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Chi compra le mie cabane? Anche uomini d’affari, con il pretesto di aver bisogno di un deposito per gli attrezzi del giardino. Ma, in realtà, è un rifugio, ciò di cui hanno bisogno. Al punto che ormai ho elaborato una mia teoria, la sindrome da pretesto della cabane”. Una teoria che Virginie Vermeersch ha sperimentato in prima persona quando, dieci anni fa, fotografa di scena, ha avvertito la necessità imperativa di un suo spazio, una sorta di rifugio segreto in cui isolarsi, da cui contemplare se stessa e la natura intorno.

La capanna è il sogno di tutti i bambini. Ma è anche una contraddizione, tra il desiderio di  stare in mezzo alla natura  e quello, inconfessato, di sentirsi protetti. E’ un posto solo per sè. Io il mio sogno l’ho realizzato, costruendo la mia cabane in fondo al giardino di casa. Seminascosta dagli alberi, con le finestre come quadri sul panorama esterno, da vivere semplicemente, all’interno, nei suoi spazi così essenziali e discreti”, continua Virginie. “I miei amici me l’hanno subito invidiata”. Così, dal piccolo villaggio belga, il passa-parola ha trasformato una passione in una impresa familiare. Lasciati i loro lavori di fotografa e direttore della fotografia nel cinema, Virginie e suo marito Marco hanno creato un’azienda che costruisce e vende capanne per il giardino.

 

Piccoli capolavori di personalizzazione in legno di larice, realizzati artigianalmente, per la cui consegna spesso bisogna attendere anche sei mesi. “Quando ricevo un ordine, parlo molto con i miei clienti, li sottopongo ad una specie di esame. Certo, nessuno confessa di desiderare una cabane per motivi diversi da quelli pratici, ma in realtà l’obiettivo è quello di una ricerca di equilibrio personale. Non acquistano un magazzino, un deposito per gli attrezzi. Semplicemente si concedono un lusso, una scatola delle meraviglie in cui riuscire a prendere la giusta distanza dai problemi di ogni giorno, relativizzando le situazioni e mantenendo i piedi sulla terra. Nella capanna, il mondo continua a girare, anche senza di noi. Una terapia, insomma, un universo di poesia”. 

 

Anche in edizione limitata e numerata, con il marchio eSpirit of K, affiancato all’esistente Kabane, per prodotti unici nelle loro armoniche linee naturali, adatti sia a giardini all’inglese che contemporanei. Il giardino di Virginie è  un suggestivo angolo di paradiso, in una vallata intatta e selvaggia del Belgio. Un luogo dimenticato dal tempo, strutturato come una sequenza di piani cinematografici, con una moltitudine di aiuole da scoprire a livello visivo e botanico.

 

Le bordure miste, il roseto, perfino un jardin d’enfants, il labirinto, l’orto, come tante storie, compongono uno spazio verde che si apre indisciplinato verso il frutteto e il prato fiorito, ai bordi di un piccolo stagno. In fondo, la casetta rossa, il simbolo della nuova dimensione di Virginie, un tempo fotografa, oggi paesaggista di successo, che progetta cabane in relazione poetica con l’ambiente e con i sogni inespressi. 

 

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