Abitare in Marocco, più precisamente e Marrakech: questa è stata la scelta che ha fatto Lisa, stilista londinese, che si è sposata e trasferita in Africa. Dopo una lunga ricerca, ha deciso di abitare in un riad. Era letteralmente abbandonato, ma scattò qualcosa in lei e ne ne innamorò. I cambiamenti sono stati molti: c'era solo un bagno, mentre ora ce ne sono 6. Non c'era nemmeno un arco, era un ammasso di macerie e cemento, anche se erano sopravvissute.
Il piano terra del riad ospita la zona comune, mentre al primo e secondo piano c'è la zona privata della casa, con le camere da letto. La cosa speciale del piano terra è che è stato scelto di adibire una delle sale a show room per i vestiti. E' divento anche uno spazio per mostrare le creazioni della padrona di casa per i suoi clienti in Marocco.
Per le finiture ha mescolato le tecniche marocchine con quelle europee. Nelle stanze comuni ha usato tanto Tadelakt, che è una finitura fantastica, molto morbida. Un'altra idea originale è stata quella di abbinare allo stile marocchino della casa la carta da parati tipica inglese, come fusione delle due culture. Così Lisa ha portato dei parati inglesi e li ho usati in diversi ambienti. All'ingresso, ad esempio, ha applicato una splendida carta antica che riproduce la pelle del giaguaro, mentre nei bagni al primo piano ha usato della carta di Osborne & Little. Un mix perfetto tra le scelte di interior inglesi e le abilità manuali tipiche degli artigiani marocchini.
La sua stanza preferita è State of Grace, perché rappresenta tutto ciò che desiderava realizzare e a Marrakech: racchiude tutti i bellissimi dettagli dell'architettura marocchina, come gli archi, le decorazioni con gli stucchi lavorati a mano, ma ha anche lo splendido balconcino alla "Giulietta e Romeo", che è molto europeo e con un grande camino. Da notare anche il fantastico lampadario europeo del diciassettesimo secolo, che ha portato da Londra. E nel bagno c'è una vasca speciale, in rame, che ha fatto fare apposta, circondata da pareti di colore nero. Una stanza che racchiude tutti i suoi stili preferiti.
Per la scelta di tutti i mobili e dei tessuti della casa ha rispettato la sua idea iniziale di conservare la cultura locale, arricchendola, però, con elementi d'arredo e materiali legati al suo lavoro di stilista. L'arredamento è stato disegnato da lei e poi realizzato da artigiani marocchini, fantastici nella lavorazione del legno. Possono scolpire qualsiasi disegno con il legno, come il letto a baldacchino che è stato realizzato qui sul posto, ma anche molte altre sedie e le gambe di tutti i tavoli della casa. un altro materiale pregiato che si trova facilmente in Marocco è il marmo. Ha fatto realizzare tutti i banconi di tavoli e tavolini in marmo, appoggiandoli poi semplicemente sulle gambe di legno fatte apposta dai falegnami.
Per le sedie nelle altre stanze ha voluto rimanere fedele al nome della casa, Dar Jaguar, e ha fatto realizzare la struttura in legno di mogano finemente lavorato a mano, mentre per le fodere ho usato del pellame di animali tipicamente africani.
Non ha voluto esporre quadri o opere d'arte in questa casa. Questo per non togliere l'attenzione ai dettagli dell'arredamento e dell'architettura. Se si osserva la combinazione di elementi marocchini che ho voluto per ogni stanza, come le pareti in Tadelakt fino a un metro e sessanta da terra, seguite dalle decorazioni con gli stucchi che spesso continuano fino al soffitto, ci si rende conto che non c'è spazio per appendere dei quadri. Disturberebbe l'equilibrio che abbiamo ottenuto. In questo modo, invece, le pareti hanno il respiro necessario che permette a che le osserva di apprezzare ogni dettaglio.
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