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Il termoarredo: l’evoluzione/rivoluzione di un elemento impiantistico divenuto elemento di design.

In principio fu il Centre Pompidou, a Parigi. Negli anni Settanta rovesciò il concetto di architettura recuperando quello di struttura, di pura funzione da dichiarare e addirittura esibire. A testimoniare il radicale cambiamento, il prospetto del Centre adottò tubature esterne di colore diverso in base al loro utilizzo: gialle per l’elettricità, rosse per gli ascensori e le scale mobili, verdi per l’acqua, blu per l’aria.

La funzione aveva ritrovato la sua identità e non doveva più nascondersi. Una vera e propria rivoluzione architettonica, estetica e culturale, che obbligava tutti, architetti e non, a considerare le cose da un altro punto di vista e che, negli anni, ha riguardato anche il nostro modo di abitare e gli oggetti della quotidianità.

Dal semplice radiatore al termoarredo

Radiatore Square di Tubes

Radiatore Square di Tubes

In principio, infatti, c’era il radiatore: necessario, insostituibile ma assolutamente da occultare: sotto la finestra, dietro una tenda, dietro una porta o anche a centro parete ma nascosto da improbabili carabottini in legno, con il risultato di limitarne l’efficienza. Doveva scaldare ma non dichiararsi. Praticamente la funzione senza la forma, perché anzi la forma si chiamava ingombro, cruccio di architetti e progettisti d’interni.

Tubes: Soho bathroom

Il radiatore è realizzato con profili in alluminio trafilato a caldo uniti tra loro mediante un sistema ad accostamento e bloccaggio brevettato.

Poi, la grande evoluzione/rivoluzione di ricomporre forma e funzione su un piano assolutamente paritetico, fatto di valenza estetica e prestazionale. Forma come risultato del design e funzione come risultato di tecnologie: e a questo punto anche il nome non può essere più lo stesso. Non più radiatore e neanche termosifone o calorifero, ma termoarredo, perché l’evoluzione/rivoluzione è anche linguistica.

L’estetica funzionale

Radiatore Trame di Tubes

Trame, design Stefano Giovannoni, in acciaio a basso contenuto di carbonio, intreccia i classici elementi tubolari in acciaio come fili colorati. Disponibile in versione idraulica, elettrica e mista.

“La rivoluzione”, spiega Cristiano Crosetta, Amministratore Delegato di Tubes Radiatori, “è nel passaggio da componente impiantistica a elemento d’arredo, a scultura architettonica declinabile in diverse soluzioni formali e dimensionali. Non più e non solo risposta ad un fabbisogno termico ma elemento estetico che nel design ha trovato la sua sostanza. Un complemento d’arredo sintesi di una cultura industriale che abbina l’artigianalità ai progetti dei grandi designer e alle tecnologie finalizzate al risparmio energetico e all’ecosostenibilità. Un concept semplice, ma di complessa realizzazione, una scommessa tutta da vincere”.

di Alessandra Valeri

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