Ivan Gallo, noto paesaggista napoletano, fin da giovanissimo ha sviluppato una grande passione per la natura e l'arte di interpretarla. Dopo aver disegnato vari giardini, si è specializzato
frequentando la scuola di Architettura del Paesaggio di Firenze. Avvalendosi di un'equipe di esperti giardinieri, condizione primaria per portare a termine progetti ambiziosi, ha disegnato giardini come showroom a cielo aperto, con linee morbide e pulite, prediligendo piante monocromatiche, inseguendo andamenti irregolari e compiendo incursioni sul paesaggio, per assecondare i movimenti del giardino con quelli del terreno su cui si trova ad operare.
In una costante ricerca di armonia con la natura, Gallo si ritaglia il suo rifugio ideale in Sardegna, nella campagna di Cugnana, frazione del comune di Olbia, tra Portisco e Porto Rotondo. Si fa costruire la casa che ha in mente da Claudio, il fratello architetto, con cui lavora in perfetta sintonia; una casa nel rispetto della natura che la circonda dove, con amore e poesia, crea il suo giardino ideale.
Interni ed esterni si fondono con grande naturalezza. La pietra usata per alcune pareti della costruzione, che si alternano a stucco bianco, è la stessa impiegata per tracciare i muri a secco di contenimento del giardino terrazzato e la cinta del ninfeo con piante palustri; il volume architettonico ricalca fedelmente, per semplicità delle forme e proporzioni, quello dello stazzo, la tipica dimora della campagna gallurese, in cui vivevano un tempo i pastori.
Il paesaggista crea un living all'aperto attorno ad un olivastro secolare, ideando panche e divani in teak e acciaio, un essenziale tavolo e sedie dipinte di bianco, per maggior comfort, su una pedana con pavimento in teak, in una piacevole situazione pranzo open air, proprio nella zona di fronte alla cucina. Eleganti vasi in cemento dipinto di grigio o di bianco, riempiti di piante o decorati da sfere di pietra, accompagnano il viale che porta in casa.
All'interno, diverse varietà di piante ravvivano il living, dove grandi divani bianchi ad elle risaltano sul pavimento industriale, trattato con sapone di Marsiglia, secondo la tecnica del tadelakt marocchino, in contrasto cromatico con i soffitti candidi, con le travi lamellari e gli armadi in muratura, che lasciano spazio a ripiani dove il padrone di casa espone le sue piante grasse, collezionate con passione.
Una quinta che ospita il camino divide con leggerezza la camera da pranzo dalla cucina. Feritoie impercettibili per l'aria calda e una particolare simmetria speculare degli arredi testimoniano l'amore per la semplicità e la pulizia formale alla base del progetto; nasce da un disegno del proprietario anche la cucina industriale in acciaio inox, con un ampio piano snack proiettato verso la zona pranzo e il comodo passavivande per le cene all'aperto che, nelle piacevoli sere d'estate, Gallo ama organizzare per i suoi amici.
La camera da letto, a cui si accede attraverso una porta a bilico ad asse centrale, è sobria come tutto il resto della casa. Una quinta divisoria la separa dal bagno, in cui prosegue il feeling bucolico e poetico. Le pareti sono in parte rivestite in cemento armato dipinto di grigio, come il piano in cui è incassato un lavabo con canalina per la raccolta dell'acqua, dominato da una finestra sul verde, con cui il paesaggista ha voluto sostituire il tradizionale specchio.
Credits
di Marina Pignatelli
foto di Gianni FranchelluccI
Progetto: arch. Claudio Gallo






