Adolfo Natalini (Pistoia, 1941) inizia la sua carrierea come pittore; questa breve ma significativa esperienza segnerà tutta la sua creatività architettonica. Nel 1966, laureatosi in architettura a Firenze, fonda il Superstudio (con Cristiano Toraldo di Francia, Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris, con Alessandro Poli tra il 1970 e il 1972) iniziatore della cosiddetta "architettura radicale", una delle avanguardie più significative degli Anni '60 e '70.
Dal 1979, Adolfo Natalini ha iniziato una sua attività autonoma e si è concentrato sul progetto per i centri storici in Italia e in Europa, ricercando le tracce che il tempo lascia sugli oggetti e sui luoghi e proponendo una riconciliazione tra memoria collettiva e memoria privata. Tre le sue opere: i progetti per il Römerberg a Francoforte e per il Muro del Pianto a Gerusalemme, la banca di Alzate Brianza, il Centro Elettrocontabile di Zola Predosa, la casa in Saalgasse a Francoforte, il Teatro della Compagnia a Firenze.
Nel 1991 inizia l'attività dei Natalini Architetti (studio di architettura al Salviatino, Firenze) con Fabrizio Natalini. Tra le loro opere: la ricostruzione della Waagstraat a Groningen, il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure a Firenze, la Dorotheenhof sulla Manetstrasse a Lipsia, la Muzenplein a l'Aja, il Centro Commerciale di Campi Bisenzio, il Polo Universitario a Novoli, Firenze, Boscotondo a Helmond, il Polo Universitario a Porta Tufi a Siena, Het Eiland a Zwolle, Haverlej a Den Bosch, il Museo dell'Opera del Duomo e il progetto per il Nuovo Uffizi a Firenze.
Nella gallery fotografica vi offriamo una panoramica di alcuni dei progetti dello studio Natalini Architetti ancora in corso d'opera.






