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Scene d’inverno: uno chalet in Svizzera come luogo di sperimentazione di soluzioni ironiche e sofisticate che hanno per tema la neve.

Love Counts è il nome di questo progetto, relativo ad uno chalet di 800 metri quadri nel cuore delle Alpi Svizzere, che porta la firma dell’interior designer Alexandra de Garidel. Lo stile ironico e sofisticato riprende alcuni temi ricorrenti delle progettazioni interni d’alta quota.

L’arte è una delle chiavi di lettura utilizzata dalla designer Alexandra de Garidel della designer franco-svizzera che nei suoi lavori fa tesoro della sua esperienza di artista e scenografa.

Uno chalet in Svizzera: interni d’alta quota

Gli esterni dello chalet in Svizzera

Gli esterni con la scultura Bear di Xavier Veilhan.

La scultura a grandezza naturale di un orso bruno, “Bear”, dell’artista francese Xavier Veilhan, si staglia davanti all’entrata dello chalet: un omaggio ad una specie che vive nelle foreste delle Alpi (e purtroppo a rischio estinzione) e una citazione del paesaggio circostante. Ancora sculture nella sala d’ingresso, con “Luke”, di Tony Cragg, la cui forma bianca e sinuosa evoca l’immagine della neve all’esterno, e le teste di cervo intrecciate nell’opera “Polygon Double Deer” di Kohei Nawa, ulteriore ed iconico richiamo al contesto ambientale e all’atmosfera dei rifugi alpini.

Chalet in Svizzera

L’ingresso dello chalet

Incaricata dai committenti di realizzare lo chalet in Svizzera più bello di tutte le Alpi, Alexandra ne mantiene l’architettura tipica e la traspone all’interno con l’utilizzo del legno, che riveste pareti, pavimenti e travi a vista sul soffitto, scelto in una essenza meno accesa e brillante del tradizionale pino: il rovere, nella tonalità più scura ed opaca della quercia. Si tratta di legno di recupero tagliato con l’ascia e non rifinito e lisciato, con nodi e spaccature volutamente lasciate a vista. Il risultato è un’atmosfera rustica ma rivisitata in uno stile contemporaneo.

Zona soggiorno chalet in Svizzera

La zona soggiorno con coffee table di Hervé Van der Straeten; sgabelli con pelliccia di Philippe Cramer; tende di C&C Milano; rivestimento pareti in legno tagliato ad
ascia e pannelli colorati in pelle, metallo e pietra. Divani su disegno in velluto di Zimmer+Rohde.

Anche la scelta del metallo abbinato al legno per la scala che conduce al piano superiore risponde a questo concept.

Il salone dello chalet in svizzera

Nella camera padronale, accanto al camino dell’Atelier Pierre Bonnefille, a forma di igloo aperto, con alari disegnati da Hubert Le Gall, due poltrone LC4 di Cassina disegnate da Le Corbusier e coffee table di Robert Stadler.

Chalet in svizzera

Il lungo corridoio che i proprietari, appassionati di golf, hanno dedicato alla pratica di questo sport. Sulla parete, un’opera della 
francese Zoe Ouvrier e specchi antichi con inserti in ottone; tappeto di Arpin

Uno degli angoli più originali della casa è il lungo corridoio per il golf indoor, lo spazio dedicato alla pratica del golf, sport prediletto dei proprietari. Lungo le pareti del corridoio, il rivestimento in legno, che caratterizza il resto dell’abitazione, si alterna ai pannelli realizzati da Zoe Ouvrier, l’artista francese che, ispirandosi alla natura, intaglia alberi, tronchi, foglie boschi su sfondi vegetali applicati su paraventi o pannelli di legno.

La cucina di Boffi

la cucina di Boffi, con elettrodomestici di Gaggenau e cantinette laterali di Sub Zero. La particolare laccatura di ante e schienali metallici è di Atelier Pierre Bonnefille.

nella camera padronale

Nella camera da letto padronale, tappeti di Tai Ping; letto di Elite con testiera in pelle di Studio Arte; coperta in pelliccia di Maison de Vacances

Nella camera padronale, protagonista assoluto è il paesaggio che, grazie ad una parete vetrata, si apre sulle montagne ed entra nella stanza con forza dirompente. De Garidel ne ha fatto un rifugio elegante, composto da pochi elementi: il letto di Elite, con la testiera realizzata dalla dinamica azienda vicentina Studio Arte, specializzata nella produzione di pelli per decorazione d’interni; il tappeto Tai Ping; la coperta di pelliccia di Maison de Vacances, le tende di Loro Piana.

Il salone dello chalet in svizzera

Nella camera padronale, accanto al camino dell’Atelier Pierre Bonnefille, a forma di igloo aperto, con alari disegnati da Hubert Le Gall, due poltrone LC4 di Cassina 
disegnate da Le Corbusier e coffee table di Robert Stadler.

Di fronte al letto, il camino dell’Atelier Pierre Bonnefille, traendo ispirazione dal design di un igloo, è un vero e proprio ossimoro, con il suo guscio bianco, freddo e duro, che racchiude al suo interno il fuoco scoppiettante. Il tavolino da caffè di Robert Stadler è ancora una citazione della neve, scolpita nelle sue stratificazioni.

Chalet in Svizzera

L’area multifunzionale, con le sedie ulticolore di Marteen Baas

Il tema della provocazione orienta Alexandra de Garidel nella proposizione di alcuni dettagli, come gli originali alari del camino, del designer francese Hubert Le Gall; l’orso polare di Le Bon Marché sul letto di una delle camere; le sedie di colore diverso di Marteen Baas; i giochi sul tavolo del Paul Smith Shop di Parigi e le installazioni di Ryan Gander, nell’area multifunzionale del living.

La zona benessere

L’area destinata al benessere con la piscina rivestita in mosaico blu di Bisazza e l’opera d’arte dell’artista Tony Cragg. L’ampio lucernario crea un suggestivo gioco di
luce in tutte le ore del giorno.

Originalità ed eleganza anche nella zona dedicata al benessere. La scelta dei mosaici blu di Bisazza per il rivestimento della piscina interna si ispira naturalmente ai ghiacciai e alle profondità glaciali marine, grazie anche al lucernario che proietta sull’acqua un ampio specchio di luce.

La zona bar degli esterni

La zona bar in terrazza, disegnata da Arik Levy. L’effetto voluto è quello di un blocco di marmo scolpito nella roccia; sgabelli di Royal Botania.

Disegnato da Arik Levy, il bar esterno è un omaggio alla montagna più selvaggia: un blocco che sembra essere stato scolpito nella roccia circostante e che contribuisce a rafforzare, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, il legame di armonia tra gli interni e il contesto ambientale.

di Floriana Morrone
Foto di Stephan Julliard

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