I proprietari, di nazionalità francese, volevano una casa fresca e contemporanea, mediterranea ma non provenzale perchè altrimenti, per loro stessa ammissione, avrebbero scelto la Costa Azzurra e non Maiorca. Uno stile, inoltre, che doveva anche comunicare reminiscenze arabe e messicane, pur mantenendo un tono elegante e sobrio. Su queste basi Octavio Mestre, l'architetto incaricato del progetto, ha intrapreso la ristrutturazione di una villa già esistente, in una strepitosa posizione fronte mare sull'isola delle Baleari.
Mestre risolve i volumi su due livelli, in due corpi articolati intorno al nucleo centrale di accesso, rivestendoli di bianco assoluto e colorando in massa alcuni dei muri esterni, in un azzurro ripreso dal cielo e dal mare e in un color terra, quasi fucsia, che ricorda le latitudini di un grande maestro dell'architettura, il messicano Luis Barragàn. Sullo stile semplice e razionale del prospetto, vanno ad inserirsi i dettagli dei parapetti in acciaio e degli scorrevoli in legno, pannelli di tre per tre metri in cedro rosso del Canada, che attenuano l'irraggiamento solare nelle ore più calde.
L'idea di Mestre è di trasformare un'abitazione dagli interni piuttosto bui e cupi, aprendola alla luce e al mare, sia in senso longitudinale, dal prospetto posteriore, su strada, verso il mare, che in senso orizzontale, da un lato all'altro della struttura, realizzando, in questo modo, una serie di incroci visuali e di ambienti intermedi, che hanno anche l'obiettivo di favorire la ventilazione naturale. All'esterno, mantiene i porticati preesistenti, destinandoli a momenti conviviali o di relax all'aperto, con la dotazione di una seconda cucina completamente attrezzata, un'area pranzo con un lungo tavolo in tek e un salotto con poltrone in polietilene disegnate da Paola Navone per Gervasoni.
L'andamento morfologico del terreno, su livelli sfalsati, consente un'articolazione dinamica, con la creazione di una grande terrazza esterna che anticipa la piscina a sfioro sul lato mare e praticamente a picco sulla scogliera, nella quale si riflettono gli splendidi tramonti dell'isola. Una lamina d'acqua, lunga e stretta, rivestita in mosaico azzurro, viene realizzata parallelamente al prospetto: un chiaro richiamo alla tradizione araba e alla presenza di fontane in giardino, che qui diventa escamotage per ampliare la percezione visiva della terrazza, creando un'ulteriore cornice al porticato e alla discesa al mare. Essenziali gli arredi: lettini e chaise longue nere, di Royal Botania, sulla pavimentazione in tek birmano.
All'interno, il progetto è a cinque mani, includendo, oltre ad Octavio Mestre e alla coppia di proprietari, anche la responsabile della galleria Rabouan Moussion, a Parigi, e lo scultore-designer Bernar Venet. E' Venet che disegna la maggior parte degli arredi realizzati su misura, come la boiserie che accoglie il camino, il grande divano bianco e i tavolinetti, elementi che fanno del living lo spazio più emblematico della casa. Per l'ingresso, quasi un lungo tunnel, Venet progetta e fa realizzare una console e due sedie in legno, scarno incastro di linee verticali e piani orizzontali che rendono metafisico lo spazio; nella stanza padronale firma il letto ed i comodini, mentre quadri e foto di Erwin Olaf provengono dalla galleria parigina.
E' di Octavio Mestre la scala a giorno in legno, con gradini ancorati su un solo lato che, dal salone, sale al piano soppalco, creato sfruttando la doppia altezza del volume, in cui l'architetto ha ricavato una galleria sospesa perimetrale al salone stesso e un salottino per la televisione, arredato con quattro poltroncine fucsia Orange Slice Chair di Artifort, disegnate da Pierre Palin nel 1960 e divenute un classico del collezionismo. Sotto la scala, un altro pezzo unico originale, la poltrona che Charles Eames disegnò per un noto regista cinematografico. Ad inquadrare il mare, grandi finestre scorrevoli che, sui prospetti, diventano elementi di un gioco di vuoti e di pieni.
Uniforme e materico il pavimento, posto in opera in cemento lucidato e cerato, una superficie riflettente che assume i colori del mare a seconda della luce del giorno. Modernissima ed efficiente la cucina, che combina insieme acciaio e legno in un modello firmato Boffi, confermando la passione dei proprietari per il design, con il piano cottura di Gaggenau e la teiera e la fruttiera di Alessi; alla parete, il portabottiglie di Ikea svetta come un'installazione di pop art. In comunicazione diretta con la cucina, la zona pranzo ha di fronte il panorama della baia. Intorno al tavolo tondeggiante disegnato da Bernar Venet, le sedie Little Tulip, di Artifort.
Nella zona notte, al piano superiore, stessa finitura del pavimento, in cemento, e pareti in un bianco con lievi trasparenze d'azzurro. Nella stanza degli ospiti, il letto porta una firma italiana, quella di Gervasoni, mentre le sedute, poltrone e pouf metallico sono di Makomim, il marchio turco del design. Nei bagni, di cui quello padronale con vasca ad isola centrale, mobili e sanitari sono di Boffi, con accessori di Kwc.
Credits
di Alessandra Valeri
foto di Jordi Miralles / ag. Photofoyer
progetto: arch. Octavio Mestre






