La casa passiva: di cosa si tratta
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Le novità, in quanto capaci di mutare una situazione esistente e renderla “diversa”, a volte possono incontrare scetticismo e resistenza. La giustificazione più diffusa a tali atteggiamenti è l’ignoranza. La non conoscenza di una cosa spinge, per istinto, ad un rifiuto della cosa stessa a favore di ciò che si conosce meglio.
Questo elementare meccanismo è alla base del comportamento umano in ogni campo, per questo motivo si definiscono pionieri coloro che sono capaci di sfidare l’ignoto alla ricerca della novità e del miglioramento. Per l’edilizia a risparmio energetico la fase del pionierismo è finita da tempo.
Negli anni ’70 tra influissi naive, retaggi politici e crisi economica, generata dal rincaro del petrolio, alcuni intellettuali, ricercatori, progettisti e committenti illuminati iniziano ad indagare la possibilità di modelli urbani ed edilizi alternativi alla indifferenziata cementificazione del territorio. Oggi, a quasi quaranta anni di distanza e grazie a tanti sforzi di comunicazione, informazione, e formazione, il concetto di sostenibilità ambientale degli edifici entra nel patrimonio culturale di tutti.
E’ il momento delle esperienze mature e concrete in cui ricerca, mercato, tecnologia e sapienza costruttiva concorrono allo stesso unico scopo. Tuttavia c’è ancora bisogno di comunicare ed i mezzi per farlo, oggi, sono assai più evoluti di quelli di quaranta anni fa.
Per saperne di più sulla casa passiva guarda il video e non perdere in edicola il numero di Case & Stili di Giugno
Questo elementare meccanismo è alla base del comportamento umano in ogni campo, per questo motivo si definiscono pionieri coloro che sono capaci di sfidare l’ignoto alla ricerca della novità e del miglioramento. Per l’edilizia a risparmio energetico la fase del pionierismo è finita da tempo.
Negli anni ’70 tra influissi naive, retaggi politici e crisi economica, generata dal rincaro del petrolio, alcuni intellettuali, ricercatori, progettisti e committenti illuminati iniziano ad indagare la possibilità di modelli urbani ed edilizi alternativi alla indifferenziata cementificazione del territorio. Oggi, a quasi quaranta anni di distanza e grazie a tanti sforzi di comunicazione, informazione, e formazione, il concetto di sostenibilità ambientale degli edifici entra nel patrimonio culturale di tutti.
E’ il momento delle esperienze mature e concrete in cui ricerca, mercato, tecnologia e sapienza costruttiva concorrono allo stesso unico scopo. Tuttavia c’è ancora bisogno di comunicare ed i mezzi per farlo, oggi, sono assai più evoluti di quelli di quaranta anni fa.
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articolo del: 01/06/2010
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