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Allo stadio Domiziano di Piazza Navona, l’evento dell’antica Maison de Champagne Ruinart per celebrare il sodalizio con l’arte contemporanea.

Conosciuto in tutto il mondo come “The invisible man”, l’artista cinese Liu Bolin è stato protagonista, con le sue opere fotografiche, della mostra all’interno dello Stadio di Domiziano a Roma, location d’eccezione scelta da Ruinart, la più antica Maison de Champagne, per  l’evento Maison Ruinart Roma, dal 10 al 12 ottobre scorso.

Ruinart celebra l'arte contemporanea

“The invisible man”, l’artista cinese Liu Bolin

Una testimonianza del profondo legame di Maison Ruinart con il mondo dell’arte contemporanea, come spiega Frédéric Panaïotis, Chef de Cave della Maison: “Ruinart ha intrattenuto relazioni strette e di lunga data con il mondo dell’arte e del design, a partire dal 1896, quando André Ruinart commissionò all’artista ceco Alfons Mucha la creazione di un poster pubblicitario.
Era la prima volta che una champagne house commissionava un lavoro ad un artista. La famiglia Ruinart ha raccolto opere d’arte durante il XIX e XX secolo in quanto faceva parte della sua “art de vivre”. Da allora, Ruinart si è dedicata all’arte attraverso il sostegno di importanti festival e istituzioni artistiche internazionali e, naturalmente, alla scelta, ogni anno, di un artista contemporaneo che rappresenti la Maison. In tal modo, la casa condivide il suo patrimonio, la sua storia e il suo know-how attraverso la visione originale e creativa di artisti di talento”.

Nata nel 1729, per volontà di Nicolas – ispirato dalla figura di Dom Thierry Ruinart, benedettino e storico francese che aveva intuito le grandi potenzialità del vino con le bollicine prodotto nella regione di Champagne, la maison Ruinart si distinse subito per qualità ed eleganza dei prodotti,  identificandosi completamente con lo Champagne e dando il via a ben sette generazioni di storia e bollicine.

Ruinart celebra l'arte contemporanea

“Ruinart ha radici profonde nel territorio”, continua Frédéric Panaïotis; “è la prima Maison nella storia della Champagne e questo ci conferisce anche una responsabilità dal punto di vista culturale. Crediamo che l’arte sia un modo per trasformare e trascendere la nostra vita quotidiana e creare emozioni. Eleva l’anima e aiuta a connettersi con la bellezza ed a cambiare la nostra visione del mondo. In questa prospettiva, la nostra connessione con l’arte è essenziale”.

Una vocazione che annovera opere di Maarten Baas, Gideon Rubin, Hervé Van Der Straeten, Piet Hein Eek, Georgia Russell, Hubert Le Gall, Erwin Olaf e Jaume Plens e adesso anche di Liu Bolin.

«Amo davvero il lavoro di Bolin», spiega Frédéric Dufour, da otto anni alla guida della maison de champagne. «Lo amo per la dimensione umana che di Maison Ruinart ha svelato, per il tributo che ha dato a uomini e donne che non si vedono mai, sconosciuti, ma che sono quelli che all’arte della vinificazione dedicano da dietro le quinte tutta la loro forza».
Persone che Liu Bolin ha inserito nell’opera: in otto grandi immagini la figura umana, grazie al lavoro di camouflage di cui Bolin è maestro, si fonde alle forme e ai colori degli sfondi, vigneti, bottiglie dorate, macchinari nascosti nelle profondità delle caves di gesso di Reims, a 40 metri di profondità.

Ruinart celebra l'arte contemporanea

La coffret limited edition di Ruinart dell’artista Liu Bolin

Una interazione con l’artista cinese che Ruinart celebra con uno scrigno d’arte in limited edition per custodire il Jéroboam Ruinart Blanc de Blancs. Per personalizzare questo coffret, Liu Bolin ha utilizzato le giacche indossate durante le sue performance e ha così decorato in modo elegante dieci confezioni in legno 100% eco, ciascuna con un numero specifico. Queste giacche su misura sono come capi d’abbigliamento haute couture d’eccezione, ambasciatori della Maison Ruinart e della sua cultura dell’eccellenza.
All’interno del coffret, la bottiglia di Jéroboam di Ruinart Blanc de Blancs custodisce “uno champagne fragrante e fresco, molto accattivante ed elegante, molto moderno nello stile”, come spiega ancora Frédéric Panaïotis. “Mantenere questa modernità implica un costante movimento, la capacità di affinare lo stile anno dopo anno per rimanere fermi su un prodotto eccellente. In cantina, il team di vinificazione utilizza attrezzature all’avanguardia e lavora a programmi di ricerca e sviluppo per anticipare desideri e gusto dei consumatori di domani. Dedichiamo, inoltre, grande attenzione alla sostenibilità, in tutte le fasi, dalla vigna alla confezione”.

La stessa attenzione che Ruinart dedica alla cucina più raffinata ed elegante, naturale alleata per promuovere e apprezzare le sue varie cuvées, esaltate da abbinamenti gastronomici particolari. Nella serata romana, gli occhi erano puntati su Cristina Bowerman, una delle poche chef italiane stellate, che con il suo show cooking ha realizzato i piatti  da accompagnare agli champagne Ruinart, dal Cuvée Blanc de Blancs al Rosé, dal Dom Ruinart 2016 al Dom Ruinart Rosé 2004.

di Floriana Morrone

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