Calore dalla terra
Il sottosuolo è una preziosa fonte di energia rinnovabile sottoforma di calore. Infatti, man mano che dalla superficie terrestre si scende in grande profondità verso il "cuore" del pianeta, la temperatura aumenta grazie a processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno del sottosuolo. Questo calore ad alte temperature e a grandi profondità è genericamente chiamato "energia geotermica" e può essere sfruttato per produrre forme più nobili, cioè più utili, di energia come ad esempio l’energia elettrica.
Inoltre il terreno, anche a piccole profondità e grazie alle sue proprietà isolanti, presenta caratteristiche termiche interessanti ai fini della climatizzazione degli spazi abitati. Il sottosuolo, infatti, già a poco più di dieci metri dalla superficie, ha una temperatura costante di circa 15° non soggetta ai cicli caldo/freddo stagionali e quotidiani. Questa temperatura, integrata con apposite macchine, è una valida risorsa rinnovabile per riscaldare gli edifci in inverno e per raffrescarli in estate, risparmiando energia.
L'energia geotermica costituisce oggi meno dell'1% della produzione mondiale di energia. Tuttavia, uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology afferma che, con il solo geotermico, si potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico planetario per i prossimi 4000 anni.
Geotermico per la energia elettrica
Penetrando in profondità nella superficie terrestre, la temperatura diventa gradualmente più elevata, a 2 km di profondità la temperatura si aggira intorno agli 80°C, a 5 km si hanno 200°C. I giacimenti di questa energia sono però dispersi e a profondità così elevate da impedirne lo sfruttamento. Per estrarre e usare il calore imprigionato nella Terra, è necessario individuare delle zone, dette con "anomalia termica positiva", dove questo calore sale a quote per noi più facilmente accessibili. Gli esempi più eclatanti di zone in cui il calore sale fino in superficie sono i vulcani o i geyser. In alcune particolari zone del nostro pianeta, dunque, si possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è più alta della media.
In queste zone "calde" l'energia può essere facilmente recuperata e trasformata in energia elettrica utilizzando il vapore come mezzo. Una centrale geotermica consiste nel convogliare i vapori provenienti da sorgenti d'acqua calda del sottosuolo verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica e riutilizzando il vapore acqueo per il riscaldamento urbano, le coltivazioni in serra e il termalismo. Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all'immissione di acqua fredda in profondità, una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore. In questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuità.
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