Carcare, provincia di Savona. Due fratelli hanno acquistato una villa ottocentesca e si sono rivolti a Marco Ciarlo - architetto - perché ne facesse una doppia abitazione. Lui ha scelto una materia, l'acciaio, perché diventasse segno estetico, struttura, elemento d'arredo: un'unica invenzione capace di caratterizzare marcatamente la doppia casa ponendosi come interlocutore contemporaneo nel dialogo con la storia.
L'architetto ha elaborato la sua idea di ristrutturazione seguendo un punto fermo: rigore nel rispetto dell'estetica originale e, allo stesso tempo, forte caratterizzazione in chiave contemporanea attraverso pochi segni essenziali e forti. Una villa unica per due nuclei familiari.
Gli spazi interni sono stati divisi in modo da creare due abitazioni distinte e indipendenti, ognuna delle quali occupa un piano intero e ne condivide un altro. Continuità di spazi e diversificazione di stili: tenendo conto del gusto, dello stile di vita, delle possibilità architettoniche suggerite dalla struttura originaria ed elaborate dall'immaginazione dell'architetto.
La struttura volumetrica originale è stata mantenuta quasi del tutto e anche gli elementi storici di forte impatto. Rispetto a questi, l'arredamento minimale enfatizza il contrasto e contribuisce alla massima caratterizzazione dello spazio. I camini si pongono, in entrambi i casi, come nuovo centro, come invenzione portante, concepita sulla basa di una organizzazione di spazio e di luce già suggerita dalla struttura originaria.
Un' idea forte e discreta, perché l'illuminazione fa parte dei fondamentali nella ideazione e valorizzazione di uno spazio abitativo.
Il più eccentrico abitante della villa ha la sua roccaforte in cucina. In questo spazio l'estetica è al servizio della funzionalità. Le scelte che hanno retto l'ideazione di questo locale sono partite dall'idea di "spazio operativo", di cucina industriale. Il regno del "far da mangiare" si presenta come un ambiente attrezzatissimo, senza colori e senza orpelli.
Il dialogo della storia con la contemporaneità si esprime in tutti gli spazi della villa di Carcare: un dialogo sempre efficace, capace di valorizzare entrambe le componenti. La storia dialoga con la contemporaneità anche negli altri spazi della zona giorno. Molte varianti di un confronto continuo in cui entrambe le parti hanno un carattere forte e lasciano il segno. A tra poco.
Le scelte estetiche e di arredamento sono funzionali allo svolgersi del dialogo tra i tempi, in un'alternanza di continuità e rottura. Storia e contemporaneità sono affermate e smentite, in un coraggioso accostamento di caratteri forti, totalmente contrapposti e perfettamente equilibrati. Grazie alle intuizioni di marco ciarlo e al gusto dei committenti.
Il nastro d'acciaio - elemento di continuità non solo ideale tra gli ambienti della zona giorno - fa da contrappunto alla scala liberty, forte segno del passato.
La villa di Carcare è una soluzione abitativa sui generis per più ragioni. Innanzitutto è un edificio unico all'interno del quale sono state ricavate due abitazioni indipendenti. Al segno forte del passato si è voluto aggiungere un segno altrettanto forte della contemporaneità. Più che un segno, una materia - l'acciaio - cui sono state date tante forme e anche la capacità di essere allo stesso tempo elemento estetico, funzione, segno architettonico. Gli elementi strutturali delle sue origini sono stati enfatizzati dal contrasto con un arredamento minimale e molto accurato.
La bellissima scala liberty è l'elemento che definisce l' organizzazione degli spazi nella prima abitazione: zona giorno al piano rialzato, zona notte al primo piano.
La torretta - antico pensatoio - è uno spazio originale ereditato dal passato e diventa il segno storico che caratterizza con forza la seconda abitazione, ricavata nel sottotetto.
Un unico spazio all'interno del quale è la struttura stessa dei volumi a creare diversificazione di ambienti e funzioni. Un loft molto speciale; un locale unico ma articolato, in cui i diversi ambienti comunicano restando separati e raccolti.
Anche in questo caso il segno forte aggiunto alla struttura originaria è innanzitutto materia che diventa forma e funzione. Il tavolo sospeso che dialoga con il camino sospeso è l'invenzione portante di questa seconda abitazione.
La casa è inondata di luce che, questa volta, può cadere dal tetto. Scelte cromatiche di carattere che rafforzano la grande armonia complessiva. La struttura volumetrica del sottotetto ha permesso una grande libertà compositiva. Protagonista: il tavolo. Una soluzione ardimentosa, che sembra andare contro le leggi della fisica, permette al tavolo di porsi come geometria miracolosa all'interno del loft; anche in questo caso è un elemento ferroso a dare carattere di modernità un ambiente fortemente connotato da segni storici.
Riduttivo chiamarlo tavolo: segno estetico e polifunzionale, capace di assumere forma e senso diversi nel suo svolgersi orizzontale e verticale. È lo scheletro contemporaneo del sottotetto, in dialogo diretto con tutti gli altri elementi di ferro: colonne portanti, lucernari e camino.
La torretta è uno spazio eccentrico, al quale si accede solo a piedi. Ai segni di forte caratterizzazione storica - la torretta in un'abitazione, la scala liberty nell'altra - Marco Ciarlo ha aggiunto un elemento materico, l'acciaio, capace di affermare la contemporaneità e dialogare con la storia.







