Punti di vista tra passato e futuro nelle Cicladi
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Punti di vista tra passato e futuro nelle Cicladi


In principio era un ovile, costruito con le pietre proprio di fronte al mare, a Tinos, l'isola dell'arcipelago delle Cicladi. Poi Virginia Ventouraki, esclusivista dei marchi Alessi e Kartell per la Grecia e proprietaria di una catena di negozi di complementi d'arredo, e suo marito, direttore del quotidiano Eleftherotypia, decidono di costruirci la loro casa per le vacanze, affidando il progetto agli architetti Tasos Zepos e Eleni Georgiadis, molto conosciuti nel loro Paese ma anche in Italia e in Svizzera, dove hanno realizzato alcuni alberghi.

La villa prende forma, costruita con le pietre che la natura rocciosa dell'isola mette a disposizione, secondo uno schema molto comune in Grecia: due ali, una per la zona giorno e una per la zona notte, ai due lati di una veranda comune, all'ombra di un tetto in canniccio. La veranda diventa, così, nucleo centrale e cuore della casa, inglobando la grotta dell'ovile, che gli architetti trasformano in un angolo siesta al fresco. A sviluppo orizzontale lungo la linea della spiaggia, la casa, con il tetto a terrazzo, si fonde con il paesaggio, quasi senza lasciarsi percepire, grazie alla sua struttura in pietra dello stesso colore della montagna alle sue spalle. Una caratteristica che la differenzia dalle architetture proprie delle Cicladi, rifinite a calce bianca.

Nella decorazione d'interni, la fantasia della proprietaria si rivela nella scelta dei colori. Giallo per le pareti del salotto; viola per quelle della biblioteca; blu lavanda in una camera, azzurro nello studio, anice nella stanza degli ospiti, verde-turchese in bagno, in uno spirito allegro e giocoso sempre nei limiti della sobrietà. Risolutamente moderni gli arredi, che Virginia seleziona tra i marchi che rappresenta e che predilige. Il contrasto netto tra la pietra, materiale naturale e primigenio per eccellenza, e gli interni contemporanei, tra la tradizione e l'avanguardia, si risolve armonicamente, con ambienti in cui la storia resta sempre presente, pur nell'ambito di un'estetica fresca e funzionale.

A fare da raccordo contribuisce anche il pavimento in parquet bianco, speculare, nella materia e nel colore, al soffitto a travi di legno, con funzione solo decorativa e non portante. Il salotto, con grandi vetrate che si aprono sul terrazzo, schermate, nelle ore più calde, da porte scorrevoli in bambù, è organizzato intorno al camino, con divani e tavolino di Cassina. La cucina, illuminata da tre finestre a nastro rivolte verso il retro del giardino e in comunicazione diretta con il salone, è arredata con elementi di Boffi, sedie di Kartell e stoviglie di Alessi, a con-ferma della personalità della proprietaria.

La camera da letto padronale è un'oasi di semplicità, trattata in un blu lavanda molto riposante che, nell'angolo studio, diventa blu intenso per definire le nicchie in cui si posizionano i vasi cilindrici in vetro, riempiti di acqua e di frutta. La geometria del sobrio letto a baldacchino, rivolto verso il mare inquadrato dalle finestre, fa eco alle linee parallele delle travi del soffitto. Fra le due finestre, il camino in muratura è l'elemento che aggiunge spessore al colore e ridefinisce la prospettiva.

Rigore ed eleganza anche in bagno, quasi un guscio bianco, interamente rifinito in tadelakt, con la vasca scavata nel piano pavimento e realizzata in opera; i sassi raccolti sulla spiaggia, allineati uno dietro l'altro, segnano il percorso fino all'entrata, sul retro della casa. Ma è all'esterno che il progetto degli architetti Zepos e Georgiadis dichiara la sua forza, aggiungendo preziosi dettagli ad una posizione fronte mare già naturalmente privilegiata.

La zona giorno, che per la morfologia del terreno si trova in posizione ribassata, è tutta rivolta verso l'accesso alla spiaggia. Intorno, una grande terrazza da cui si accede direttamente alla piscina, a forma di U ad angoli retti, che abbraccia il perimetro stesso della terrazza. Come un nastro azzurro, si staglia tra la pietra e l'arida vegetazione autoctona del giardino, anticipando il mare cristallino.

Credits
di Marie Radot
foto di Stephen Clement
rogetto: Architetti Zeppos-Georgiadis et Associés, Atene




articolo del: 15/07/2011


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