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La ristrutturazione di un appartamento nel Greenwich village, frutto della totale sintonia tra la padrona di casa, Giovanna Randall, e l’Interior Designer Fawn Galli

Dagli incontri fortuiti che spesso prendono il via le imprese di maggior successo, sia nella sfera professionale che in quella privata. Ed è proprio ciò che è accaduto alla fashion designer
Giovanna Randall, anima ispiratrice, presidente e direttore artistico del marchio di abiti da sposa Honor Nyc, con un passato di cantante d’opera, nel momento in cui si è trovata a dover
ristrutturare la sua casa nel Greenwich Village, la zona più occidentale della Lower Manhattan.

Con il marito Eric Laufer, ingegnere aeronautico, avevano acquistato un Classic Six, il tipico appartamento di sei stanze che si costruiva a New York fino agli anni Quaranta del secolo scorso. Situato all’interno di un edificio degli anni Venti e affacciato sul Washington Square Park, necessitava di un profondo restyling.

Appartamento Greenwich Village

Creatività No Limits

Giovanna Randall aveva contattato diversi interior designer senza che nessuno riuscisse a condividere quell’idea giocosa e anticonvenzionale di casa che lei aveva in mente. Finché un articolo su una rivista, dedicato alla residenza a Brooklyn di una giovane decoratrice, Fawn Galli, non l’ha spinta a contattarla.
“Quando ci siamo incontrate c’è stata una sintonia immediata”, ricorda la padrona di casa. Cresciuta in una comunità hippie, formatasi al dipartimento di arti decorative della casa d’asta Christie’s, dove ha lavorato fianco a fianco con battitori del calibro di Robert A.M. Stern e Peter Marino, Fawn Galli adora i colori brillanti e i pattern eccentrici quanto Giovanna Randall.

Appartamento Greenwich Village

A parete, tessuto damascato Orion Aigue di Old World Weavers; la credenza è un pezzo vintage di Roche Bobois acquistato da
Formelibre; tavolo di Stacklab Design; lampadario custom made di Peter Mikic Interiors.

L’opportunità di annettere all’appartamento Classic Six l’attiguo Classic Seven, che nel frattempo i vicini avevano messo in vendita, ha fatto slittare l’avvio del progetto di interior di sei anni, durante i quali Giovanna e suo marito si sono dedicati a capofitto al lavoro e alla loro prima figlia.
Ma l’attesa è stata ripagata dalla totale trasformazione di uno spazio tutto sommato anonimo in una casa carica di suggestioni, dalla forte connotazione parigina e piena di sorprese.

Il salotto della casa

tende in seta con tessuti di Jim Thompson Fabrics e Metro Dyeing; il fiore è la culla Berceau Fleure degli anni ’70 di Philippe Pradalie per Atelier A, acquistata da Art Broker Design; coppia di sgabelli anni ‘60 con base in lucite della galleria Royle. Sopra, davanti all’infinity mirror di Ivan Navarro, Fawn Galli e il senior designer Tyson Ness.

Nella scelta dei tessuti, come in molti altri dettagli della casa, le connessioni con il mondo della moda si sono rivelate fortissime, dalle catene dorate di P. E. Guerin, che trattengono le tende del living, ai ritagli di abiti vintage che rivestono i cuscini sui divani, fino al decoro del soffitto della stanza degli ospiti, che replica il motivo di ispirazione marocchina di una stampa di Honor Nyc.
Per le tende del salotto, invece, Giovanna Randall si è ispirata all’abito da sposa ombré, bianco virante al rosso, della popstar Gwen Stefani, facendo immergere tendaggi di seta bianca di Jim Thompson in una soluzione rosa e viola, fino a ottenere un effetto cromatico degradé assai particolare.

La sala TV

Rivestito in velluto di Rose Cumming, il divano è stato realizzato da Todd Merrill sulla falsariga di un modello vintage di
Harvey Probber; i cuscini sono rivestiti con scampoli di abiti vintage; il coffee table tondo è il modello Guéridon Substance
di Hervé Van Der Straeten; quello triangolare è di Mathieu Matégot. Tappeto realizzato da Kyle & Kath su disegno di Fawn
Galli Interiors e piantana vintage di Reggiani acquistata da Inside-Room.

Ricchezza compositiva del décor di ogni ambiente, un quadro armonico ottenuto puntando su dissonanze e contrasti, più che su facili bilanciamenti; su dettagli eccentrici e tocchi vividi di colore, più che su classici accostamenti cromatici, esattamente alla maniera dei grandi chef, che sanno sorprendere, e al tempo stesso deliziare, componendo insieme gli ingredienti più improbabili in piatti di successo.

di Eloise Farnesi | Foto di Costas Picadas

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Case Design Stili Dicembre -Gennaio 2018

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