Convegno conclusivo Festival del Design: Una nuova generazione per il design
OS Club un nuovo spazio polifunzionale a Roma attento al design
Maxxi World Building 2010 - Fotogallery

"E' un edificio che si relaziona in modo vivace con i volumi della città. E' come un Guggenheim srotolato in percorsi di spazio continuo (…) un edificio di cui si parlerà ancora nella storia dell’architettura dei prossimi 50 anni".
Con queste parole la giuria del WAF World Architecture Festival di Barcellona, presieduta da Paul Finch, ha decretato lo scorso 5 novembre la vittoria del MAXXI, progettato da Zaha Hadid Architects, come “miglior edificio dell’anno 2010”.
Dopo lo Stirling Prize del RIBA, il prestigioso premio assegnato lo scorso 2 ottobre dal Royal Institute of British Architects, si aggiunge dunque un altro importante riconoscimento internazionale.
Con l'occasione vi offriamo una galleria fotografica con i migliori scatti del Maxxi a Roma.
Photography © Iwan Baan e Roland Halbe

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Come Arredare

Arriva in edicola il 30 luglio il nuovo numero del magazine Case&Stili, ricchissimo come sempre di suggestioni e spunti utili in fatto di arredo e design. Un numero ricchissimo come sempre di notizie, spunti, curiosità e bellissime immagini che ci portano alla scoperta di progetti abitativi in giro per il mondo. Tra gli altri segnaliamo il servizio Cottage in black che ci porta alla scoperta di una casa molto singolare e in controtendenza a East Hampton, che porta la firma del designer Mark Zerff [caption id="attachment_48681" align="alignnone" width="622"] L'originale interno del Cottage in black a East Hampton firmato dal designer Mark Zeff. Foto di Gianni Franchellucci,[/caption] Il viaggio ideale proposto da Case&Stili di agosto/settembre ci porta poi in Brasile, con il progetto di stampo funzionalista e dall'impatto fortemente "geometrico" del pluriapremiatoarchitetto brasiliano Isay Weinfeld [caption id="attachment_48682" align="alignnone" width="622"] Il progetto dell'architetto brasiliano Isay Weinfel nella campagna di Piracicaba, a nord ovest di san Paolo - Foto di James silverman[/caption] E ancora un tuffo nell'azzurro intenso  a Lipari, nelle isole Eolie, a casa della conduttrice Veronica Maya, che ci ha aperto le porte del suo "buen ritiro" estivo. [caption id="attachment_48683" align="alignnone" width="622"] La conduttrice Veronica Maya ci ha accolto nella sua bella casa in stie mediterraneo sull'isola di Lipari[/caption] C'è tutto questo e molto altro ancora nel nuovo numero di Case&Stili, che trovate in edicola partire da giovedì 30 luglio.  Pronti a partire in viaggio con noi?
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News

Appuntamento, dal 25 luglio al 20 settembre, alle Scuderie del Quirinale, per una mostra imperdibile: Arte della Civiltà Islamica. La Collezione al-Sabah, Kuwait. Dal 25 luglio, le Scuderie del Quirinale aprono i battenti della mostra “Arte della Civiltà Islamica. La Collezione al-Sabah, Kuwait” promossa da Roma Capitale‐Assessorato alla Cultura e Turismo e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Dar al-Athar al-Islamiyyah, National Council for Culture, Arts & Letters, Kuwait. L’esposizione è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e dell’Emiro del Kuwait Sua Altezza Sheikh Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah. Le meraviglie che vi aspettano... [caption id="attachment_47553" align="alignnone" width="800"] Coppia di bracciali (bazuband) in oro con incastonati diamanti e smeraldi disposti a formare un motivo floreale.[/caption] In mostra oltre 360 oggetti che ripercorrono mille e quattrocento anni di storia dell’arte islamica con una ricchissima varietà tipologica (ceramiche, miniature, gioielli preziosissimi oltre a tappeti, tessuti e oggetti in avorio) e geografica (dalla Spagna fino alla Cina) a comporre l’affascinante affresco di una straordinaria civiltà che ha segnato con i suoi influssi la nostra cultura. La storia... [caption id="attachment_47550" align="alignnone" width="650"] Capitello marmoreo in stile corinzio con una iscrizione in cufico col nome dello scultore[/caption] Da quaranta anni lo Sceicco Nasser Sabah al-Ahmad al-Sabah  e sua moglie, la Sceicca Hussah Sabah al-Salim al-Sabah, raccolgono opere d’arte islamiche e del Medio Oriente pre-islamico. La loro collezione, stimabile in circa 35.000 oggetti, è certamente una delle più importanti al mondo, non solo per ampiezza, ma anche per qualità e originalità delle opere. In occasione della Festa Nazionale del Kuwait,  il 23 febbraio 1983, la Collezione (chiamata poeticamente Dar al-Athar al-Islamiyyah, “Casa delle Espressioni Culturali dell’Islam”) venne offerta in prestito permanente al Museo Nazionale del Kuwait dove rimase fino alle tragiche vicende dell’invasione irachena nell’agosto 1990. [caption id="attachment_47556" align="alignnone" width="650"] Coppa in ceramica decorata internamente con un motivo simmetrico e speculare di palmette e semi palmette[/caption] Dalla razzia allora operata si salvarono un centinaio di oggetti, il nucleo della mostra “Arte Islamica e Mecenatismo”, protagonista di un tour che ha toccato oltre venti fra i musei più importanti del mondo giungendo anche in Italia, a Firenze, nel 1994. Le altre opere, in seguito quasi integralmente recuperate a Baghdad, sono poi tornate in Kuwait e costituiscono oggi una delle raccolte medio orientali più complete e prestigiose al mondo. [caption id="attachment_47554" align="alignnone" width="650"] Mattonella ottagonale di ceramica con corpo in “pasta fritta”[/caption] Il Dar al-Athar al-Islamiyyah, guidato con competenza e passione da Sheikha Hussah, non è solamente un museo ma un centro culturale polifunzionale attivo in un paese, il Kuwait, con una grande propensione e vocazione alla cultura, colta e popolare, caratteristica che lo distingue e rende unico. Conoscere, capire, educare al bello sono compiti irrinunciabili di ciascun individuo, una missione complessa e difficile in questi anni di tensioni, scontri e conflitti armati che creano insicurezza e paure; il mondo si interroga su quale risposta fornire alla drammatica e violenta realtà che ci circonda, e “le donne e gli uomini di buona volontà” incessantemente cercano e percorrono un cammino che è fatto di dialogo e comprensione, pur nelle differenze, mai negate, ma semmai percepite come un importante valore. I mondi islamici (impossibile e errato coniugare Islam al singolare) sono negli ultimi anni saliti alla ribalta per ragioni disparate di ordine religioso, economico e politico, ma sempre più si è imposta la necessità di conoscere, capire, educare. L’arte in questo senso è la migliore ambasciatrice di culture e civiltà ormai più che millenarie. La Collezione al-Sabah [caption id="attachment_47551" align="alignnone" width="650"] Bicchiere di vetro blu trasparente con motivo “spianato” di nastri bianchi opachi[/caption] La ricca e variegata Collezione al-Sabah attraverso l’esposizione di oltre trecento opere permette al grande pubblico di avvicinarsi a una espressione artistica multiforme, ricca, elegante, raffinata e per molti versi assolutamente sorprendente. Una sfida al dialogo e alla comprensione e allo stesso tempo una scoperta preziosa. I visitatori potranno ammirare opere di straordinaria raffinatezza: dalle pagine del Corano mirabilmente dipinte a quelle di libri e manoscritti miniati; capitelli marmorei con iscrizioni e scatole in avorio decorate con uccelli e piante; sfarzosi tappeti lavorati in lana e bellissimi tessuti in velluto e seta; collane e bracciali d’oro, diamante e pietre preziose; pugnali di giada incastonati con rubini e smeraldi e persino pedine del gioco degli scacchi in cristallo di rocca. Il percorso della mostra [caption id="attachment_47552" align="alignnone" width="650"] Scatola cilindrica in avorio scolpito con la raffigurazione di unicorni, uccelli e piante[/caption] La mostra si articola in due parti. La prima è rigorosamente cronologica e introdotta da una piccola sezione numismatica atta a inquadrare storicamente e geograficamente le principali fasi dello sviluppo delle civiltà musulmane. Si prendono le mosse dalle influenze delle grandi civiltà rivali di quella nascente islamica (tardo antica bizantina da un lato, mesopotamica orientale dall’altro, non senza sottovalutare gli apporti centroasiatici, indiani e dell’Oriente più estremo) sugli inizi e sul periodo formativo, per passare allo sviluppo di un linguaggio artistico autonomo e peculiare che via via si ramifica e consolida con esiti di superbo equilibrio, per concludere con i tre grandi imperi cinquecenteschi, veri giganti politici e culturali: l’impero mediterraneo dei Turchi Ottomani, quello iranico dei Safavidi di confessione sciita, ma straordinariamente aperti al resto del mondo, e l’opulenza fiabesca della corte indiana dei Moghul. [caption id="attachment_47555" align="alignnone" width="650"] Collana d’oro e pendente con incastonati diamanti e un ulteriore grano pendente in smeraldo.[/caption] Nella seconda parte si esemplificano i temi e i modi artistici centrali delle esperienze artistiche islamiche: il rigore formale delle stupende calligrafie, la scientifica e dotta esplorazione delle possibilità matematico-geometriche, l’inesausta e infinita fantasia del motivo floreale ripetuto (arabesco), fino alla rappresentazione astratta e realistica della figura animale o umana a smentire il trito e falso mito della iconoclastia islamica. Chiude la mostra lo sfarzo del tesoro con le opere di oreficeria, principalmente indiane, vanto della Collezione al-Sabah che in questo settore non teme, per quantità e qualità delle opere, rivali al mondo.
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Salone del Mobile 2015

Forma e materia si incontrano in opere uniche realizzate da Oikos in occasione della Milano Design Week 2015. Durante la Settimana del Mobile infatti, Oikos ha dialogato con molte aziende, con architetti e creativi ed è diventata protagonista, al centro dell’attenzione proprio per il suo modo innovativo di concepire la materia per l’architettura. Libeskind per Oikos: future flowers [caption id="attachment_39402" align="alignnone" width="622"] L'opera di Daniel Libeskind per Oikos in occasione della Milano Design Week 2015[/caption] Future Flowers è stata una delle installazioni più prorompenti. Realizzata nel Cortile Farmacia è “una composizione dedicata alla gioia della luce, del colore, e alla magia della linea retta” racconta lʼarchitetto. Partendo da uno dei disegni di Libeskind della serie “Chamberwork”, poi sviluppato tridimensionalmente, il risultato è una composizione di linee e piani strutturata su pannelli, piegati e tagliati arricchiti dellʼaggiunta di densità e colori della nuova tavolozza ideata appositamente da Oikos per Libeskind. Vibrante è ciò che pare muoversi ritmicamente generando una frequenza. È ciò che crea emozione, movimento, empatia dinamica nellʼanimo dellʼosservatore. “Il colore è essenza stessa della vita” ha affermato lʼarchitetto statunitense, un elemento imprescindibile della sua attività progettuale. Per questo Oikos continua la creazione di prodotti che interpretano i pensieri, le aspirazioni, le scelte creative dei progettisti che si riscoprono innovatori e ricercatori". Oikos e il progetto della Oxigen Eco Tower Il progetto della Oxygen Eco Tower sarà visibile al Palazzo Litta, durante la design week milanese. La torre residenziale, ideata da Massimo Roj - Progetto CMR in partnership con Oikos che firma i colori degli Interni, è un progetto interamente made in Italy. Alto tasso di comfort e utilizzo di fonti rinnovabili lo rendono un edificio green, in armonia con la natura. Vincitrice del Peopleʼs Choice Award al Mipim 2015 di Cannes, la torre arricchisce le funzioni residenziali con arredi confortevoli e raffinate finiture, frutto della collaborazione con le realtà italiane leader del proprio settore. Oikos per Michele De Lucchi e Andrea Branzi Interpreti dʼeccezione a Palazzo Litta,  il grande maestro Michele De Lucchi, progettista del padiglione Zero ad Expo 2015, ed il noto architetto e designer, Andrea Branzi, co-fondatore di Domus Academy, prima scuola internazionale post-laurea di design, che presenteranno, in collaborazione con Oikos colore, materia per lʼarchitettura e il design sostenibile, Aesthetics of Misery (LʼEstetica della Miseria). La mostra, risultato di un workshop al Politecnico di Milano supervisionato da Francesca Balena Arista e Marco De Santi, presenta sedici progetti di scenografie sul tema della miseria, indaga il concetto di design sostenibile e la ricerca progettuale che nasce a partire dal senso della materia, inteso come origine di idee e cose. Tema fondamentale questo per Oikos, da anni impegnata nella ricerca e sperimentazione di materie e colori sostenibili, ecologici, basati sul recupero e riuso dei materiali di scarto, attenti alle esigenze più raffinate dei progettisti internazionali. Oikos per Paola Lenti: Beyond Colour Continua la collaborazione tra Oikos e Paola Lenti; una partnership che si rinnova per il 5°anno consecutivo grazie alla condivisione della stessa visione: il colore come elemento imprescindibile della progettazione contemporanea. Il team ricerca e sviluppo di Oikos, insieme alla desinger piemontese, ha studiato con scrupolosa attenzione panorami cromatici e texture su misura, mettendo a disposizione della progettista le proprie ricerche in materia di innovazione e sostenibilità. Lʼobiettivo è sottolineare lo sguardo del lavoro portato avanti dalla Lenti, fatto di “vedere oltre”, aprire lo sguardo al di là dei limiti dellʼimmaginazione. Oikos per Silvio De Ponte Lo Studio De Ponte propone per il Fuorisalone un allestimento immersivo realizzato attraverso affascinanti superfici verticali, orizzontali, tridimensionali dalle alte qualità percettive e sensoriali: un percorso tra materiali eterogenei dove colori, luce, suono, tatto, profumi si incrociano in una particolare atmosfera che rende partecipe il visitatore in un viaggio emozionante. Integrandosi con la scenografia dellʼallestimento, i colori e la materia Oikos, derivanti dal recupero e scarti di produzione, confermando la massima attenzione dellʼazienda per la sostenibilità, definiscono uno spazio di bellezza, trasformano il rapporto tra luce, materia e superfici, si intrecciano con pieni e vuoti, raccontano storie di riflessi, stratificazioni, trame, vibrazioni, trasparenze. Temporary Oikos Space Nel cuore di Brera, zona centrale di Milano, a due passi dallʼAccademia di Brera, proteso mediante una cupola trasparente sulla via pedonale Fiori Chiari, nasce Temporary Oikos Space, uno spazio pensato e voluto per accogliere i visitatori durante la Design Week e successivamente durante i mesi dellʼExpo. Temporary Oikos Space è un nuovo modo di vedere la materia: un luogo a disposizione per i visitatori della settimana internazionale del Design, dellʼExpo, per la stampa specializzata, per chi desidera semplicemente fermarsi per un drink, un caffè, usufruire di un collegamento wi-fi, circondato da colori, materie, tecnologia.
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