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L’Italia ha vinto, quest’anno, l’European Solar Decathlon con il progetto RHome.

Che cos’è l’European Solar Decathlon

La gara, nata nel 1999 negli Stati Uniti e promossa dal Dipartimento di Energia del Governo USA, nel 2010 si trasferisce anche in Europa e nel 2014 il concorso si è svolto in Francia, a Versailles.
Venti selezionati team universitari, provenienti da tutto il mondo, si sono confrontati in una sorta di “Olimpiade dell’Architettura sostenibile”, con l’obiettivo di progettare, costruire e simulare una vera vita domestica in un edificio residenziale ad alta efficienza energetica, alimentato con la sola energia solare.
Ogni eco-casa (in totale sono 16, una per ogni Paese partecipante) è stata sottoposta a dieci prove che, tramite monitoraggio e valutazioni di giurie internazionali, ne hanno svelato caratteristiche e prestazioni tecniche.

Il progetto Rhome

da www.rhomefordencity. it; Photo by Lorenzo Procaccini

Dopo la prima partecipazione italiana al Solar Decathlon 2012 nell’edizione di Madrid, con la casa “MED in Italy”, nel 2014 il gruppo di ricercatori, studenti e docenti dell’Università degli Studi Roma TRE e del Politecnico di Milano, con la proposta RHome, ha vinto la competizione.

Il progetto RHome

Il progetto RHome

Il progetto verte su cinque temi:

  • Rigenerazione
  • Relazione
  • Rapidità
  • Riduzione
  • Riuso

La rigenerazione urbana passa attraverso la densificazione degli edifici, con il conseguente aumento del suolo da convertire ad uso pubblico e a mobilità ridotta, che crea nuove opportunità di relazione tra persone e permette di ritrovare un’identità locale. Tutto ciò può avvenire in tempi rapidi, con soluzioni costruttive innovative e dinamiche, che consistono nella industrializzazione dei componenti dell’edificio (in legno), con tempi e costi chiari, e una più veloce manutenzione dell’edificio.

L’impatto ambientale dell’edificio diminuisce considerevolmente se si considera ogni intervento in un’ottica di efficienza energetica e di fattibilità di progetto. Si tratta di integrazione smart tra differenti elementi che lavorano in un unico organismo. Oltre al risparmio energetico e all’uso delle risorse rinnovabili di energia, un intervento sostenibile prevede oggi una giusta scelta dei materiali, il riciclo delle acque e la riconfigurazione dei componenti. Forse è stata proprio questa la filosofia che ha permesso al team italiano di vincere.

La struttura di RHome

Il progetto RHome

La struttura dell’edificio è concepita in modo da consentire la massima flessibilità e, in particolare, la possibilità di modificare e far crescere l’alloggio a seconda delle esigenze familiari. L’ innovazione in questo senso è quella di pensare alla futura trasformazione già in fase di  progettazione, anticipando diverse possibili configurazioni.

Il progetto RHome

Il prototipo presentato a Versailles è un appartamento di 60 mq che rappresenta l’ultimo piano del nuovo complesso urbano RHome. In questa casa, dove si nota di più l’integrazione con l’ambiente urbano, sono presenti caratteristiche architettoniche e innovazioni tecnologiche che non compaiono in un piano tipo o nel piano terra.

Lo spazio è articolato intorno al nucleo 3d, centro strutturale della casa ed elemento gerarchizzante e caratterizzante dello spazio, definendone le varie aree: la cucina , il soggiorno e la camera da letto. Le finestre sono protette da logge la cui presenza, nei due angoli  opposti, assicura uno schema originale e versatile.

Il prototipo di Versailles è solo una delle possibili configurazioni del progetto RHome.

Il progetto RHome

Entrando nel particolare della competizione, le due aree principali della casa relative alla vita pubblica (soggiorno) e alla vita intima (camera da letto) hanno un contatto diretto con il mondo esterno. In questo modo ognuno di questi spazi riceve il tipo di luce naturale più adatto alla propria funzione. Una grande attenzione è stata posta anche sulla scelta dei materiali e sulle tecnologie in grado di ridurre il più possibile i consumi.

Il progetto Rhome

Utilizzando uno stile innovativo e metodi di costruzione avanzati, RHome si concentra su nuovi concetti di sostenibilità ambientale per ottimizzare le risorse climatiche e i materiali locali. Uno dei principali problemi tipici del clima di Roma è rappresentato dal caldo estivo, cui ovviare con una serie di strategie passive come, ad esempio, la morfologia strategica della casa (cioè la corretta distribuzione degli spazi interni); la progettazione dell’involucro edilizio (esposizione delle superfici vetrate, isolamento termico, forma dell’edificio); l’ombreggiamento estivo attraverso le logge; l’inerzia termica garantita da masse naturali; la ventilazione naturale ottenuta da aperture strategiche che innescano una ventilazione incrociata.

Altro elemento innovativo di attenzione all’ambiente è la possibilità di dosare l’ingresso della luce naturale utilizzando schermi ombreggianti fotovoltaici.

di Daniele Giorgi
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