Architettura, arte e design si incontrano e dialogano in questi ambienti pensati, disegnati e creati dall'architetto Alessandro Palladino all'interno di una abitazione romana nel quartiere di Monteverde vecchio. Al momento dell'acquisto, l'immobile non presentava particolari spunti architettonici da valorizzare o elaborare. Il solo punto di forza era rappresentato da una posizione sicuramente suggestiva, con affaccio sul panorama capitolino, i suoi monumenti, le sue architetture e i suoi parchi. Da questa considerazione è partito l'architetto Alessandro Palladino per impostare tutto l'iter progettuale, che ha previsto un intervento interno radicale, finalizzato a migliorare l'orientamento degli ambienti e, conseguentemente, la fruizione degli esterni.
L'attenta analisi preventiva dei luoghi e della esposizione alla luce del sole ha permesso di far scaturire un progetto basato sull'intenso rapporto tra interni ed esterni, per ottenere ambienti naturalmente illuminati nel corso della giornata, da cui fossero inquadrati scorci della città. Il risultato finale si coglie già all'ingresso. Entrando, si percepisce il carattere dell'abitazione, sobrio e pacato, continuamente soggetto alle mille, diverse sfumature di luce, captate dalle ampie finestre durante il giorno e, invece, sapientemente dosate la sera, grazie al particolare impianto di illuminazione. In questo contesto, le grandi vetrate, i quadri contemporanei e le opere d'arte dialogano costantemente con un'architettura d'interni costituita da volumi puri, i cui tagli netti permettono alla luce di arrivare nelle zone più recondite dell'appartamento. L'architettura diventa, così, strumento e sinonimo di creatività, momento emozionale in cui riconoscere oggetti d'arte e del vissuto, firmati dallo stesso Palladino, che si fronteggiano e si completano.
L'essenza delle opere si unisce al rigore e al minimalismo degli spazi, movimentati da elementi di design estremamente particolari, da tagli seducenti, sottolineati da ombre incisive, e da un attento studio delle proporzioni, unito ad un altrettanto scrupoloso studio dei materiali e delle loro tecniche di lavorazione. Elementi inusuali di design, come le sedie della cucina e le sedute dell'ingresso, di sofisticata qualità artigianale, disegnati dall'architetto e realizzati dal fabbro Domenico Maggi, vengono accostati ad altri elementi di produzione seriale seguendo regole insolite, legate alla sensibilità e al gusto di Alessandro Palladino. Le linee si fanno ora sinuose e rilassanti, ora rigide e razionali, rese provocanti da un sapiente gioco di luci calde e soffuse, che evidenzia anche i trattamenti particolari della pietra e del legno usati come rivestimenti. Oggetti unici e dalla forte personalità, come le opere realizzate da Marianna Masciolini con materiali plastici e acrilici, i quadri totalizzanti di Massimo Catalani e le sculture tridimensionali di Alessandro Baronio, spiccano tra le pareti e testimoniano come l'arte non abbia tempo e luogo e come si integri nell'architettura.
Così le pareti raccontano immagini conosciute ma interpretate in maniera accattivante e sequenze di opere che ne mostrano i dettagli più suggestivi e le arricchiscono di texture contemporanee. Nella sequenza di un emozionale percorso, si inseriscono molteplici lavori, per lo più pittorici, ma anche sculture e arredi realizzati su disegno, in acciaio e vetro o in legno e ferro, creati per rendere questi spazi unici, programmati per il piacere di chi li vive. Non una abitazione tradizionale ma un elenco di immagini; non un contenitore ma uno spazio vissuto, che connota lo studio - abitazione, perchè di questo si tratta, in modo dinamico: luogo d'arte, con tele e sculture, e luogo del quotidiano, vissuto come una poesia, stampata sulla parete della cucina. Un progetto domestico inatteso, che rispecchia perfettamente la forza e il carattere di chi lo abita, ma anche suggestiva galleria, in cui la presenza di oggetti comuni suggerisce una lettura più profonda del concetto di spazio. Perchè lo spazio, quello domestico, è la trama libera in cui ciascuno scrive di sè e che il tempo, e l'arte, fa vivere e mutare






