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Punire i cani: giusto o sbagliato ?Tutti noi siamo affezionati, a dir poco, ai nostri amatissimi cani ma siamo molto, forse troppo permissivi con loro.

La permissività con i nostri amici a 4 zampe è, spesso, confusa come una cosa positiva in alcuni casi può rivelarsi proprio il contrario. Mi spiego meglio, nella fase iniziale di crescita di un cucciolo, ci sono delle cose da fare ed altre da non fare, questa fase è la più facile da gestire, proprio perché il cucciolo deve avere e vuole delle nuove esperienze, quindi prende quasi tutto per gioco. Noi dobbiamo approfittare di questa fase per insegnarli il “” ed il “no“, da qui si dovrà creare una sorta di “alfabeto” canino, con il quale dovremmo avere a che fare per tutta la vita del nostro “amatissimo”.

Come educare il cane

E’ importante, già da cuccioli, usare parole brevi ed incisive, modulando il tono di voce a seconda dell’efficacia da imprimere al comando, un’altra cosa da evitare è non cambiare una parola “chiave” già usata con un’altra avendo lo stesso significato, questo per non confondere l’apprendimento del nostro cucciolo.
Faccio un esempio: se fino ad ora abbiamo usato la parola “fermo” per non farlo muovere, chiaramente per avere lo stesso risultato non possiamo usare un’altra parola tipo “non ti muovere” perché per noi è lo stesso significato ma per il nostro cucciolo è un suono completamente diverso dal primo e quindi ci guarderà stupito senza nulla di fatto.

Come punire il cane

Riguardo all’eventuale punizione da impartire, bisogna essere tempestivi nell’attuarla; mi spiego meglio, se il nostro cucciolo sta mordicchiando la tenda del salone, immediatamente impartire un no secco, ripeterlo fino a quando non smette. Mai dare un comando di punizione se il fatto è già accaduto, in questo caso confonderemo le idee al nostro “piccolo”, impaurendolo senza ottenere il risultato voluto.
Io sono contrario alle punizioni fisiche, è dannosa al cucciolo e spesso riusciamo solo ad impaurirlo senza insegnargli nulla.
Allora moduliamo la nostra voce in maniera forte e decisa quando c’è un “misfatto” e dolce e persuasiva quando c’è una “buona azione”.
Concludendo, dobbiamo essere tolleranti per i primi giorni, in modo da far abituare il cucciolo al nuovo ambiente domestico, quindi, gradualmente ed insistentemente, usare la voce con tono sempre più deciso nel dire un no quando non c’è stata l’obbedienza dell’azione voluta.

Di 
Raffaele Alicandro
Dog’s House 

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