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La location è strepitosa. Villa Erba sul Lago di Como.

La residenza dell’erede della famosa omonima casa farmaceutica nonché madre di Luchino Visconti. Si narra che il piccolo enfant prodige si rotolasse nella farina assieme al fratellino per poi posizionarsi al posto delle statue lapidee in riva al lago e stare immobile fino all’arrivo dei battelli. A quel punto si tuffava nelle acque lacustri con gran sorpresa dei turisti che basiti osservavano dal loro natante quelle meravigliose piccole statue viventi.

La mostra orticolario

Una residenza in tardo stile neo rinascimentale il cui parco secolare ospita “Orticolario”, mostra mercato di giardinaggio e piante ornamentali. Un tripudio di fragranze e colori, essenze provenienti da ogni angolo della terra, inusitate spezie e rare ambrosie vi faranno deragliare i sensi appagandone soprattutto l’olfatto ma anche la vista.

Paesaggisti ed architetti di giardini della scuola di Porcinai, Russel Page, Peirone, vi condurranno in dedali di bossi e in teatri di verzura, un hortus conclusus all’ingresso vi delizierà con la sua poesia, mentre un finto (e magari forse un po’ kitsch) canto di uccellini allieterà il vostro percorso in un camminamento di bambù in metallo, una pregevole ed inusitata istallazione artistica contemporanea.

Gazebi e tende berbere dalle fantasie cromatiche più disparate, serre e giardini d’inverno da fiaba. Non possono mancare le innovazioni degli attrezzi agricoli per il piccolo e medio giardinaggio, computer e robot che tagliano l’erba interagendo col paesaggio.

Orticolario 2016

Una strizzata d’occhio all’arte del riciclo merita un’azienda agricola che ha trovato un modo originale di riciclare le tonnellate di letame fabbricandone wc, bidet, persino piatti e stoviglie, mattoni per costruzioni edili e quant’altro.  La “merda d’artista” di Piero Manzoni non è più da sola…
Sublimando gli escrementi dei suoi quadrupedi, questa grande fattoria del Nord ha scovato tutto ciò che riguarda l’escremento, dal fossile di letame di un dinosauro al lungometraggio sulla “defecatio” di Bunuel, il padre del surrealismo assieme a Dali, e ne ha creato un vero e proprio spazio espositivo che ha denominato “il museo della merda” appunto.

Orticolaio 2016

Sono molti i paesaggisti che espongono un po’ scimmiottando quello che Patric Blanc fa ormai da anni: “le mur vegetal”. Un’idea tanto semplice quanto geniale (ma non è forse vero che le due cose si equiparano?) che ha felicemente risolto il futuro dei cavedi e delle corti oscure e tristi, gli spazi esterni stretti ed angusti sublimandoli da parvenze di piccionaie a strepitosi muri vegetali.

Molti grandi architetti ormai adottano questa meravigliosa idea, e diverse amministrazioni comunali ne fanno uso per occultare alcune costruzioni di archeologia industriale o addirittura per degli eco mostri che purtroppo non sono almeno per il momento abbattibili.
Il muro vegetale è un giardino verticale sempre verde e quasi mai floreale, che non soltanto occulta ma risalta l’aspetto architettonico più infelice e mortificato, armonizzandolo col tessuto urbano circostante, dosando la texture cromatica a seconda dei piani e dell’altezza dell’edificio.

La mostra dell'Orticolario

Un complicato sistema automatizzato di irrigazione e di concimazione provvede al nutrimento delle piante consentendone velocemente la crescita in modo che queste arrivino ad altezze considerevoli in breve tempo. Ed ecco che come per magia i palazzi diventano degli enormi totem di verde, un bosco verticale le cui propaggini possono esser deviate all’occorrenza anche negli appartamenti dello stabile, monumenti di foglie e fronde, enormi monoliti forestali che svettano nei centri e nelle periferie urbane, coprendo tubature, cavi elettrici brutture ed orrori, nonché procurando un notevole risparmio in quanto l’intonaco non avrebbe più ragione di esistere.

I Virgili del verde vi potranno spiegare, conducendovi per mano, la magnificenza delle loro opere; come nelle metamorfosi di Ovidio vi riveleranno i segreti del loro Panteismo, in un originale e naturale modo di creare architettura, in totale sintonia con la natura, non integrata nel paesaggio, in quanto è lei stessa Paesaggio.

di
Lorenzo Ciompi

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