca, di proprietà di Elda e Nicola Fabrizio, imprenditori tessili del marchio Dedar, faceva parte di un complesso rurale, annesso ad una villa settecentesca.
A pianta rettangolare, su due piani, l'edificio si apre a sud sulla corte interna e a nord verso il parco; l'ingresso principale, come nelle cascine di un tempo, dà accesso direttamente nella cucina, dove due colonne in pietra, munite di ganci, rivelano l'originaria destinazione a ricovero degli animali. Il soggiorno, di ampie proporzioni, rappresenta un riuscito esperimento cromatico.
Sotto il soffitto a travi di legno, un divano Biedermaier rivestito in nero è accostato a semplici divani bianchi, intorno ad un imponente camino antico. A creare dinamismo sono i colorati cuscini Dedar, con toni oro, viola, grigio scuro, sullo sfondo del grande tappeto azzurro. Colori quasi elettrici, netti ed audaci, tra pareti in giallo chiaro; la poltrona viola spicca accanto al tavolino di Zanotta, con la lampada Taccia, di Flos, esemplare di design degli Anni Sessanta, firmata da Achille e Piergiacomo Castiglioni.
Sulla facciata esterna, un vecchio glicine si arrampica fino alla finestra di una delle camere da letto. Qui il colore dei fiori ha ispirato la scelta dei colori: un viola tenue, alternato a rigoni bianchi per le tende, in tessuto lucido, che sfiorano la poltroncina in tessuto di velluto fantasia viola e giallo.






