Ornamento è delitto
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A Firenze il centro storico parla la lingua del rinascimento. Lo fa con un linguaggio architettonico straordinario. I monumenti che  fanno la città bella tra le belle, sono parole perfette: i segni concreti di un antico genio di cui Firenze può farsi vanto per sempre.

Siamo nella casa di Riccardo Bertoni, architetto. Questo è il luogo in cui il suo personale linguaggio architettonico si esprime in forma plastica. La sua è una Firenze lontana dal centro storico. Poche parole scelte accuratamente, calibrando armonia, contrasti, significati. Il segno è quello della pulizia assoluta. Quasi un vuoto, ma carico di scelte.

Un’abitazione progettata da un maestro del razionalismo italiano, diventa la residenza privata di un architetto della contemporaneità. Riccardo Bertoni ne rispetta la forma del corpo e lo veste in modo completamente nuovo. Il primo piano dell’abitazione è un volume unico, all’interno del quale sono state ritagliate porzioni di spazio in continuità l’una con l’altra e in dialogo diretto con l’esterno, cioè con Firenze. Quello che Riccardo Bertoni ha visto immediatamente è l’eleganza intrinseca di uno spazio enorme ed articolato, in rapporto diretto con l’esterno e la città, ma nello stesso tempo, un luogo rilassante e intimo. 

Pochi materiali naturali replicati nei diversi ambienti: l’utilizzo esclusivo delle tonalità di terra  ribadisce  in tutti i modi l’ idea di casa come  involucro  neutro. Un punto fermo rafforzato anche dalla scelta di un materiale inusuale come la carta da parati. Al primo piano dell’abitazione dell’architetto, la zona living accoglie elegantemente gli ospiti e lo fa in modo accogliente, morbido, accomodante; perchè questa è la personalità della casa.

Moderno elemento di aggregazione, il televisore e il mobile che lo contiene, fanno da elemento separatore tra il luogo dell’accoglienza e quello del pranzo. Divisioni spaziali solo suggerite, che non bloccano la fluidità degli spazi e la capacità degli ambienti di entrare uno nell’altro e, contemporaneamente di restare separati. La visita all’abitazione di Riccardo Bertoni e della sua famiglia continua nella zona pranzo e cucina. Non vedremo stanze vere e proprie ma ambienti capaci di declinare la comune eleganza in forme originali e sorprendenti. Restate con noi.    

In cucina, all’idea portante dei materiali naturali e delle tonalità di terra, si aggiunge la volontà di valorizzare il verde, di moltiplicarlo attraverso finestre e riflessi. Eleganza messa al servizio della funzionalità. Le scelte estetiche sono rigorose ed essenziali ma senza tradire il senso di un ambiente che, come la cucina, è per sua natura votato al “fare”.

Illuminazione a led che privilegia la zona centrale del tavolo. Una scelta precisa. Elemento separatore dello spazio living dalla zona pranzo, la parete non parete mostra la sua doppia faccia. Una soluzione che  mette insieme, senza compromessi, funzionalità e rigore estetico.

Il terzo livello dell’edificio è riservato alle stanze più private. Le linee guida che sostengono le soluzioni architettoniche della zona giorno sono confermate anche nel piano riservato alla notte.

Anche in quest’area dell’abitazione, i materiali sono gli stessi dei piani sottostanti. Un abito uniforme che veste tutta la casa sfalsando solo le tonalità delle sfumature. Le leggere variazioni cromatiche danno calore allo spazio che rimane nudo, senza bisogno di ornamenti ulteriori. Unica eccezione sono pochi oggetti a forma di quadro o scultura, realizzati con cera e legno.

La camera padronale dà accesso a una grande stanza da bagno, a sua volta affacciata sul verde. Eleganza e armonia danno carattere e tranquillità a tutti gli spazi, anche a quelli meno vissuti.

 

 




articolo del: 27/01/2011


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