Convegno conclusivo Festival del Design: Una nuova generazione per il design
OS Club un nuovo spazio polifunzionale a Roma attento al design
Maxxi World Building 2010 - Fotogallery

"E' un edificio che si relaziona in modo vivace con i volumi della città. E' come un Guggenheim srotolato in percorsi di spazio continuo (…) un edificio di cui si parlerà ancora nella storia dell’architettura dei prossimi 50 anni".
Con queste parole la giuria del WAF World Architecture Festival di Barcellona, presieduta da Paul Finch, ha decretato lo scorso 5 novembre la vittoria del MAXXI, progettato da Zaha Hadid Architects, come “miglior edificio dell’anno 2010”.
Dopo lo Stirling Prize del RIBA, il prestigioso premio assegnato lo scorso 2 ottobre dal Royal Institute of British Architects, si aggiunge dunque un altro importante riconoscimento internazionale.
Con l'occasione vi offriamo una galleria fotografica con i migliori scatti del Maxxi a Roma.
Photography © Iwan Baan e Roland Halbe

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Immaginate di poter compiere un viaggio a ritroso nel passato e di ritrovarvi catapultati, al termine del tragitto, in un’abitazione degli anni Cinquanta, impeccabile e funzionale o, poco più avanti nel tempo, di finire in una stanza d’albergo degli anni Sessanta, raffinata e briosa. È quanto offre la mostra a cura di Lorenzo Ciompi “Camere d’artista. Il design italiano 1930 1960”, in programma dal 24 luglio al 14 settembre nella sede di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, una celebrazione della decorazione d’interni e del design italiano nell’arco temporale, compreso tra gli anni Trenta e i Sessanta, che ha segnato la supremazia assoluta del nostro Paese in ambito internazionale, partecipando alla costruzione del mito del Made in Italy e al suo radicamento nella memoria collettiva. Ma la qualità dell’esposizione, alla quale partecipano molti degli importanti pezzi della collezione personale di Lorenzo Ciompi, è legata anche alla novità del progetto espositivo, che presenta sedute, tavolini, scrivanie, lampade inserite in soluzioni d’arredo coordinate, che ben delineano lo stile dell’epoca al quale ogni singolo pezzo risale.   Il visitatore può così apprezzare, a distanza di oltre mezzo secolo, una sala da pranzo di Ico Parisi del 1952 con i Mobili Italiani Moderni di MIM; una camera d’albergo realizzata da Gio Ponti nel 1964 e una camera da letto del 1930 di Maurizio Tempestini, l’architetto che, con l’ingegnere Nello Baroni e il paesaggista Pietro Porcinai, tra gli anni Trenta e i Quaranta del secolo scorso firmò progetti di grandissimo pregio in Versilia, tra i quali La Capannina di Forte dei Marmi. Sono una testimonianza di questi interventi i bellissimi acquerelli preparatori realizzati da Tempestini per presentare alla committenza i suoi progetti, vere  opere d’arte se paragonate ai progetti in AutoCad dei giorni nostri. I cultori dell’arte tout court troveranno un’ottima ragione per visitare l’esposizione anche nella presenza di alcune opere di Lucio Fontana, come il Concetto Spaziale dipinto su vetro del 1953.  Omaggio alla tv da parte del padre dello spazialismo, non a caso è il capostipite della collezione di Lorenzo Ciompi che riuscì ad aggiudicarselo a un’asta all’inizio della sua carriera di attore. Al termine della mostra, sarà possibile acquistare i pezzi esposti da Compendio Gallery (www.compendiogallery.com). di Anita Laporta
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La 14. Mostra Internazionale di Architettura è aperta al pubblico da sabato 7 giugno fino a domenica 23 novembre 2014, ai Giardini della Biennale e all’Arsenale. Un'edizione che si allunga a 6 mesi anziché 3. La 14. Mostra Internazionale di Architettura è diretta da Rem Koolhaas (nella foto in basso) e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. Il tema scelto dal curatore Rem Koolhaas per questa edizione è “Fundamentals” e accoglie tre manifestazioni complementari – Absorbing Modernity 1914-2014, Elements of Architecture, Monditalia – che gettano luce sul passato, il presente e il futuro dell’architettura. “Dopo diverse Biennali dedicate alla celebrazione del contemporaneo – afferma Rem Koolhaas - Fundamentals si concentrerà sulla storia, con l'intento di indagare lo stato attuale dell’architettura, e di immaginare il suo futuro.” Il Leone d'oro alla carriera a Phyllis Lambert Nel corso della cerimonia di inaugurazione della 14. Mostra Internazionale di Architettura è stato attribuito all’architetto canadese Phyllis Lambert il Leone d’oro alla carriera della 14. Mostra Internazionale di Architettura. Biennale di Architettura 2014: Absorbing Modernity 1914-2014 Spiega il curatore Rem Koolhaas: “Absorbing Modernity 1914-2014 è un invito rivolto ai padiglioni nazionali che mostreranno, ciascuno a modo proprio, il processo di annullamento delle caratteristiche nazionali, a favore dell'adozione quasi universale di un singolo linguaggio moderno e di un singolo repertorio di tipologie. Ma la transizione verso ciò che sembra essere un linguaggio architettonico universale è un processo più complesso di quanto solitamente viene riconosciuto, poiché coinvolge incontri significativi tra culture, invenzioni tecniche e modalità impercettibili di restare 'nazionali'.” Biennale di Architettura 2014: Elements of Architecture Elements of Architecture, al Padiglione Centrale, si concentra sugli elementi fondamentali dei nostri edifici, utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo e in ogni luogo: pavimenti, pareti, soffitti, tetti, porte, finestre, facciate, balconi, corridoi, camini, servizi, scale, scale mobili, ascensori, rampe". Biennale di Architettura 2014: Monditalia Monditalia  assegna all’Arsenale un tema specifico - l’Italia – con esposizioni, rappresentazioni teatrali ed eventi che interesseranno l’architettura, la politica, l’economia, la religione, la tecnologia e l’industria. Gli altri settori della Biennale di Venezia – Cinema, Danza, Musica e Teatro – saranno coinvolti per contribuire alla rappresentazione del Paese. Photo By Francesco Galli Courtesy la Biennale di Venezia  
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Se vivere in città non è più un obbligo del modello economico, almeno che diventi un piacere. Non si vive più in città per lavorare in fabbrica ma per vivere meglio ed avere accesso a quei servizi centrali che solo i grandi numeri rendono sostenibili: musei, teatri, cinema, hub aeroportuali, centri di alta formazione. Se la società passa dallo sfruttamento dei beni materiali alla gestione dell’informazione, dal possesso alla conoscenza, allora la città  deve svilupparsi su nuovi criteri, altrimenti non ha senso concentrarsi sul territorio. Su questi presupposti nasce l’idea di smart city. Che cos'è la Smart City La smart city è un modello urbanistico di sviluppo e regolamentazione degli ambiti urbani. È una città finalizzata alla realizzazione di un alto livello di qualità della vita. A questo fine gli spazi urbani aiutano a concretizzare i propri progetti e a muoversi in maniera più agevole, risparmiando tempo. Il tutto a beneficio dell’ambiente. L’intelligenza a cui fa riferimento la Smart City è un’intelligenza distribuita, condivisa, orizzontale, sociale. Che favorisce la partecipazione dei cittadini e l’organizzazione della città in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e dei risultati. Ottimizzazione che riguarda le risorse energetiche, la dotazione economica degli enti, ma anche il tempo delle persone. Una città può essere classificata come smart city se gestisce in modo intelligente (“smart”, appunto) le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare ed il metodo di amministrazione. In altre parole, una città può essere definita come “smart” quando gli investimenti in capitale umano e sociale e nelle infrastrutture tradizionali (trasporti) e moderne (tecnologia) alimentano uno sviluppo economico sostenibile, una elevata qualità della vita e una gestione saggia delle risorse naturali. Tutto questo deve avvenire attraverso un metodo di governo partecipativo. Su cosa si basa la Smart City È importante rimarcare come l’aspetto “smart” non debba essere collegato unicamente alla presenza di infrastrutture di informazione e comunicazione ma anche, e soprattutto, al ruolo del capitale umano, sociale e relazionale (istruzione, cultura, ecc.), ed al riconoscimento del settore ambientale come fattore importante di crescita urbana. Gli assi portanti delle smart cities, dunque, sono:   Comunicazione, Mobilità, Ambiente, Qualità della Vita, Risorse Umane. Il carattere smart di ognuno di questi aspetti viene espresso in maniera differente. La comunicazione è smart quando affidata alla rete e al mobile. La mobilità è smart quando trova soluzione ai problemi del traffico, del congestionamento dell’aria e ai costi che il singolo affronta per spostarsi. L’ambiente è smart quando le attività urbane non inquinano o addirittura generano energia da fonte alternativa. Le risorse umane sono smart quando partecipano ai processi decisionali e di gestione garantendone quindi l’attuazione. Gli esempi sono lampanti. Come si fa una Smart City Un processo partecipato nella gestione della nuova edificazione porta, ad esempio, ad una riduzione dell’abusivismo edilizio. La corretta gestione dei rifiuti riduce l’inquinamento ambientale. Mezzi pubblici ben funzionanti riducono il ricorso al mezzo privato. La diffusione di reti wireless libere contribuisce a migliorare la comunicazione. Sono solo alcuni esempi ma l’aspetto più entusiasmante delle smart cities è l’effetto moltiplicatore che le scelte su ciascuno dei temi ha sugli altri. Se le persone possono lavorare da casa allora l’effetto positivo è non solo sulla qualità della vita ma anche su mobilità e ambiente. Se gli edifici producono energia dal sole allora i benefici si hanno non solo sull’ambiente ma anche sulla qualità della vita, perché le persone spendono meno in bollette. Il successo del modello è garantito dal fatto che, essendo partecipato, non viene imposto  a vede una partecipazione spontanea da parte degli utenti. di Daniel Giorgi  
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