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Interpretare le passioni e la personalità dei committenti. Così l’architetto Anna Iuliano a Milano compie un viaggio contemporaneo nella tradizione italiana

Le potenzialità di questa abitazione, un attico a Milano, sono emerse subito molto chiaramente all’architetto Anna Iuliano che ne ha curato il progetto di interior design.
L’obiettivo era sfruttare al meglio la luminosità degli ambienti, puntando su allineamenti rigorosi e su arredi fatti di linee morbide, calibrati da una raffinata palette cromatica. “Mi è piaciuta l’idea di partenza dei committenti di vedere il classico inteso come bello in senso ampio e di immergerlo in un contesto moderno in cui, dietro i materiali più ricchi, si celano le moderne tecnologie dell’high-tech”, spiega Anna Iuliano, rivelando l’approccio dialettico tra la progettista e il committente. “Ogni casa che realizzo è diversa dall’altra; non impongo il mio gusto, ma ne divento regista con la mia sensibilità.

Interior design tutto italiano

Interior Design a Milano

il lampadario in ottone lucido a sfere di vetro di Murano, disegnato dall’architetto Anna Iuliano e realizzato da Vintage Murano Gallery.

Con i committenti c’è uno scambio di idee e, visto che hanno spesso un bagaglio artistico, racconto la loro personalità e le loro passioni”. I proprietari dell’attico, dotati di un sofisticato e raffinato senso estetico, hanno sposato in pieno le scelte e lo schema cromatico suggerito dall’architetto. “C’è un filo conduttore che ho seguito nel disegnare: il senso della stanza borghese e della tradizione del secolo scorso. La memoria si ritrova nelle proporzioni serene, nel valore tattile dei materiali, sia esso legno, lacca o marmo, ma è una memoria attraversata da un vento contemporaneo, che si  riconosce nella lezione dei più grandi interior decorator del Novecento e che conduce alla preziosità dei materiali e alla ricerca dei dettagli”, continua la progettista.

La tradizione dell'interior design italiano

In salotto, divano George in velluto capitonné con piedini foglia champagne e madia della stessa collezione di Cantori, con lampada
Zoe di Cangini&Tucci. Sul coffee table George, con piano in calacatta oro, trottola bianca di Rosenthal, set vassoi oro di Tom Dixon e uova di White Industry. Coppia di tavolinetti Calice e, accanto ai pouff, tavolinetto Gray, sempre di Cantori. Il tappeto è Traces de Foret di CC Tapis, personalizzato dall’architetto nelle tinte chiare.

Il tessuto svolge un ruolo di primo piano: lini, cotoni, velluti e ciniglie, trame eleganti prendono la forma di divani, letti, sedute; i filati, soffici e performanti, enfatizzano il comfort degli imbottiti in omaggio alla tradizione sartoriale Made in Italy. In una candida cornice, fatta di modanature e boiserie, si apre al visitatore un’ampia zona living in cui troneggia, nelle sue forme classiche, un grande divano capitonné realizzato in un morbido velluto di seta.

Interior design a Milano

La memoria ritorna nelle proporzioni e nel valore tattile dei materiali ed è attraversata da un vento contemporaneo, ispirato alla lezione dei grandi interior del Novecento

La cucina della casa

Arredi su progetto di Anna Iuliano, in legno laccato panna con top in marmo Calacatta, e sgabelli Miss in pelle bianca di Cantori.

La cucina, progettata dall’architetto e realizzata su misura, si integra perfettamente nell’ampio open space, mantenendo la sua riservatezza e, allo stesso tempo, dialogando con il resto nei colori e nei dettagli come, in particolare, gli sgabelli dalle forme sobrie ed eleganti.

Interior design a Milano

consolle George, con top in marmo calacatta oro, abbinata alla sedia Miss, con schienale imbottito in velluto, e alla specchiera Dune, con finitura legno madreperla, tutto di Cantori.

La camera da letto

il letto George di Cantori ha la testata rivestita in velluto di seta con lavorazione artigianale capitonné. Il tappeto è Fagiolo Magico, di Cantori, in lana e seta con finitura decoro oro champagne. Di Cantori anche l’abat-jour Gioia.

Cornici e boiserie sono il filo conduttore delle pareti anche nella suite matrimoniale, dove nascondono armadi e porte. In questo ambiente dell’abitazione due sono i punti focali, uno di fronte all’altro: l’imponente testata del letto capitonné, rivestita in velluto, e una vasca da bagno dalle linee classiche in versione freestanding, tra due grandi porte a specchio dietro cui si celano due zone bagno: lavabo e doccia.

Il bagno padronale

Nel bagno ospiti, la boiserie bianca incontra la geometria bicolore delle righe.

La vasca da bagno

La vasca da bagno Belle Epoque è di Kenny & Mason.

Le boiserie perimetrano l’ambiente e incorniciano la vasca, trasformandosi in ampi armadi e impreziosendosi di maniglie decorate in foglia champagne, le stesse presenti in tutta la casa come altro tema stilistico ricorrente, a sottolineare la coerenza della progettazione d’interior design. Tutti gli elementi utilizzati dalla progettista convergono in una rivisitazione del classico  reinterpretato attraverso le tendenze estetiche contemporanee, senza rinunciare ad una costante ricerca dell’identità più profonda del luogo.

Un modo di concepire l’architettura che rimanda alla mente una riflessione di Ettore Sottsass molto cara ad Anna Iuliano: “Progettare architettura vuol dire disegnare un posto dove, al tramonto, due amici seduti per terra si raccontano, adagio, le storie della loro vita”.

di Floriana Morrone

Foto di Matteo Imbriani

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