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Nel Peloponneso, l’architetto Elena Zervoudakis ha recuperato in chiave filologica ed ecosostenibile un rudere del XVIII secolo.

Il recupero di un rudere in Grecia.
La combinazione di elementi naturali forti, come torrenti e spiagge selvagge, grotte ricche di stalattiti e stalagmiti, con un patrimonio artistico fatto di chiese bizantine e austere torri in pietra, ha attratto anche i committenti di questo progetto, che all’architetto Elena Zervoudakis, dello studio ateniese Z- Level, hanno chiesto assistenza per acquistare e ristrutturare il complesso di ruderi adiacente ad un’antica torre e farne una residenza di vacanza.

Il recupero di un rudere in Grecia

L’esterno della casa

Il punto di partenza del progetto di ristrutturazione è stato la vista mozzafiato su una distesa di olivi digradanti verso il mare Mediterraneo, in grado di garantire all’abitazione privacy e, al tempo stesso, relax. La struttura su due piani, risalente al XVIII secolo, era in stato di completo abbandono, tagliata fuori dalla strada principale e raggiungibile solo percorrendo un sentiero lastricato, ma circondata da uno splendido giardino di ulivi, alberi di carrubo e cactus carichi di fichi d’india, immersa nell’abbraccio di una collina che ospita anche una grotta.

Ad est, il cortile confina con una torre, monumento storico del XVI secolo, svettante sul panorama e sulla cappella bizantina con dipinti murali del XII secolo poco distante. In questo contesto straordinario per bellezza e storia sono iniziati i lavori dell’architetto Elena Zervoudakis. I ruderi in pietra sono stati ristrutturati conservando gli elementi originali della struttura; negli interni è stato proposto uno stile sobrio, essenziale per non creare contrasti stilistici evidenti.

Interior Design in Grecia

gli interni della zona giorno di una delle due unità abitative ricavate, con la struttura originaria in pietra, al piano inferiore

L’attento restauro conservativo ha dovuto anche tener conto della mancanza di infrastrutture stradali e di reti idriche ed elettriche, orientandosi perciò in chiave ecofriendly, con l’utilizzo di materiali di recupero e tecniche costruttive locali, e focalizzandosi sulla autosufficienza energetica dell’edificio e, quindi, sulle strategie passive proprie della bioclimatica.
Ne è risultato un progetto energeticamente autosufficiente, che utilizza gli elementi naturali come acqua, sole e vento.

Il recupero di un rudere in Grecia

L’architetto Elena Zervoudakis ha puntato su uno stile d’interni minimale, ispirato alla natura dei luoghi.

L’organizzazione e la distribuzione degli ambienti è stata impostata in modo da favorire la giusta esposizione solare e la ventilazione naturale tra interni ed esterni, con il supporto di un efficace isolamento termico.

Il recupero di un rudere in Grecia

Il soggiorno è uno spazio aperto con ampi cuscini, che può anche essere trasformato in un’area notte. Gli arredi sono semplici, in legno naturale, come le scale.

Un sistema di raccolta delle acque piovane garantisce inoltre l’autosufficienza idrica. Strutturalmente, al corpo originario di due livelli, con una superficie totale di 88 mq, è stato aggiunto un nuovo volume di 62 mq. Il risultato ottenuto è un’abitazione composta da due unità indipendenti: il katoi, al livello inferiore, e l’anoi, a quello superiore.

La zona notte

La zona notte si sviluppa su livelli sfalsati, con un letto matrimoniale nel livello inferiore e un letto singolo posizionato sul soppalco. La struttura in legno non interferisce con il contesto, che ha una connotazione architettonica molto forte.

Interior Design in Grecia

Nel volume aggiunto, con il tetto a capriate, legno e pietra definiscono l’open space giorno/notte. Gli arredi mantengono la stessa essenzialità del resto dell’abitazione, improntata, nella scelta dei colori, ai toni della terra.

Ogni unità, grazie all’accesso indipendente, gode perciò di una propria privacy e di spazi esterni attrezzati per pranzi all’aperto e con una splendida vista sulla baia di Kotronas.

Il restauro di un rudere in Grecia

Il progetto di Elena Zervoudakis ha meritato una menzione speciale nel Domes Awards 2015 per la sua coerente originalità.

L’abilità di Elena Zervoudakis si è così compiutamente espressa nel dialogo tra natura e architettura, applicando le strategie proprie della tradizione costruttiva locale, votate al rispetto dell’ambiente e allo sfruttamento delle risorse energetiche naturali, al punto che il progetto ha meritato la menzione speciale nel Domes Awards 2015, “Best built work 2011-2014.

di Floriana Morrone 

Foto di Babis Louizidis

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