Citazioni antiche a Capri
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Citazioni antiche a Capri


La villa è lì, proprio sulla strada che dal porto di Marina Grande va verso la mondana Piazzetta caprese, aperta sul panorama del Monte Solaro. L'imponenza della costruzione, che non si nasconde nella composta trama urbana dell'isola, rivela la sua forza estetica allo sguardo dei passanti. "Quando l'ho vista per la prima volta", racconta l'architetto Giuliano Andrea dell'Uva, "gli interni di questa villa bifamiliare di fine Ottocento apparivano svincolati dal fascino dell'architettura esterna. Da qui, l'idea di compiere un intervento sostanziale, di grande respiro abitativo, dove le stanze, ricostruite secondo i vecchi parametri del tempo, potessero piegarsi con disinvoltura alla cultura contemporanea dell'abitare.

La residenza non aveva nulla che riconducesse alla tipica architettura delle dimore capresi", continua l'architetto, "pertanto il richiamo all'isola poteva avvenire soltanto attraverso rimandi freschi e semplici, in ossequio alla tradizione locale". Grande attenzione dunque, ai materiali, agli arredi e ai dettagli che stemperano con note glam le ampie volumetrie antiche. Una ricostruzione dello spazio abitativo che trova la sua ragion d'essere nella ricerca e nell'attenzione al particolare. Qui, l'architetto si è divertito a seguire il proprio estro e, con contrasti dialettici decisi, ha coniugato resine e carte da spolvero, manoscritti e campioni di tessuti. L'effetto è, tuttavia, di grande equilibrio compositivo. Sin dall'ingresso il parquet grigio, posato, come nelle vecchie case padronali, a spina di pesce, gioca con i toni del bianco, dell'oro e con quelli più audaci del fucsia e del rosso corallo. Colori, questi ultimi, pensati per accendere i due pezzi forti del bagno: il lavabo e la doccia.

Ovunque c'è un richiamo a questi colori, che ritornano stemperati nel salotto. Una grande stanza divisa in vari angoli conversazione: quello intorno al camino; quello al centro dello spazio, dove campeggia un tavolo Saarinen di Knoll, e quello più intimo e privato, ricavato fra partizioni in muratura realizzate ad hoc, in cui i materassi bianchi posati direttamente a terra funzionano da sedute, dichiarando esplicitamente un contributo ad atmosfere marocchine. In questa stanza, grande spazio anche al divertissement, che si materializza attraverso soluzioni inedite, come la carta da spolvero, un tempo utilizzata come canovaccio per realizzare gli affreschi, che qui diventa una finitura decorativa degna di nota.

E' questo equilibrio così composto ad avvolgere anche la cucina, niente altro che una reinterpretazione delle vecchie cucine capresi. Costituita da un unico blocco in muratura resinato, ha maniglie-gioiello, le stesse che caratterizzano il lampadario della zona pranzo, ottenuto assemblando posate in argento, laccate di bianco. Il lavoro di ricerca, di sperimentazione e di commistione, pervade ogni ambiente. Soprattutto in cucina, attraverso un lavoro di grafica che ripropone le trecentosessantacinque ricette tratte dal libro del cavalier Ippolito Cavalcanti, usate per rivestire pareti; continua in camera da letto, dove trova posto un baldacchino montato intorno ad un letto degli anni Cinquanta e dove le ante dell'armadio si frammentano in singoli riquadri che incorniciano trame di tessuti diversi, e in terrazza, dove l'unica ricerca è stata quella di catturare un panorama più ampio possibile.

Accarezzata dalla brezza marina, baciata dalla luce piena del sole, la terrazza è l'anima della casa, il luogo dell'abbandono e del relax, una veduta da cartolina su Capri e sul mito eterno della sua bellezza. Fortemente materici gli arredi, con spessori consistenti di plastica, ferro, pietra, disegnati in linee semplici ma scultoree, quasi austeri nella ridondanza di colori e profumi della natura. E del profumo dei fiori si satura, la sera, tutta la terrazza e diventa un luogo magico, per abbandonarsi ai sogni.

Credits
di Sonia Cocozza
foto di Gianni Franchellucci e Marinella Paolini




articolo del: 02/09/2011


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