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Sulla Riviera di Ponente, in prossimità di Sanremo, il palazzetto su quattro piani, a picco sul mare, è un’opera d’arte che l’architetto Aldo Daniele, dello Studio 4 Architetti Associati di Genova, ha cesellato con cura quasi maniacale, tessendola addosso al proprietario, single, con un meraviglioso spreco di spazi, attento a non stravolgere il paesaggio circostante, coi suoi delicati equilibri.

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Un ingresso con una pensilina di cristallo, chiaramente ispirata a Gio Ponti, ci accoglie e ci ingloba in un corridoio elegante e minimale dalla copertura trasparente fatta di cristalli che, all’occorrenza, si aprono e si chiudono alla prima goccia di pioggia o al primo raggio di sole, grazie a sensori intelligenti.

Concepita come un enorme loft, la residenza si snoda in ambienti con effetto matrioska, uno dentro l’altro o, meglio, come gironi danteschi, uno sopra l’altro, con spazi liberati dall’ossessione borghese che vuole la zona notte al piano più elevato e la cucina allo stesso livello della sala; ambienti creati dagli equilibri di una persona che sta bene con se stessa.

Una grande scala, quasi un richiamo teatrale, con gradini leggerissimi e aerei appesi ad una parete di ardesia brasiliana dalle iridescenze plumbee, ci conduce al living, dal cui soffitto scende un originale lampadario.

La cucina aperta e, oserei dire, passante, tecnologica e completa di ogni accessorio, si apre su una zona pranzo invasa di luce, con un tavolo il cui piano è un’opera d’arte, circondato da sedute di design.

La sala pranzo

I terrazzi di grande effetto scenico sono i punti di forza dell’abitazione, che si insinuano nel verde inglobando e rispettando i pini marittimi  (non un solo albero è stato tagliato), tanto da poter affermare, senza ombra di dubbio, che la casa è stata costruita intorno alla natura o viceversa, con tronchi che la attraversano verticalmente, come la lancia di un guerriero.

Visitare questa residenza così densa di innovazioni ed emozioni talvolta pericolose è stato per me istruttivo ed esaltante: in una sfida con se stesso, l’architetto ha operato una soluzione vincente a 360°.

Ma si sa, per dirla con Michelangelo: “Chi segue altrui non gli va mai innanzi”.

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