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Artista e designer di rilievo internazionale, Riccardo Dalisi nasce a Potenza nel 1931 e vive a Napoli dove insegna Progettazione architettonica e Disegno industriale presso la Facoltà di Architettura dell’Ateneo Federiciano II.

Laureatosi a Napoli nel ’57 si è distinto come l’architetto inventivo. Allievo di Della Sala, che aveva lavorato con Gropius, Dalisi riconosce di avere appreso tra le altre cose dal suo maestro l’incontentabilità: non essere mai soddisfatti dei risultati, lasciarsi stimolare anche dall’errore.

I suoi lavori sono stati esposti o sono attualmente presenti in numerose collezioni private e nei più prestigiosi Musei europei e d’oltreoceano, come la Biennale di Venezia, il Guggenheim Museum di New York, e il Musèe des Art Decoratifs di Parigi.

Dalisi adopera il linguaggio come strumento di comunicazione diretta.

Lui stesso afferma che nelle sue opere manca una ricerca intellettuale del simbolico perché è l’immediatezza del sentimento che lo interessa: questa in particolar modo è la fonte del nostro sentire da cui viene l’amicizia, la simpatia, l’amore su cui si fonda la cultura.

La sua ricerca espressiva spazia, quindi, nel mitico, nell’arcaico, nel sacro.

Materiali poveri (ferro, rame, ottone) sono impiegati con amorevole manualità artigianale: nell’epoca dell’elettronica e dell’high tech, Dalisi ridona umanità e giocosa piacevolezza alle sculture, alle figure.

Da queste materie, opportunamente lavorate, Dalisi ricava suggestive sculture confluite in alcune serie come quella dei Suonatori, dei Re, dei Centauri, ma anche le figure della devozione: Cristo e la Madonna, i Guerrieri.

Nell’arte di fine millennio, con una drammatica visuale sulla condizione del mondo contemporaneo, le opere di Dalisi diffondono invece messaggi di serenità e speranza, di gioia di vivere, di fiducia nelle possibilità dell’Uomo.

Tra le sue opere più importanti ricordiamo Forma, Intervallo, Spazio del 1967 (dove viene approfondito no studio sull’intervallo tra la forma e lo spazio che sembra vuoto) e Architettura dell’imprevedibilità del 1970, esponendovi la geometria generativa che vede lo spazio come una pulsazione di regole geometriche ricchissime, accumulabili, con proprie regole e riscontri nella realtà urbana moderna.

In particolar modo la Geometria Generativa è divenuta una teoria verificata, in un metodo didattico insieme agli studenti, che ancora oggi si mostrano molto contenti di lavorare su questa base di impostazione teorica.

Nel 1979, viene incaricato dalla ditta Alessi di produrre una versione della classica napoletana, ed inizia il suo lavoro di ricerca sulla caffettiera napoletana.

Dai prototipi inventati nel quotidiano rapporto coi lattonai ed i ramaioli di Rua Catalana, Dalisi ha sempre sperimentato nuovi usi e funzioni per quello strumento che è ormai diventato il fulcro di un’opera buffa del design, premiata con il Compasso d’Oro 1981.

Riccardo Dalisi introduce, nel design il folclore, la manualità artigianale, i materiali antichi.

Nei suoi progetti, ha sempre concepito spazi modellati sulle forme viventi e sull’idea di trasformazione; come designer ha una grande esperienza e dottrina, creando forme che sono state commercializzate da note aziende quali: Zabro, Zanotta, Alessi, Oluce, Playline, Morphos, Fiat, Munari, Kleis, Baleri,

Segui l’intervista di Giorgio Tartaro a Riccardo Dalisi nel nostro video, tratto da una puntata del programma A2.

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