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Questa storia inizia nel 2003, con il viaggio in Australia di Patricia Urquiola, designer spagnola di fama internazionale, e Patrizia Moroso, art director del marchio d’arredo Moroso, e si conclude con un progetto, quello dell’abitazione di Patrizia Moroso, a Udine, realizzato da Patricia Urquiola con l’architetto Martino Berghinz.

Una casa nel verde

[ltGallery id=”31095″]Patrizia Moroso: il linguaggio della creatività[/ltGallery]

Nascosta tra gli alberi di un bosco appena fuori città, la grande struttura compatta in legno scuro richiama infatti nella volumetria l’Uluru, il massiccio roccioso che si staglia alto nel deserto australiano, dall’intensa colorazione rossa per la presenza di ferro.

Un progetto che testimonia un percorso di lavoro e di amicizia tra due donne con lo stesso nome e la stessa determinazione: il risultato è una miscela di colori e di stili, un contenitore originale, pieno di ricordi e di pezzi di design, collezioni di Moroso e arredi di vocazione etnica, in cui Patrizia Moroso vive con suo marito, l’artista senegalese Abdou Salam, e suoi figli, a breve distanza dal quartier generale del marchio.

Il living

Pavimenti in resina rosso-arancio su progetto di Kerakoll; lampada rossa Twiggy di Foscarini; divano turchese Lowland e poltrona Silver Lake in pelle gialla di Patricia Urquiola; pouf Dew, design Nendo; tavolinetto vintage; tappeto Reloaded di Golran per Moroso; foto di Boubacar Touré Mandémory; sulla destra, due lampade Rontonton, sempre di Moroso. In primo piano, tavolo in alluminio No Waste, disegnato da Ron Arad.

Si tratta di un volume architettonico di estremo rigore estetico, che accoglie all’interno un caos creativo solo apparente ed impostato invece, senza alcuna improvvisazione, ad una cura studiata dei dettagli, secondo il principio e la convinzione che la vera ricchezza sia la contaminazione.

La doppia altezza

Due viste dal piano superiore, riservato alla vita familiare, su quello inferiore. Il volume architettonico a doppia altezza esalta la luce naturale.

È una casa in un certo senso doppia, che esalta modelli di vita diversi e complementari: due piani, ciascuno completo di spazi funzionali specifici ma con destinatari differenti.

La cucina

La cucina del primo piano; sulla terrazza, le sedie Supernatural designate da Ross Lovegrove.

E così, un piano terra a contatto con il bosco, con salotto, cucina, sala da pranzo per i momenti di socialità e per gli incontri di lavoro, ed un piano superiore, come sospeso su una nuvola di alberi, che replica gli stessi ambienti funzionali ma in chiave più intima, riservata alla famiglia.

Patrizia Moroso

Patrizia Moroso su una poltrona della collezione Bohemian di Moroso.

Non una casa di rappresentanza ma un contenitore dell’esuberanza e della fantasia di Patrizia Moroso, una passione per l’arte, la musica, i viaggi e le diversità culturali riversate a piene mani tra le pareti domestiche: le suggestioni di Paesi lontani, India, Africa, Cina, tradotte nei pattern grafici di tessuti, tappeti, pavimenti, o più esplicite nei quadri di Sami, il marito di Patrizia.

Camino e salotto

Come  testimonia, al piano terra, lo scenografico salotto africano, su un piano sfalsato ribassato rispetto al pavimento, e rivolto verso il camino; il pavimento in mosaico di ispirazione africana del corridoio d’ingresso; le sedute della collezione M’Afrique di Moroso.

Positiva e  poliedrica, Patrizia è stata recentemente insignita del titolo di Cavaliere del Lavoro da parte dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio  Napolitano: un premio alla passione con cui ha conciliato il know-how artigianale e sartoriale con la produzione industriale, creando prodotti iconici che parlano di design, arte contemporanea e moda. E che fanno cultura.

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di Antonella Finucci

foto di Manolo Yllera/ag.Photofoyer

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