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La ristrutturazione di un appartamento a Milano con un fil rouge: l’avanguardia artistica contemporanea

Un attico su due piani a Milano, con un impianto classico completamente trasformato da una ristrutturazione che ha modificato integralmente la dinamica interna degli spazi.
Per cominciare, il committente ha richiesto allo studio HIT arcHITects l’inserimento di un ascensore interno che fosse scenico, ma allo stesso tempo non convenzionale.

La ristrutturazione di un appartamento a Milano

All’ingresso, la scala in resina e, a parete, lo specchio dell’artista danese Olafur Eliasson e una foto dell’inglese Darren Almond.

Il risultato è una soluzione tecnica originale: una piattaforma senza pareti che scorre all’interno di un castelletto (il vano metallico destinato ad accogliere la cabina dell’ascensore) interamente decorato. Molto chiara l’idea di rinnovamento del proprietario: un ingresso fortemente caratterizzante, che invogliasse i visitatori a salire al piano superiore, ma soprattutto uno spazio fluido che potesse espandersi in estate e contrarsi in inverno. Così è partita la riprogettazione.

La ristrutturazione di un appartamento a Milano

A destra, l’ingresso ospita una coppia di panche laccate di fine ’600, un’opera di Ettore Spalletti e una di Dadamaino, pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, artista dell’avanguardia artistica milanese degli anni Cinquanta. Il soffitto ad onde riproduce l’effetto delle Rainbow Mountains in Perù, grazie anche all’illuminazione a led. Il pavimento è il tre strati Legno+Color Medium di Kerakoll.

Oggi il layout colloca al piano inferiore le stanze da letto, un’ampia cabina armadio e la zona servizi, oltre all’ingresso e alla scala interna.  Il piano superiore, invece, accoglie gli spazi conviviali e diurni: cucina, soggiorno, sala da pranzo, giardino pensile e portico.

L’ingresso è stato oggetto di uno studio dedicato che si è evoluto e perfezionato durante le fasi di progettazione. I muri sono stati trattati a spatola con una pittura ai silicati rosa polvere, tipica delle facciate esterne, che ha reso le pareti leggermente riflettenti. Quest’effetto ha permesso di accentuare la luminosità del soffitto, trattato con un rivestimento a doghe in legno che rievoca in sezione le Rainbow Mountains peruviane.

Il salone con giardino pensile

In questa pagina, il soggiorno con i divani di Minotti. Le opere d’arte sono di Anish Kapoor (a sinistra), Bonalumi, Tancredi, Dorazio. L’illuminazione led è supportata da paralumi applicati sulle colonne strutturali di sostegno (su disegno di arcHITects), una rivisitazione moderna dei lampioni parigini.
Il pavimento in teak massello gommato nero, che richiama il ponte di una barca, si raccorda all’inserto in sampietrini; il disegno è replicato dalle linee del controsoffitto a listelli di doussié.

Grazie all’applicazione degli strip led, poi, diffonde una luce simile a quella naturale, omologando così la luminosità di questa parte della casa a quella del livello superiore, che invece gode di ampie vetrate sul giardino pensile. La soluzione architettonica studiata per il piano più alto, dove il committente auspicava un approfondito dialogo tra interni ed esterni, ha richiesto anche
un’attenta analisi dei materiali. Le pareti vetrate sono dotate di vetri basso emissivi, mentre al soffitto è applicato un efficace sistema frangisole in grado, grazie alle pellicole riflettenti, di regolare il passaggio della luce dal lucernario superiore in base alle stagioni (più luce in inverno e meno in estate), oltre che di mascherare gli antiestetici macchinari per la climatizzazione. Il risultato
è il perfetto controllo climatico passivo dell’abitazione.

La veranda al piano superiore

La soluzione architettonica studiata per il piano superiore ha richiesto un approfondito dialogo tra esterni ed interni

Un elemento di grande originalità è dato dalla pavimentazione, realizzata in parte in teak gommato, posato con la tecnica utilizzata per rivestire il ponte delle barche a vela, e in parte in sampietrini di porfido: una soluzione che sottolinea in modo evidente il dialogo tra spazi interni ed esterni.

Una lunga fase di progettazione e di esecuzione è stata necessaria per la produzione di alcune finiture e degli arredi su misura, come ad esempio le soglie dei vani d’ingresso, realizzate con fusioni di bronzo, o la realizzazione dei paralumi che richiamano i lampioni stradali liberty parigini e confermano la coerenza cromatica del blu china, colore dominante del piano superiore.
Oltre che ad una scelta stilistica, questa soluzione risponde ad una precisa funzione, quella di mimetizzare le colonne portanti della struttura.

L'angolo del colore

il colore è protagonista degli interni grazie al mobile laccato rosso realizzato su disegno di HIT arcHITects e alla parete in un deciso tono di blu. Le opere in alto a destra, in senso orario, sono di Fabien Verschaere (disegno a china), Andrei Roiter, Eoin Mc Hugh, Sol Lewitt, Ignacio Uriarte.

Forme e funzioni concorrono così a dare armonia ed equilibrio ad un progetto che non rinuncia a tocchi di originalità e di eclettismo espressivo quasi irriverenti, dalla scelta del colore ai materiali non convenzionali, fino all’esposizione di straordinarie opere di artisti contemporanei d’avanguardia.

Spazi riservati

A sinistra, un angolo studio con le pareti in giallo lime e una delle camere da letto. La carta parati è Wow Indigo di Dedar.

di Floriana Morrone | Foto di Andrea Fongo

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