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La struttura ricettiva progettata da Pierluigi Sammarro nella campagna fiorentina: un luogo di rigenerazione e di charme, all’insegna della bioarchitettura

A una decina di chilometri da Firenze, alle porte dell’antico borgo medievale di Lastra a Signa, l’attenzione si focalizza su una nuova struttura ricettiva di charme con cinque alloggi, pensata dall’architetto Pierluigi Sammarro. Un progetto realizzato secondo i dettami della bioarchitettura, partendo ovviamente dai materiali: rovere naturale per i pavimenti in parquet; marmo-travertino di Rapolano e di Tivoli per i rivestimenti di bagni, terrazze e camminamenti esterni; legno di frassino per gli arredi.

Si è lavorato molto su parti esterne e luoghi di accesso comune: un giardino con piante aromatiche accoglie gli ospiti mentre all’ultimo piano un giardino pensile con vasca idromassaggio inquadra la vista della campagna circostante. Peculiarità delle cinque unità, il cui progetto strutturale è di Simone Cenci, è quella di essere intitolate ciascuna ad una dama di Toscana e, quindi, di essere
differenti tra loro. Sono le influenti e potenti donne di casa Medici; ognuna di esse è ritratta in un quadro che fa bella mostra di sé nell’appartamento dedicato, in rivisitazioni contemporanee degli originali d’epoca, espressamente realizzate per questa struttura.

Le dame di Toscana

la zona pranzo e cucina dell’appartamento dedicato a Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo De’ Medici

Ogni appartamento è stato pensato per distaccarsi da una scontata concezione di ospitalità. Si voleva creare la sensazione di essere a casa propria, pur in un contesto molto caratterizzato dalla storia e dal territorio. In una operazione di immaginazione contemporanea, si è voluto dedicare alle nobili donne ogni singolo pezzo e ogni dettaglio dell’unità abitativa, rendendo omaggio a
Lucrezia Tornabuoni, Caterina De’ Medici, Eleonora da Toledo, Bianca Cappello e Clarice Orsini. Ogni alloggio si compone di una spaziosa cucina con soggiorno, con grandi vetrate a vista sulla collina di Calcinaia, e camere da letto matrimoniali con bagno privato (alcune anche doppie), con gran parte delle boiserie e degli arredi fissi progettati su misura.

Le dame di Toscana

Lo spazio living comune a piano terra.

A prevalere è il colore bianco, utilizzato come quinta naturale per i protagonisti di questi interni. Al piano terra della struttura, l’ampio living è l’area comune che accoglie gli ospiti: una sala lounge con comodi divani, libri in varie lingue, riviste in tema di design e architettura e grandi aperture sulle colline incomparabili della Toscana. Ma l’unicità di questo progetto si amplifica anche grazie alla presenza di marchi d’arredo che negli anni hanno creato vere e proprie icone: la poesia delle luci di Viabizzuno e di AresIlluminazione; il disegno architettonico dei parquet di Itlas; le già citate pietre naturali di Rapolano e Tivoli; gli scenari di Antoniolupi, Gessi e Hansgrohe per gli ambienti bagno e rigenerazione; i rivestimenti di Bisazza.

Le dame di Toscana

uno dei due bagni dell’appartamento Caterina De’ Medici, che comprende due camere da letto matrimoniali e una spaziosa cucina con soggiorno e terrazza privata.

Così, all’ombra di lecci e cipressi, tra bordure odorose di alloro, rosmarino e lavanda, Dame di Toscana è il luogo in cui storia, tradizione e contemporaneità dialogano in un rapporto di complicità con la campagna toscana, a pochi chilometri dalla patria dell’arte.

di Giorgio Tartaro

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