A Milano una casa come una galleria d'arte
Decorare il camino per Natale
Una terrazza giardino sui tetti di Roma

Come arredare un terrazzo con stile: ecco un progetto davvero unico perchè le terrazze, così come i giardini, spesso sono vissute come piccoli scrigni segreti, in cui coltivare sogni e passioni.

Guarda la photogallery con tutte le immagini della terrazza

Siamo su unaterrazza della Capitale e quello che si vede da quassù è la Roma imperiale, in tutta la sua maestosa bellezza. Chiese, cupole, tetti e il Gianicolo, con la magia dei suoi tramonti, sfondano un lastrico di copertura di uno dei tanti palazzi cinquecenteschi: 330 mq da progettare come una vera casa a cielo aperto.

Gli architetti Luca Piscitelli e Filippo Arpaia, per questo intervento si sono dovuti misurare da un lato con i vincoli architettonici di un edificio storico, che porta la firma dell’architetto Carlo Maderno, e dall’altro con le esigenze di una committenza attenta e sensibile.

Il progetto della terrazza

Una vista mozzafiato sulla Capitale

ll progetto parte da qui e si spinge verso un nuova idea di spazialità open air. Leggerezza visiva e conquista del verde hanno guidato l’intervento, tutto incentrato sull’idea di spazio da abitare in quota. 

La zona pranzo con una vista spettacolare

L’aspetto più avvincente di questa progettazione è stata la relazione che si è andata a creare con le piante, anche grazie al consulente vivaista Alessandro Virgili.che ha creato una perfetta osmosi tra progetto architettonico e progetto verde.  C’è il giardino ornamentale, nella zona pranzo e living; c’è quello meditativo, nella zona piscina-solarium, e quello di ispirazione sud-americana, fatto di cactus, bamboo e pietre chiare.

La pavimentazione in legno di teak, che si alterna a quella in Kerlite, ben s’inserisce nella scelta botanica. Lo schema estetico che delinea l’area dedicata al benessere è sottolineato dal rincospermum a parete; la macchia mediterranea, poi, in primavera rifulge, creando romantici raccordi armonici. Il risultato è quello di un verde in movimento e dalla fioritura alternata, che dialoga con l’architettura e con il paesaggio circostante.

di Sonia Cocozza
foto di Gianni Franchellucci

 

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Ristrutturazione

Il progetto di un appartamento di 55 mq, a Roma nella zona Pigneto, ristrutturato e valorizzato dal soppalco. Quando in piccoli spazi si può ricavare una casa funzionale. L'appartamento è strutturato con un soggiorno con angolo cottura, un soppalco con zona studio/ relax e dal corridoio a destra dell'ingresso si accede alla zona notte e al bagno. [ltGallery id="32327"]Una casa piccola con soppalco[/ltGallery] Per questo appartamento sono stati previsti tutti i comfort, non manca veramente nulla per la famiglia composta da 3 persone che vi abita. Il progetto di ristrutturazione dell'appartamento La zona più ampia (39 mq.) è dotata di due finestre e pertanto è stato scelto di suddividerne una tra il bagno e l’angolo cottura e lasciarne l’altra a disposizione del soggiorno. L’ambiente è alto 3,50 m. fino al sottotrave e si è scelto di realizzare un doppio soppalco: il primo di altezza 1 m. sopra la zona bagno / cucina; il secondo sopra la zona ingresso/corridoio di altezza 1,50 m. guadagnando così ulteriori 19 mq., non abitabili, ma che sono spazio vitale per l’appartamento. La cucina (IKEA) presenta un piano di lavoro a C che diventa anche tavolo per il pranzo, con utilizzo di sgabelli altezza bar. Dal soggiorno si accede ad un soppalco utilizzato come studio ed angolo relax. Nella prima conformazione (2011) il soppalco di 1,50 m. era posto solo sull’area corridoio e per accedervi era stata realizzata una scala alla marinara con tubolare metallico saldato sul posto. Successivamente (2014) si è allungato il solaio fin sopra l’ingresso e si è realizzata una scala metallica verniciata a polvere in bianco. Anche questa realizzata su misura e saldata sul posto. La struttura del soppalco è in travi IPE per le orditure primarie e in scatolari metallici per quelle secondarie. Il solaio è realizzato in perline di legno maschiate. Infine si è proceduto alla realizzazione di un parapetto in tubolare metallico e vetro VISARM a protezione della scala e della zona sull’ingresso ammorsato tramite elementi “ragno” della MINUSCO. Sul soppalco troviamo una zona adattata a spazio di lettura, ma anche per far dormire ospiti, grazie al divano FACTORY (composto da due materassi) di MAISON DU MONDE. In fase di demolizione delle tramezzature esistenti sono venuti alla luce i soffitti originari in pietra e i pavimenti preesistenti in cementine tipici di queste costruzioni di inizio ‘900. Se per i soffitti è stato facile decidere di riportarli alla luce, ripulirli e tinteggiare i travetti in ferro della struttura, per i pavimenti è stato possibile salvare solo quelli della camera da letto, in quanto quelli di pregio nella zona giorno erano solo pochi mq. Tornando al piano inferiore, al soggiorno, dall'ingresso si accede ad un corridoio verso il bagno e la camera da letto. La camera da letto (16 mq.) presenta la struttura originaria di inizio novecento del soffitto e della pavimentazione, per i quali è stata fatta una semplice ripulitura e nessun trattamento. Le cementine esagonali bianche e rosse conservano intatte i segni del tempo e delle sovrapposizioni che erano state realizzate. Anche la sagoma della camera da letto è originaria in quanto stretta tra muri di confine ed un muro portante. Si è preferito spostare solo l’ingresso per consentire la realizzazione (2014)  di una cabina armadio profonda 90 cm. in legno laccato bianco. Il bagno presenta un piano in muratura per lavabo d’appoggio nella nicchia esistente nel muro portante dove prima c’era un vecchio catino a mò di vasca. Inoltre la doccia, realizzata in muratura, è in un vano ricavato dalla cucina. Anche la lavatrice, il cui carico avviene dal bagno, è fisicamente nell’angolo cieco del piano di lavoro della cucina. GUARDA LA PHOTOGALLERY DELL'APPARTAMENTO [caption id="attachment_32354" align="alignnone" width="622"] Progetto di Riccardo Greco[/caption] Progetto di Riccardo Greco - Studio di architettura Massimo dalla Torre Foto di Azzurra Mozzillo Leggi anche: Come arredare un soppalco Come arredare una casa piccola
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Vivere in città

A Napoli una casa moderna e con ambienti funzionali: il contesto naturale-architettonico è un elemento molto importante per questa casa che, senza il lungomare partenopeo, il polmone verde della Villa Comunale e la visuale della collina vomerese, sicuramente non avrebbe lo stesso fascino. Gli architetti che hanno firmato il progetto, Giuliano Andrea dell’Uva e Francesca Faraone, hanno fatto sì che gli interni di questa dimora si nutrissero di tutto ciò. [ltGallery id="30119"]Una casa moderna e chic[/ltGallery] L’appartamento, edificato agli inizi degli anni Settanta, presenta oggi, proprio in virtù della trasformazione messa in atto, una visuale ancora più interessante. L’intervento, infatti, è stato radicale. La casa è stata totalmente “scucita” e ripensata in funzione del campo visivo che si voleva trasferire all’interno delle pareti domestiche. [caption id="attachment_30128" align="alignnone" width="622"] A fare da trait d’union fra la zona pranzo e il living è il camino passante bifacciale. Di fronte alla chaise longue Charles di B&B Italia, tavolinetto Chess di Moooi, firmato da Front; sulla parete di sinistra, un mobile antico di famiglia.[/caption] Gli architetti hanno abbattuto le pareti, lasciando come unico vincolo il ritmo delle finestre. L’ampia quadratura ha consentito di privilegiare gli spazi comuni su quelli privati che, non per questo, sono stati però sacrificati rispetto al concetto di spazialità e funzionalità. [caption id="attachment_30124" align="alignnone" width="622"] A parete, sul divano, l’opera Magma di Valeria Corvino[/caption] Puntando su un percorso fluido che mettesse in comunicazione ingresso con cucina e studio; studio   con salotto;  salotto con zona pranzo e cucina, i progettisti hanno lavorato sull’idea di spazi modulari aperti. Per far ciò, sono partiti da una  estroversione spaziale; hanno, cioè, ribaltato le funzioni della pianta originaria che, nella precedente versione, non godeva appieno della vista sulla città. [caption id="attachment_30125" align="alignnone" width="622"] Poltroncine anni ’40 della galleria napoletana Tullierie[/caption] In questo spazio definito, accogliente e soffuso, non sfuggono  ad un occhio attento i dettagli, la ricerca del pezzo particolare di modernariato che si miscela a quello d’antiquariato rivisitato. [caption id="attachment_30121" align="alignnone" width="622"] Nella camera padronale, anche un piccolo angolo studio con scrittoio, su cui poggia un vaso mediceo della fine del Settecento.[/caption] Camera da letto padronale e camere dei figli sono state, infatti, concepite come mini suite confortevoli ed autonome. [caption id="attachment_30130" align="alignnone" width="622"] I colori della zona pranzo richiamano la tradizione partenopea: rosso pompeiano e grigio Piperno. Il tavolo di famiglia dell’Ottocento è stato interpretato nei toni del grigio. La palma Oasi è un’opera di Mario Schifano, della Galleria Tullierie; il busto-scultura è di Gianni Pisani.[/caption] [caption id="attachment_30129" align="alignnone" width="622"] In cucina, comunicante con la sala da pranzo, il bianco ed il nero sono miscelati e coniugati in vari materiali. Particolare il pavimento in mosaico di Bisazza, con una ricetta di Apicio in latino.[/caption] Una traccia che ritorna anche in cucina, un ambiente- scrigno comunicante con il resto della casa ma all’occorrenza richiudibile. In questa stanza, come nelle altre, c’è tutto: c’è l’isola centrale, concepita come stazione tecnologica intorno alla quale sostare per il pranzo. [caption id="attachment_30123" align="alignnone" width="622"] L’isola centrale in stone bianco è realizzata su disegno; il mobile contenitore presenta pannelli rivestiti in ardesia. Sedie di Gio Ponti rieditate da L’Abbate.[/caption] Ma ad un occhio attento non può sfuggire il pavimento in mosaico nero, inquadrato da una greca perimetrale che recita in latino: “Palmulas vel dactylos excepto semine, nuce vel nucleis vel piper tritum infercies. Sale foris contigis, frigis in melle cocto et inferes”. “Farcirai frutti di palma o datteri privati del seme con una noce o pinoli o pepe tritato. Cospargi con sale, friggi in miele cotto e servi”. Una ricetta di Marco Gavio Apicio, tratta dal De re Coquinaria, il testo classico della gastronomia latina, che nutre armoniosamente, come tutto il resto, lo spazio abitativo. GUARDA LA PHOTOGALLERY CON LE IMMAGINI DELLA CASA di Sonia Cocozza foto di Gianni Franchellucci
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Vivere in città

Lui lo chiama “il mio capannone”, in una polemica, nemmeno troppo velata, con un luogo comune dell’architettura recente, il loft, tipologia americana che in Italia si è trasformata in bolla  immobiliare, oltre che in un prodotto abitativo “imbellettato” e modaiolo che non condivide. [caption id="attachment_27234" align="alignnone" width="622"] A Milano, gli interni multifunzione dell’architetto Giancarlo Tintori[/caption] Lui è Giancarlo Tintori, architetto italiano noto e quotato a livello internazionale, e il suo capannone è il loft casa-studio a Milano, in cui vive con Stefania Scotti, anche lei architetto e designer. [caption id="attachment_27244" align="alignnone" width="622"] L’ampio soggiorno ospita gli oggetti acquistati dai proprietari durante i loro viaggi, in particolare in Cina e in India; il lampadario Sarfatti 2097 di Flos illumina l’ambiente, dominandolo con eleganza; i divani sono realizzati su disegno dell’architetto, così come il mobile laccato.[/caption] Giancarlo Tintori ha progettato un appartamento con una superficie di 300 mq e con notevoli altezze interne, tanto da ricavare agevolmente due piani, uno per lo studio e uno per l’abitazione. [caption id="attachment_27236" align="alignnone" width="622"] Collezione di statuette cinesi lignee policrome del ’600 sulla libreria in fondo alla parete.[/caption] A caratterizzare gli ambienti è soprattutto una sorta di stratificazione personale: non è un’abitazione da design victim, ci tiene a precisare l’architetto Tintori. E, infatti, non si eccede con i pezzi celebri del design, che pure ci sono, ma si privilegiano gli elementi personali, quelli che raccontano la vita vissuta: i libri, ad esempio, che sono ovunque, o una ricca collezione di famiglia di statue lignee policrome cinesi dal XIV al XVI secolo, o ancora una serie di statue e oggetti di culto induista, che arrivano direttamente dai soggiorni dell’architetto in India, quasi piccoli  altari domestici, di derivazione esoterica più o meno involontaria. Il progetto del loft [caption id="attachment_27238" align="alignnone" width="622"] Lo studio: un ambiente frizzante, dominato dal rosso della libreria a parete e dai libri, che invadono il grande tavolo da lavoro in vetro e acciaio.[/caption] Grande attenzione ai materiali, anche per quel che riguarda le pavimentazioni, compresa quella del terrazzo, che sono realizzate in cemento lisciato, utilizzando un classico procedimento industriale, e agli impianti,  finalizzati al comfort ambientale, con riscaldamento a pannelli radianti a bassa temperatura sotto il pavimento e condizionamento e raffrescamento con unità ad incasso nei controsoffitti. [caption id="attachment_27239" align="alignnone" width="622"] Grande attenzione ai materiali, dalla scala in cemento alle pavimentazioni.[/caption] Una delle stanze in assoluto più particolari, concettualmente e per gli arredi presenti, è la meeting room, che affaccia sul patio interno della casa: a catturare l’attenzione è la lampada Arco di Flos, pezzo storico del design italiano e, a fare da sfondo al tavolo, un pannello dipinto con resine dallo stesso architetto, che scuote la monocromia dell’ambiente. [caption id="attachment_27241" align="alignnone" width="622"] Il bagno padronale è realizzato con mosaico Bisazza e la zona dei lavabi, il modello Orbis di Galassia, nasce su disegno dell’architetto, in granito brown e legno d’ebano, dotata di ampi e pratici cassetti al di sotto del piano.[/caption] I bagni sono rivestiti in mosaico vetroso; in quello padronale, i toni del marrone e dell’oro delle tessere creano scenografici effetti di riflessi, in contrasto col bianco puro dei sanitari in ceramica di Galassia. [caption id="attachment_27240" align="alignnone" width="622"] La camera da letto si caratterizza per il suo ampio armadio in vetro opalino di Tisettanta. Sulla parete, tre antichi medaglioni in giada a impreziosire l’ambiente.[/caption] Rigore formale e storie personali interagiscono in un aperto e fertile dialogo in questo progetto: molto più di una abitazione, di uno studio, di un ufficio, di una vetrina, di una sede di rappresentanza. Tanti ruoli  diversi per quello che è, più semplicemente, “il capannone” di Giancarlo Tintori. GUARDA LA PHOTOGALLERY CON LE IMMAGINI DELLA CASA di Antonella Finucci Foto di Gianni Franchellucci
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