Gli esordi nel mondo della moda. La volontà quella di creare qualcosa, di lasciare un segno. Il passaggio al mondo del progetto, dell'architettura, degli interni. Con la stessa, quasi spasmodica attenzione al dettaglio. La volontà di non lasciare nulla al caso, sia che si tratti del rivestimento di un building, o la luce che restituisce lo specchio di un ascensore.
È lui stesso a dichiarlo, Claudio La Viola, nella conversazione per A2. Una conversazione che decolla subito, nutrita dai racconti di vita che diventano chiave di progetto. Gli esordi in una Milano molto più vicina a un'età dell'oro di quanto lo sia ora. Una Milano che ospitava artisti e personaggi della cultura internazionale. La moda e gli esordi, quasi d'azzardo, con un proprio marchio, con la condivisione di scelte e collezioni con personaggi quali Re Giorgio Armani.
Poi, senza rinnegare nulla, ma con la debita presa di distacco, il passaggio alla progettazione di interni. Con la stessa eleganza, conduzione del segno, e soprattutto, forse, un serio disincanto, un'auto ironia e una leggerezza che sembrano le armi vincenti di una firma, Claudio La Viola, nota soprattutto a committenti “riservati”, ma che lavora anche nel progetto pubblico, con realizzazioni di showroom, stand, ristoranti...
Un lavoro che contempla anche la direzione artistica, come quella, conclusa, per il marchio ceramico Brics. O collaborazioni nel mondo dell'oggetto, con lampade di successo pensate e realizzate con l'amico Mario Nanni di Viabizzuno.
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Credits
di Giorgio Tartaro







