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Tubes chiama Satyendra Pakhalé: nasce il radiatore add-On

Premiato nel 2008 con il prestigioso Red Dot , il radiatore modulare add-On di Tubes è stato scelto dal Centre Pompidou di Parigi per far parte della sua collezione permanente di arte contemporanea.
Dietro questo incredibile successo c’è l’indissolubile binomio tra design e tecnologia che da sempre è nelle corde dell’azienda veneta guidata dalla famiglia Crosetta.

Add-On: una rivoluzione nel campo dei radiatori Tubes

L’aspetto più rivoluzionario di add-On è forse la modularità. Si tratta infatti di un calorifero che risulta dal libero assemblaggio di moduli identici, componibili nelle due dimensioni secondo soluzioni infinite e prestandosi quindi a una personalizzazione spinta all’estremo.
Artefice del progetto è il designer indiano Satyendra Pakhalé, che dopo la laurea e un master in Design, ha studiato Advanced Design del prodotto in Svizzera per poi fondare nel 1998 fonda il suo studio ad Amsterdam, dove oggi vive e lavora.

Satyendra Pakhalé racconta add-On

Come lo stesso Satyendra Pakhalé racconta, due sono state le linee guida che hanno indirizzato il suo lavoro su add-On. Da un lato, l’idea di fare del radiatore (tradizionalmente considerato soltanto per il suo aspetto funzionale) un elemento di arredo a tutti gli effetti, con il quale fornire carattere agli ambienti, da utilizzare nel modo più libero possibile. Una grande conquista per un designer di interni.
D’altro canto, la possibilità di portare la fonte di calore (dunque l’elemento radiante) in qualunque punto della casa se ne avesse bisogno, dunque non necessariamente addossato a una parete.
Le sue particolari caratteristiche permettono infatti ad add-On di essere utilizzato anche al centro di un ambiente, come elemento divisori tra due aree della stessa stanza. Duplice in questi casi il vantaggio: disporre di una fonte di calore, all’occorrenza, anche al centro di un ambiente e suddividere, in modo meno pesante di come lo si potrebbe fare con un tramezzo o un mobile, un grande ambiente in due o più parti.
Satyendra Pakhalé parla di add-On come di un “radiatore infinito” , dal design semplice e misurato.
Nella sua espressione estetica d’insieme sembra un divertente oggetto-scultura dall’apparenza ludica, quasi un puzzle o una base per i mattoncini del Lego, destinato a un montaggio “fai-da-te”.

La tecnologia Tubes dietro al successo di add-On

Dietro questo aspetto apparentemente semplice e leggero c’è il grande know-how tecnico di Tubes, frutto della lunghissima esperienza dell’azienda nel settore dei caloriferi.
In realtà, add-On è sintesi di design e tecnologia, è frutto di un chiaro e lungimirante concept progettuale perfezionato dalla competenza a marchio Tubes in fatto di calore.
La ceramica, materiale scelto dal designer per i moduli di add-On (delle dimensiomi di 12×24 cm), nasconde un’anima in alluminio, la cui messa a punto ha richiesto alcuni anni di sperimentazione che hanno dato luogo a modifiche sostanziali rispetto al prototipo iniziale.
Se la ceramica, infatti, è un materiale ideale per assorbire, mantenere e cedere il calore in modo costante, solo l’alluminio era in grado di assicurare uno scambio termico rapido, la migliore precisione di accoppiamento dei moduli e la leggerezza della struttura.
Nelle parole di Satyendra Pakhalé e di Renzo Crosetta (responsabile della produzione di Tubes), il racconto di come add-On sia diventato, da un’idea apparentemente visionaria, un oggetto concreto e di successo, esportato in tutto il mondo.

Il video è tratto dalla monografia A2 Brand & Design condotta da Giorgio Tartaro, realizzata e trasmessa da Leonardo e interamente dedicata a Tubes

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