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Fu la contessa Evelina van Millingen, sposa di Almorò III Pisani nel 1852, a creare lo splendido giardino di gusto inglese intorno al grande palazzo fatto costruire dal cardinale Francesco Pisani a metà del Cinquecento per amministrare l’enorme feudo acquisito dalla ricchissima famiglia veneziana dei Pisani nel 1468, dopo la confisca ai discendenti degli Estensi da parte della Repubblica di Venezia.

La villa fu edificata sui resti di una rocca di guardia degli Estensi; l’impronta medioevale è ancora riconoscibile nella vasta piazza alberata a ridosso della via d’acqua di accesso. La cosmopolita Evelina Pisani, nata a Costantinopoli da padre inglese, diede l’aura di aristocratica informalità a Palazzo Pisani, ribattezzato “la Fattoria del Doge” dalla scrittrice inglese Margaret Symonds, che nel 1893 pubblicò il libro “Days spent on a Doge’s Farm”, resoconto dei soggiorni nel feudo e incomparabile testo sul giardino: Nel “segreto paradiso” di Evelina soggiornarono anche ospiti illustri come l’imperatrice di Germania, la Regina di Svezia, Lord Bayron e Henry James.

È un grande giardino formale con siepi di bosso e sculture, in cui l’elaborato gusto vittoriano si salda alla tradizione del giardino all’italiana. Intorno alla Villa l’impianto fortemente architettonico è caratterizzato da una marcata assialità che si stempera gradualmente nella naturalità del parco circostante. Una realizzazione straordinaria, ispirata da “The Formal Garden in England” di Sir Reginald Blomfield, pubblicato a Londra nel 1892. Statue, fontane, la vecchia ghiacciaia, il giardino roccioso, il Teatro e la Cappella di famiglia, importante esempio di neogotico elisabettiano, compongono e completano l’arredo del grande giardino e del parco popolato di alberi secolari.

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