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Mirror House: una struttura fatta di specchi e vetro nel paesaggio incontaminato altoatesino.

Un progetto ambizioso del giovane architetto visionario Peter Pichler. Il valore aggiunto? la sostenibilità ambientale della costruzione.

Bioarchitettura è una parola molto utilizzata, spesso abusata in un paese come il nostro dove il patrimonio edilizio è il più vecchio d’Europa, anche con i pregi storico architettonici che questo comporta, e che richiederebbe una manutenzione straordinaria urgente e costosa.
Rendere una casa già esistente ecosostenibile significa migliorare la sua interazione con l’esterno, limitando le dispersioni termiche e puntando su un approvvigionamento energetico rinnovabile
anziché fossile (il sole, ad esempio, anziché il petrolio). Questo percorso ha due risvolti positivi, il contenimento della spesa di gestione degli spazi domestici e la riduzione dell’impatto ambientale prodotto dai consumi.

Mirror House a Bolzano

Una sezione
della Mirror House.

Da questo punto di vista, costruire ex novo una casa ecofriendly è più semplice ed offre spunti di originalità sorprendenti. Come nel caso del progetto Mirror Houses in Alto Adige, firmato dall’architetto Peter Pichler, studi presso l’Università di Arti Applicate di Vienna e in California, laurea con lode nelle masterclass di Zaha Hadid e Patrik Schumacher, sempre a Vienna, e collaborazioni con Rem Koolhaas a Rotterdam e con Delugan Meissl in Austria.

Mirror House a Bolzano

Le pareti vetrate della struttura lasciano entrare il paesaggio con tutta la sua bellezza ma, grazie al coefficiente di trasmittanza termica molto basso, non consentono dispersioni termiche all’edificio.

Le Mirror Houses sono due casette immerse in un meleto appena fuori Bolzano, nel contesto delle Dolomiti altoatesine. II committente, che vive in una casa-fattoria degli anni Sessanta  recentemente ristrutturata, ha chiesto all’architetto di progettare una struttura composta da due unità da destinare all’ospitalità per vacanze di qualità.
Uno dei principali obiettivi del progetto era creare la totale privacy tra le due abitazioni. I nuovi corpi sono orientati verso est e sono dotati di giardino privato, accesso autonomo, parcheggio e una piccola cantina con ingresso separato, per il deposito delle eventuali attrezzature sportive.

Ogni unità è composta da un ampio living, un bagno e una camera da letto con grandi lucernari apribili, che danno ai locali luce e ventilazione naturali. Il progetto è suddiviso in due volumi a quote e allineamenti diversi, per ammorbidire la percezione dell’insieme e dare movimento a ciascuna costruzione. Entrambe le abitazioni sono rialzate rispetto alla quota terreno, un accorgimento che esprime leggerezza e migliora la vista verso il suggestivo paesaggio circostante.

Mirror House a Bolzano

Le “Mirror Houses” con le pareti specchiate che riflettono la natura circostante, i meleti della periferia di Bolzano in cui sono immerse.

A est, il volume costruttivo si apre con una grande facciata vetrata che si raccorda con linee curve nell’involucro di alluminio nero. Sulla facciata ovest, una vetrata specchiata si affaccia verso il giardino del proprietario, catturando il panorama e rendendo le unità quasi invisibili se osservate dal retro. Ma come diventa particolarmente ecosostenibile un’abitazione così aperta verso l’esterno? Essenziale è innanzitutto la struttura, in questo caso realizzata prevalentemente in legno (con tecnica a telaio: un’orditura di travi e pilastri ripetuti sia sul piano orizzontale che verticale), una materia prima naturale e rinnovabile.

Mirror House a Bolzano

La struttura leggermente rialzata rispetto al terreno esprime leggerezza e migliora la vista verso il suggestivo paesaggio circostante

L’azienda altoatesina Südtirolhaus, che si è occupata della prefabbricazione in cantiere degli elementi successivamente assemblati sul posto (una tecnica che consente tempi e costi certi) ha utilizzato solo legno certificato PE FC (Programme for Endorsement of Forest Certification) e FSC (Forest Stewardship Council), ovvero proveniente da selvicoltura controllata e sostenibile, dove ogni pianta tagliata viene sostituita con una nuova. Un secondo aspetto da considerare riguarda la materia prima.

Il legno funge, infatti, da regolatore del clima interno, in grado di immagazzinare umidità e di rilasciarla nel momento del bisogno. Per una maggiore efficienza energetica, la struttura è stata sottoposta al trattamento isolante con fibra di legno naturale per le pareti e con “pacchetto isolante” di spessore di 32,5 cm, sempre nello stesso materiale, per la copertura del tetto con PV C, a cui è sono stati aggiunti i listelli di areazione per lamiera.

Mirror House a Bolzano

Per la costruzione di questa struttura è stato utilizzato solo legno certificato PEFC e FSC, proveniente da selvicoltura controllata e sostenibile, in cui ogni pianta tagliata viene rimpiazzata

Le case, certificate Casa Clima (il marchio di qualità dell’Agenzia che attesta l’efficienza energetica degli edifici in Alto Adige) è inoltre dotata di un impianto solare-termico per l’approvvigionamento dell’acqua calda e del riscaldamento, tramite pannelli radianti a pavimento, esclusivamente con l’utilizzo di fonti rinnovabili.
A dispetto di quanto può essere percepito visivamente, in questo modo anche una struttura così vetrata può essere efficacemente protetta dalle dispersioni termiche. Innanzitutto grazie all’applicazione dei tripli vetri, ma anche per il coefficiente di “trasmittanza termica” dei vetri molto basso, che sta a indicare un ottimo elemento costruttivo perché poco incline alle dispersioni di calore.

Interni della mirror house a Bolzano

Pareti scorrevoli in legno frazionano l’ambiente unico in zona giorno, con cucina, e zona notte con bagno. Pavimenti e rivestimenti sono in resina bianca; le finiture e le pareti divisorie interne sono in cartongesso.

“Abbiamo rivestito le strutture di supporto in legno con lamiere in alluminio trattate e verniciate”, spiega Kross Lorenz di Metall Ritten, l’azienda che ha realizzato le vetrate su misura. “Superfici leggermente opache e strutturate si raccordano con sezioni curvilinee, mentre gli elementi in vetro tagliati a misura vanno a chiudere le aperture. Abbiamo, poi, nascosto il sistema di fissaggio delle sei superfici specchiate alte quattro metri, così che possano assolvere la loro funzione: risultare invisibili e rendere l’edificio pressoché impercettibile nella natura”, conclude. Peter Pichler ha raggiunto così il suo obiettivo estetico e funzionale e conferma l’estro visionario che gli è valso la nomina come miglior giovane talento italiano dalla Camera nazionale degli architetti in Italia.

di Floriana Morrone
Foto di Oscar da Riz e Nicolò Degiorgis

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