Roberto Begnini, per il tempo libero si è inventato un buen ritiro nell'isola di Ortigia, patrimonio dell'Unesco, nel cuore di Siracusa.
Roberto aveva acquistato, in stato fatiscente, l'attico di un palazzetto barocco, che ha poi restaurato, nel rispetto dei volumi e dei materiali originari. Ha scelto con grande cura gli infissi, i rivestimenti, i pavimenti, tutti in armonia con l'ambiente, personalizzandoli con estro e gusto innati. Soprattutto per quanto riguarda i terrazzi, 70 metri quadri su tre livelli di autentica estasi sul panorama della città, che Roberto ha rifinito con pavimenti in cotto fiammato siciliano e con una balaustra in ghisa, realizzata su disegni di epoca liberty isolana dalla storica Fonderia Carnevale, di Roma. Sul primo dei tre livelli, il terrazzo ha una copertura ad archi, in ferro e canniccio, che riprende lo stile della Chiesa dei Gesuiti di Ortigia: le lanterne e gli arredi del negozio milanese High-Tech contribuiscono alla suggestiva atmosfera.
In casa, gli ambienti raccontano storie, emozioni e scorci di vita del proprietario, che ha arredato gli interni con souvenir di viaggi, la sua passione. Alcuni pezzi sono stati recuperati da antiche dimore siciliane e abbinati a oggetti etnici, liberty o di artigianato locale che non stonano affatto accanto ai mobili Ikea o a quelli "fai da te", come il paravento bianco in canne di papiro intrecciate, realizzato dal padrone di casa. Su disegno di Roberto anche la scala in ferro che porta alle terrazze superiori e nell'ultima, adibita a solarium, una doccia con getto a catena, per sopportare meglio il sole siciliano.
Nel living, Begnini ha dipinto di bianco le travi a vista dei soffitti; a pavimento, le cementine fatte a mano a Tangeri, in Marocco, con motivi ad acanto su disegno classico, nei colori da lui stesso scelti. Una scala in legno, dipinta e laccata in tre diverse tonalità, con un corrimano realizzato con dissuasori stradali in ghisa e corda naturale, collega il living e la sala da pranzo, a livello sfalsato e in comunicazione visiva con il living stesso. Un ambiente aperto, reso allegro ed accogliente dal pavimento in carreaux de ciment di Tangeri, lavorato a mano con motivi a cubi prospettici, su disegno antico romano, negli stessi colori della scala, e dagli arredi déco, tavolo, sedie e credenza acquistati da Usando, a Catania, o etnici, come la console cinese turchese e la zucca di artigianato Navajo sul tavolo, illuminato da un lampadario in bronzo dipinto di giallo.
In camera da letto, Roberto ha dipinto in celeste il soffitto a gesso e in color cobalto il pavimento in cotto esagonale, che si allunga anche sulla parete, a mo' di testata del letto, simile a pale di fichi d'India; ridipinto in color magenta il letto Ikea, a cui sono abbinati comodini degli anni '50. In bagno, pavimento e pareti sono rivestiti con marmittoni stradali degli anni '60, a motivi incisi sulla superficie; i sanitari sono di epoca vittoriana e, in una teca incassata nello spazio doccia, anfore in papier maché, come una Tavola di Dressel, confermano l'originalità del proprietario, insieme alle statuette di santi sudamericani sul davanzale della finestra.
Un'originale porta in alluminio con righe in nero e corallo, disegnata da Roberto, apre la camera degli ospiti, dove anche il letto è in alluminio color corallo, realizzato su disegno dalla Fonderia Carnevale di Roma e abbinato a specchi Anni '50, a pouf marocchini, ad un lampadario liberty inglese e ad una teca di anfore in papier maché incassata nel muro: un ambiente dal feeling davvero ironico e vacanziero. Nella cucina in legno, ridipinta a mano nei colori del mare, che s'inquadra dalla finestra, le credenze sono nobilitate da pomelli antichi di cristallo mentre oggetti come il tableau-gioco nepalese in legno con la frutta dipinta, poggiato sul piano cottura, o riciclati, come l'oliera e l'acetiera, ricavate da bottiglie marocchine di gazzosa, confermano l'estro e la fantasia del proprietario.






