alice lifestyle leonardo marcopolo

La seduta è vintage. Forme geometriche, gambe divaricate e un’inclinazione dello schienale che supera non di rado i centodieci gradi, per rendere irresistibile l’invito a prendervi posto, rimandando, ad oltranza, la decisione di rimettersi in piedi e lasciare la comoda seduta.
La riedizione della storica sedia bassa CM 194 HD, disegnata nel 1955 da Pierre Paulin, mantiene inalterate le proporzioni accoglienti che abbracciano il corpo e le asimmetrie invertite tra basamento e seduta, a lui molto care. Lo schienale alto offre sostegno alle spalle e alla testa.
Da Gio Ponti a Marco Zanuso, i grandi maestri all’opera negli anni Cinquanta e nei due decenni successivi avevano le idee molto chiare su quali caratteristiche dovesse avere una poltrona confortevole. Ma seppero spingersi anche oltre, scegliendo con cura i materiali, sperimentandone di nuovi e sviluppando un’attenzione per i dettagli che ha trasformato molte delle loro creazioni in icone.
Forme antropomorfe e un rivestimento, in tessuto o pelle, accoppiato ad ovatta di poliestere, che sembra calzarle come un abito, per la seduta disegnata da Jehs+Laub. Con struttura interna in vetroresina, sfoggia tagli e nervature che la rendono particolarmente confortevole. Il rivestimento è amovibile tramite cerniere nascoste che corrono lungo l’intero profilo della poltrona.
E anche il colore ha fatto la sua parte, con azzurri elettrici, gialli limone ed efficaci bicromatismi, riproposti con successo anche nelle riedizioni più recenti.

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