alice lifestyle leonardo marcopolo

Philomena Merckoll inizia la sua avventura a Marrakech in un giorno di primavera del 2005, durante un soggiorno in Marocco. “Ho amato il Marocco da subito”, racconta Philomena, che è cresciuta a Londra e che per motivi di studio ha vissuto a Dublino, Parigi, Berlino e New York, maturando un’esperienza che l’ha portata a lavorare con successo nel campo dell’arte contemporanea.

GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL RIAD

L'ingresso del riad

Vista del cortile principale dall’alto e nell’ingresso, a parete, arazzo antico egiziano e pavimento in marmo bianco e nero a scacchiera.

Per arrivare a vedere il riad Mena come si presenta oggi ai nostri occhi, il percorso di ristrutturazione e modernizzazione è stato lungo e tortuoso, come racconta Philomena: “ Per completare il tutto ci sono voluti sette anni! Qui a Marrakech c’è un ritmo di vita tanto diverso”.

La sala da pranzo

Nella sala da pranzo, pavimento originale con disegno marocchino; sedie e tavolo neri Tulip di Knoll International.

Determinante è stato l’incontro con l’interior designer Romain Michel Ménière, anche lui arrivato a Marrakech dopo esperienze di vita vissuta in diverse città europee e diverse esperienze lavorative nel fashion system e nell’interior design.   Indubbiamente il back-ground di Philomena e Romain Michel è ricco non solo di esperienze ma anche di personalità e per questo anche la loro collaborazione, legata alla scelta e alla ristrutturazione del riad Mena, è stata intensa e a volte anche carica di tensioni e discussioni.

Il salottino

Il salottino, con poltrocine realizzate su disegno da un artigiano locale; tavolini bassi africani; libreria in muratura; opera sul camino dell’artista Anton Zolotov; tappeto della Mauritania.

Con una superficie totale di 480 metri quadrati, il riad Mena è stato ristrutturato rispettando l’architettura marocchina e i metodi di costruzione tradizionali.
Ultimato nel 2013, il riad si sviluppa su due piani; al piano terra i soffitti sono alti 5 metri circa, mentre al primo piano, nella zona delle camere da letto, i soffitti raggiungono l’altezza massima di 3,5 metri.

Il bagno

In bagno, con pareti rifinite in tadelakt nero, armadio in legno realizzato su misura da un falegname locale.

Al piano superiore i cambiamenti sono stati radicali e, per un maggior comfort delle stanze da letto, sono stati aggiunti camini e bagni.

La cucina

In cucina, sedie in legno anni ‘50, di fattura italiana, acquistate in un negozio di antiquariato di Marrakech; pavimento originale marocchino dismesso da un riad adiacente e rimontato; credenza in legno di artigianato locale su disegno di Romain Michel Ménière; sulle mensole in muratura, tagine in ceramiche locale, teiere di fattura locale, sottopiatti in paglia intrecciata.

La camera padronale

La camera da letto di Barbara, mamma di Philomena; comodini su disegno in vetro e metallo bianco, lampade acquistate da un antiquario locale; copriletto indiano del negozio di Mustapha Blaoui; l’opera sul camino è una tela di sacco di patate acquistata al mercato delle pulci di Marrakech.

Il riad ha ora il suo linguaggio e la sua forza espressiva”, conclude Romain Michel Ménière. “Mi piace ricevere la sua energia, sembra che sia stato sempre come è oggi; è vicino al mio stile, al mio gusto e riflette, naturalmente, anche quello di Philomena: un riad giovane, fresco e gioioso”.

GUARDA LA PHOTOGALLERY DEL RIAD

di Robert Paulo Prall
foto di Gianni Franchellucci

Nessun contenuto correlato.

Share This