Una casa aristocratica, ma senza indulgere al lusso, capace di dar voce al passato senza dover ricorrere a stucchevoli anacronismi. E' la filosofia che ha ispirato l'architetto Laura Cavalca nel restauro della sua attuale residenza, uno storico edificio nel cuore della città di Brescia, un tempo sede delle scuderie di palazzo Borgondio. Un compito affatto semplice, per la difficoltà di trasformare una superficie di ben 700 metri quadri in un ambiente accogliente e l'obiettivo, altrettanto impegnativo, di vestire l'edificio di un abito
contemporaneo, tagliato su misura per locali così importanti.
Ne è scaturito un progetto lineare, animato dal forte contenuto espressivo di opere d'arte e pezzi di design scelti con grande attenzione. Tutto ruota attorno al grande androne, chiuso da un soffitto a botte, che un tempo fungeva da passaggio aperto tra la corte posteriore e anteriore. Vi si accede attraverso una elegante porta in legno, stretta tra le campiture laterali in vetro sabbiato, diametralmente opposta alla vetrata che lo illumina dal cortile interno, intorno al quale si distribuisce la zona giorno.
Se il tinello, con il tavolo della Tulip Collection, di Knoll, e le Panton Chair, di Vitra, confermano la passione per il design della padrona di casa, è in sala da pranzo che si percepisce l'apice del climax dettato da plasticismo e stile delle scelte. Le colonne, che scandiscono il ritmo delle grandi vetrate, tradiscono l'origine di questo ambiente, ricavato in quel che un tempo era il portico. Oggi lo arredano le poltroncine in tessuto di Zanotta, disposte ordinatamente intorno al tavolo di Maxalto, che campeggia al centro della sala.
A pavimento, a esaltare il candore delle pareti, discrete lastre di Pietra Serena, che si prolungano nella parete di fondo, al centro della quale è stato collocato un camino provenzale dell'Ottocento. Ad attenuare il rigore della stanza sono solo le lampade a sospensione di Album Luci e la grande tela astratta di Roberto Coda un urlo nel silenzio all'interno di un ambiente così aristocratico. Aperture verticali lo collegano al salone, organizzato come un grande e candido involucro rettangolare, interrotto dalla libreria a parete, che ospita maxischermo e impianto stereo, e dal camino contemporaneo, disegnati entrambi dalla padrona di casa.
Lo spigato in legno chiaro addolcisce la stanza, arredata sobriamente con i divani di B&B, la lampada Arco, di Flos, e un cassettone in noce del Seicento, ricordo di famiglia. Una scelta di stile ribadita nella zona notte, con le sue quattro camere da letto, e nello studio, arredato con un armadio d'epoca e una vivace tela di Davide Nido.
Foto di Gianni Basso/Vega MG






