Era la casina di caccia di una proprietà nobiliare nell'entroterra di Siracusa, una dimora povera rispetto all'aristocratica villa sul mare, ma sempre amata per l'invidiabile vista sulle colline da cui, nei nitidi tramonti estivi si inquadra l'orizzonte marino.
L'idea di stabilire qui la meta estiva delle vacanze è venuta d'istinto, incoraggiata dai ricordi d'infanzia dei proprietari che, a dispetto dei limiti logistici e degli impegni lavorativi, hanno avviato i lavori di restauro per restituire alla casa l'originaria coerenza, condita da quel tocco di autenticità che solo il tempo riesce a dare alle cose.
Qui, nella lunga estate siciliana, la vita rallenta i suoi ritmi e lascia il tempo di riappropriarsi dei ricordi, racchiusi nelle vettovaglie, negli arredi poveri e nei bauni siciliani, i catini di ceramica smaltata di Caltagirone dalla foggia semplice e capiente, che per decenni hanno custodito olive, salse di pomodoro e conserve e che oggi accentuano lo spirito mediterraneo della casa.
Anche i dettagli architettonici sono gli stessi che ne scandivano, più di settant'anni fa, gli ambienti, dai bei pavimenti in graniglia dei primi decenni del Novecento, alle maioliche decorate della cucina, di fattura palermitana, perfettamente preservate.






