Questa residenza romana, in un quartiere del centro, è estremamente particolare; nasce, infatti, dall’audace ristrutturazione di un’architettura industriale, un’ex officina meccanica dismessa, dalle caratteristiche molto accattivanti. Il volume regolare, che si sviluppa in lunghezza, ha potuto essere trasformato in un open space dalle linee pure, con spazi contigui, caratterizzati dalla mancanza di aperture ed affacci verso l’esterno, da un’altezza cielo-terra insolita e da una distribuzione spaziale affidata principalmente ai diversi arredi, che ne determinano la destinazione d’uso.
L’intervento della ditta P. R. Restauri, che ha seguito la ristrutturazione con l’aiuto di maestranze molto qualificate, come il fabbro Sergio Bucci, di Roma, sotto la guida di Nicolò Recchi, ha ulteriormente sottolineato l’originalità dello spazio, mantenendo gli aspetti peculiari, come l’ampio ingresso, in asse con il corpo di fabbrica; i materiali predominanti, costituiti da ferro e vetro, e la distribuzione semplice e razionale. Nel volume concepito come un loft, i tagli di luce e i lucernari permettono all’abitazione di creare un contatto con l’esterno, pur salvaguardando la privacy e la dimensione ovattata e eterea degli ambienti, riportando, anzi, gli elementi naturali, il verde e l’acqua, all’interno dell’abitazione.
Lo spazio continuo e libero, definito da arredi e non da pareti divisorie, inizia con un ingresso che presenta immediatamente una grande personalità. Allo stesso livello della strada prospiciente, l’atrio è un luogo accogliente e di conversazione, arredato con un’originale vasca d’epoca in ghisa e un tavolo di provenienza americana.
A seguire il soggiorno, organizzato in aree diverse, dedicate al pranzo, alla cucina e al vano scala in ferro, che conduce ad un ballatoio, con affaccio sul living, su cui si sviluppa la zona office, con scrivania, computer, libreria e semplici poltroncine in cuoio per la lettura. I due livelli dialogano armonicamente, proseguendo fino alla zona notte più intima, creata nella parte finale del volume, dopo il soggiorno, per ospitare la camera da letto padronale e quelle dei bambini, allegre e colorate, arredate e concepite come luoghi di divertimento e di gioco, apparentemente divise ma in realtà comunicanti.
Il ferro è il materiale usato in maniera innovativa: il pavimento è, infatti, proprio in lastre di ferro, di dimensioni 120x120 cm; in ferro anche alcuni dettagli d’arredo, come le librerie, i complementi, la scala e gli infissi. Una scelta che evidenzia il recupero compiuto sull’immobile, completato accostando al ferro oggetti in legno naturale, acquistati, per la maggior parte, da Animalier e Oltre, in Via Margutta, a Roma, il negozio dell’eclettico Nicolò Recchi, che ricerca, in tutto il mondo, oggetti ed arredi con caratteristiche insolite. Si potrebbe definire il negozio delle avanguardie dell’arredamento, in cui convergono elementi di provenienza principalmente americana, orientale o nordeuropea.
La padrona di casa, una scrittrice, ha sperimentato contaminazioni suggestive, azzardando un mix di stili e di tecniche che compongono un insieme forse eccentrico, uno scrigno di stranezze, ma anche di meraviglie di gran classe. La fantasia si è trasformata in creatività, generando soluzioni tanto semplici quanto originali. Ne è esempio il tavolo del salotto, con il piano in cristallo e la base costituita dalla sovrapposizione sfalsata di tre grandi stelle americane in legno; le due console, invece, sono create assemblando due porte del Settecento con e tubi industriali Innocenti, normalmente usati per i ponteggi. Il divano in ferro, nato per essere utilizzato in spazi esterni, è costituito da una struttura realizzata con cerchi di botti antiche, con la seduta sommier rivestita in velluto grigio evidenziata; alle sue spalle, la parete azzurra, trattata secondo una tecnica particolare con pittura metallica, stesa a tre mani, di colori diversi, per ottenere un effetto cangiante.
Il vecchio cavedio ha fornito lo spunto per realizzare un particolare lucernario, trasformato in un giardino d’inverno nel soggiorno. Delimitato da infissi in ferro e vetro, ospita una composizione verde realizzata con tronchi secchi e piante tropicali e una statua di Buddha, in origine una fontana orientale in terracotta. Il gioco di luci fa il resto e il piccolo giardino d’ispirazione zen è il fulcro della casa. Assemblato con materiali di recupero anche lo sgabello vicino alla scala, rivestito con coralli e conchiglie, mentre il cerchio è una forma industriale in legno, che serviva per fare il calco dei cerchioni delle automobili nell’ex officina.
Credits
di Sara Lucci Noseda
Foto di Marina Papa
Interior design: Nicolò Recchi






